Il Blog di Lella Canepa

PAPPARE I PAPAVERI

...Lo sai che i papaveri son alti alti alti

e tu sei piccolina ... e tu sei piccolina...

"Pappare i papaveri come si fa? Non puoi tu pappare i papaveri, disse papà ..."

continua la strofa... Quando hai passato l'infanzia sull'onda musicale di una canzone, mentre tua madre raccoglieva piante di papavero per fartele mangiare, nonostante vogliano farti credere che tu sei quella "piccolina", cresci con la consapevolezza che tu i papaveri sai come papparteli ... e non è male come costruzione della fiducia in se stessi.

E sono ancora qui, più di sessant'anni dopo, a mangiar papaveri, una delle erbe presenti nel Prebuggiun (qui>>>) quando a inizio primavera formano quelle belle rosette ricche di foglie e danno quel sapore delicatamente amaro al misto.


Occorre fare una distinzione: il papavero rosso comune dei campi è il Papaver rhoesas e altre varietà. Il papavero coltivato per l'estrazione dell'oppio e di conseguenza della morfina è il Papaver somniferum, ma si trova comunque nei prati, e giardini, insieme al Papaver setigerum DC. specialmente nel centro e sud Italia.



Nonne e mamma dopo di loro, raccomandavano di mettere nel misto di erbe una quantità giusta, convinte come erano, che anche nella rosetta basale primaverile di quello comune, rosso, Papaver rhoesas, fosse un poco di potere sedativo e visto che comunemente si raccolgono tutte e due le piante appena spuntate in primavera, pur se esiste una differenza riconoscibile fra le foglie .


rosetta basale appena spuntata di Papaver rhoesas

papavero da oppio

Non so se scientificamente è vero, chi dice sì chi dice no... So per certo che nella tradizione di rimedi casalinghi, c'è sempre stata la tisana di petali essiccati di Papavero rosso comune, come blando sedativo per favorire il sonno ai bambini, e agli anziani o per sedare gli attacchi di tosse, insieme a qualche fiore di camomilla. Pochi grammi di petali essiccati, all'ombra il più velocemente possibile, poi polverizzati, lasciati in infusione per 10 minuti in acqua calda.

L'uso antico si ritrova anche nella famosa Tisana dei quattro fiori che pareva curare tutti i mali, specie malanni invernali tipo influenza, tosse febbre e simili, dove i fiori erano più di quattro e cioè malva, farfara, papavero, verbasco, piede di gatto, altea e viola mammola.

In realtà per le difficoltà di reperirne sette tutti insieme, era importante averne almeno quattro di queste.

Se volete provare:

Miscelo in parti uguali i fiori di almeno quattro di queste erbe: fiori di Malva, fiori di Papavero, fiori di Tasso Barbasso, fiori di Viola Mammola, fiori di Tossilagine o Farfara, fiori di Altea, fiori di Sempiterno o piede di gatto.

Lascio in infusione un cucchiaino da caffè di questa miscela in una tazza d'acqua bollente per dieci minuti, filtro e dolcifico con miele, magari il mio sciroppo di Tarassaco (qui>>>).



Abbastanza facile anche qui in Liguria, incontrare il Papaver setigerumDC. che si distingue dal Papavero somniferum per una leggera differenza di colore nell'interno dei fiori, e anche nella quantità di oppio contenuta nel lattice che si estrae dalla capsula immatura dei fiori .

Mentre il somniferum è commestibile, la varietà setigerum è considerata tossica, e per questo motivo non uso nessuno dei due nel misto di erbe, vista la mia difficoltà nel distinguere le piantine appena spuntate una dall'altra.

Di queste due varietà, fino agli anni '50 più o meno, nel centro-sud Italia si faceva uso, chiamato "papagna", per alleviare dolori e fatiche della vita di campagna.

Addirittura in provincia di Taranto, e nel Salento tutto, si usava fare un ciuccio con una pezzuola pulita piena di zucchero intinto in poche gocce di infuso fatto con le teste dei fiori sfioriti e fatte seccare e sbagliare la dose era pericolosissimo.

Per questo dalla metà del secolo scorso in Europa le coltivazioni estensive a scopo commerciale e medicinale del papavero da oppio, ancora esistenti in Sud Italia sono soggette ad autorizzazioni e controlli.

Le grandi piantagioni per ricavare morfina e purtroppo altri usi, sono principalmente in Afganisthan, Pakistan, Birmania, dove il clima favorisce un alta concentrazione di alcaloide.

Tutto ciò è lontano dalla possibilità di estrarre oppio da qualche papavero trovato sulla nostra strada.

E ancora meno esiste la possibilità di alcunché usando il Papavero comune...

Essendo l'alcaloide principalmente contenuto nella capsula immatura ed estratto mediante incisione della stessa è illegale questo processo e viene sconsigliato di coltivarlo in giardino, nonostante sia tranquillamente messo in vendita nei garden.


Detto questo a me, comunque, fin da piccola hanno messo bene in testa la peric