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Il Blog di Lella Canepa

LA FUMARIA





Perché ora, a gennaio, un post su quest'erba? Perché il tempo davvero matto nel quale viviamo mi ha permesso nei giorni scorsi, prima della nevicata, di trovare una pianta di Fumaria capreolata incredibilmente sviluppata e fiorita come mai potrei dire avevo visto qui.

Mentre più in basso è pianta davvero infestante, insieme alla varietà officinalis, quella con i fiori rosa rossi, a questa altezza è un po' più difficile trovarla.

Trovarla, poi, rigogliosa e completamente fiorita a metà gennaio, questo non me lo aspettavo.



Fiorita completamente, in una giornata di sole invernale talmente forte che non sono riuscita a fotografare meglio di così.

L'ho notata perché si faceva ben vedere attorcigliata ai rami spogli di una vitalba, che a sua volta aveva preso possesso della vecchia recinzione.

Questa proprietà le viene curiosamente dalle foglioline che sono in grado di avvolgersi come viticci per salire e diventare quasi un rampicante.

I fiori invece dovrebbero esserci da giugno, senz'altro sono anche questi il risultato dell'eccezionale primavera tardiva venuta al posto dell'autunno.



Osservando le foglie, specie di questa varietà, si può vedere una vaga somiglianza con il Papavero qui>>> o la Celidonia qui>>> e infatti appartiene alla stessa famiglia, le Papaveraceae, sono cugine in pratica.

I fiori invece non assomigliano per niente a nessuna delle due, piccoli, lunghi, riuniti a grappolo con la cima più scura.

Così come queste altre contiene un alcaloide che ne fa un'erba potenzialmente tossica, sconsigliata per il consumo alimentare.

Le sue proprietà sono prettamente medicinali, quando anche nella farmacopea contadina si sapeva come usarla.

Proprietà antinfiammatorie, toniche e spasmolitiche per il fegato e le vie biliari, lassative e diuretiche, vermifughe. L'uso esterno contro dermatiti, congiuntiviti, eczemi.

Una volta, quando era banale saperlo, veniva considerata l'erba che portava ai cento anni, in grado di curare anche le malattie inventate degli ipocondriaci.

Adesso a fare da soli riusciremmo solo ad intossicarci, anche se non è tra le piante più tossiche.

L'uso è quindi riservato solo agli erboristi esperti, o a chi, fortunato, ne ha memoria.

Talmente importante come pianta curativa che ho letto come i Francesi le dedicassero un giorno dell'anno, il 3 di marzo.

Perché invece in quasi tutti i paesi del mondo il suo nome fa riferimento al fumo non l'ho capito bene.

Ho letto che sarebbe per il colore grigio (???) delle foglie, che da lontano assomiglia a una nuvola di fumo...o perché bruciando fa un fumo irritante, o solo estirpandola pare produca un odore acre simile al fumo, o anche perché il gusto è amaro sgradevole come il fumo.

Pare abbia delle proprietà tintorie, probabilmente sul giallo. Proverò.












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Lella

 

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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