Il Blog di Lella Canepa

NOCI, MANDORLE E NOCCIOLE



– Oh fra Galdino! – dissero le due donne. – Il Signore sia con voi, – disse il frate.

– Vengo alla cerca delle noci. – Va' a prender le noci per i padri, – disse Agnese.

Promessi Sposi


Tra le raccolte di inizio autunno possibili nella mia campagna qui attorno, rivestivano un ruolo importante le noci e le nocciole, le mandorle no, l'unico mandorlo del paese riusciva a fiorire ma non ad arrivare a frutto.

In riviera invece conosco qualche mandorlo che produce frutti, anche se non si può certamente dire che la Liguria è famosa per le sue mandorle, di queste ho il piacevole ricordo della Puglia e della Sicilia.

Le noci, velocemente raccolte dopo una delle prime tempeste autunnali che con il vento le faceva cadere, rappresentavano per i contadini uno dei raccolti più vantaggiosi in termini di guadagno. Tanto che, per quanto mi riguarda, mi è stato insegnato a non raccogliere mai le noci di altri, proprio per questo motivo, così come andare di corsa a raccogliere le mie dopo una notte di pioggia e vento perché era facilissimo che me le rubassero. Noci raccolte così, dopo la prima notte di pioggia e vento di fine estate, non sono ancora completamente secche, il gheriglio è ancora tenero e bianchissimo, vanno lasciate al sole ad asciugare e la sera ritirate e messe accanto al fuoco.

Per tanto povero che fosse un contadino poteva almeno contare sulla parca cena di "pane e noci" definito a seconda del contesto "pane e noci mangiar da sposi, noci e pane mangiare da cane" in quanto avere almeno pane e noci era già una fortuna ma essere costretti a mangiare sempre e solo quello sinonimo di povertà.