Il Blog di Lella Canepa

LA LATTUGA VELENOSA 🔴

Non è ancora tempo di raccolta erbe.

Siamo nella Luna di Ghiaccio o Del Sonno, la lunazione che avviene quasi sempre a fine gennaio, raramente a febbraio. La linfa smette di scorrere, e sotto una coltre di freddo, nel terreno caldo, semi e radici si preparano per germogliare.

La Natura riposa e normalmente non si effettua nessun lavoro nell'orto o nel giardino, se non di pulitura, ma quest'anno si potrebbe dire che per il tempo clemente, le abbondanti piogge autunnali, il freddo mai arrivato, non si è smesso di raccogliere, aggiungo purtroppo, perché tutto ha bisogno di riposo.

Nonostante questo la Natura, pur se disorientata, continua il suo lavoro e presto, se noi siamo stati diligenti a quando e come raccogliere, nuove piantine nasceranno, e qui è quando si deve stare davvero attenti al riconoscimento.

Nella fase di crescita della rosetta basale delle piantine che vogliamo raccogliere, l'osservazione dei caratteri peculiari di ogni pianta deve essere il più precisa possibile.

Dubbi che difficilmente avranno chi studia le piante da un punto di vista scientifico, mentre per chi si approccia ad un riconoscimento empirico a prima vista la confusione è possibile. Io stessa sto molto attenta non solo quando raccolgo ma quando pulisco scrupolosamente prima della cottura, e spesso nei cestini di chi viene con me è capitato trovare quello che non ci sarebbe dovuto essere.

Una è la così detta Lattuga velenosa, Lactuca Virosa, o anche la Lactuca serriola. La Lattuga velenosa, lo dice pure il nome volgare, proprio buona non è e nemmeno è difficile trovarla, anzi è comunissima, infestante.

Ecco una foto delle Lattughe in questione nel momento che possono essere confuse


Lactuca

per esempio con la Talegua (qui>>>) , Reichardia picroides nella foto sotto:


Talegua

o con la Scixèrboa, il crespigno, il Sonchus asper (qui>>>) nella foto sotto:


Scixèrboa

Se non ci si ferma alla sola osservazione visiva, come succede con una foto, con la pianta dal vero è possibile individuare la diversa consistenza della foglia che nella Lattuga è sottile e leggera e ricorda appunto una foglia di lattuga tipo quella commestibile, sua parente stretta, mentre nella Talegua è più consistente, carnosa e questo è quello che la distingue davvero immediatamente.

Quasi sempre nelle foglie delle lattughe velenose dietro, sulla nervatura centrale sono presenti delle "setole" simili a spine, e questo serve anche a distinguerla dalla Scixèrboa.

Anche il bordo non è liscio.

Si può provare anche solo ad avvicinarne una fogliolina alla bocca, se la Talegua ha un buon gusto dolce di erba, la Lattuga puzza ed è amara e invita a sputarla subito.



Una e l'altra la serriola e la virosa crescendo sono più facilmente riconoscibili, oltre ad avere spesso anche un odore sgradevole e la virosa quasi sempre le foglie macchiate scure, ma sempre la leggerezza della foglie le distingue da una cicoria.



Queste piante spezzandole rilasciano un lattice biancastro amaro che è potenzialmente tossico. Ha proprietà che pare ricordino l'oppio e infatti veniva chiamato l'oppio dei poveri, seccato e usato come analgesico e anestetico.

Nonostante le innegabili proprietà, confermate scientificamente, del lattice, chiamato Lactucarium in farmacopea, non contiene oppiacei, la pianta non interessa a livello legale, non è vietata né regolamentata la detenzione o la coltivazione, ma onestamente queste mere informazioni non devono invogliare a fare alcuna pratica priva di una minima conoscenza erboristica.


https://samorini.it/etnobotanica/europa/lactuca/lattucario/​