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- Erbando
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Eventi (5)
- 12 marzo 2021 | 13:4016030 Castiglione Chiavarese GE, Italia
- 1 maggio 2019 | 08:0018017 Costarainera IM, Italia
- 25 giugno 2017 | 08:0016043 Chiavari GE, Italia
Post sul blog (392)
- C'È CANNELLA E CANNELLA
a sinistra Cassia a destra Cannella vera Questo periodo fra impedimenti personali e problemi con la piattaforma, non riesco ad aggiornare il blog come vorrei, ma con l'avvicinarsi delle feste natalizie e per questo, dell'uso più assiduo di spezie, mi sono convinta a scrivere della Cannella in quando ho capito che molti ignorano che c'è cannella e cannella, sempre perché le persone si sono allontanate dal quotidiano contatto vero con qualsiasi cosa. C'è differenza fra la vera cannella e quella che spesso viene chiamata cannella e cannella non è. Ormai si compra, c'è scritto cannella e si porta a casa, basta. Ho ancora nel naso il profumo dolce e aromatico di quella che nonno metteva sulla panna delle meringhe alla domenica, talmente forte che mi fastidiava persino. In casa ho sempre visto comperare i bastoni, nessuno l'hai mai presa già in polvere, e non è una spezia proprio fra le più economiche. Poi intorno agli anni 70 si è diffusa la moda Biedermeier, tutta decorazioni di pignette, nastrini e... bastoncini di cannella. In quegli anni mi trovavo in un garden center alla ricerca di nastri quando in uno scaffale mi scappa l'occhio su un sacco di cannella lunga circa 30cm a un prezzo ridicolo. Ben sapendo quando costasse una stecca, quando si faceva la provvista delle spezie per conciare il maiale, mi chiesi come fosse possibile. Così fu che scoprii che esiste la Cannella dell'albero Cinnammoum verum, originaria dello Sri Lanka e anche altre simili, di alberi della stessa famiglia Lauracee, come lo sono l'Alloro, la Canfora, l'Avocado , ecc., e la Cinnamomum aromaticum , che nasce in Cina, normalmente conosciuta come Cassia, ma dall'aspetto molto simile alla Cannella vera e che viene definita "decorativa". Sono spezie queste delle quali non si usa il seme o la foglia o il frutto, ma fusto e rami che una volta lavorati e seccati sembrano sottili pergamene arrotolati. Questa è la prima grossa differenza fra le due. La Cassia NON è in sfoglie sottili. Un'altra differenza è nell'odore, più forte e pungente nella Cassia, dolce e aromatico nella Cannella. Cinnamomum verum - Cannella dello Skri Lanka o Ceylon Cinnnamomum aromaticum - Cassia o Cannella della Cina Visto che vengono tutte e due vendute come cannella e sono da molti considerate entrambe cannella qual'è il problema? Primo: il costo, il prezzo della Cassia è anche sei volte più basso di quello della Cannella vera, ma se comperi una al prezzo dell'altra... specie se è in polvere e non c'è scritto cosa è veramente... Secondo: l'aroma, a volte pensi che non piaccia, forse perché non è vero profumo di vera cannella, lo ricorda ma non uguale, a me per esempio non piace Terzo: e per me il più terribile, le infinite, incredibili, quasi sconosciute proprietà della Cannella, se anche sono presenti nella Cassia lo sono in minore quantità, ma nella Cassia il contenuto di cumarine è fino a più di 50 volte che nella Cannella di Ceylon, e le cumarine causano danni al fegato. È tranquillamente venduta una al posto dell'altra, adesso che nessuno ne sa la differenza, perché l'uso minimo rende difficile pensare che se ne possa assumere tanta da avere problemi, ci si dimentica dell'accumulo negli organi come il fegato di questa, insieme ad altre sostanze che giornalmente ingurgitiamo senza sapere cosa stiamo bevendo o mangiando. Ma se per caso usiamo la cannella con l'intento di farci del bene e non usiamo quella vera... La Cannella vera è una delle sostanze con più antiossidanti, ricca di oli essenziali utili per i malanni di stagione, come antinfiammatorio, analgesico, antimicrobico, antispastico. Le sono riconosciute scientificamente capacità di abbassare il colesterolo, i trigligeridi, l'ipertensione. Studi recenti sembrano garantire risultati nelle malattie di Alzheimer e Parkinson. Quindi l'uso specie in inverno, nei dolci, nello strudel, nell'acqua di mela, nel brodo di pollo alla Messeguè può solo essere consigliato, quello della Cassia meno. Visto poi che se ne usa comunque piccole quantità concediamoci il lusso di usare quella di Ceylon e lasciamo quella simile alle decorazioni natalizie. Purtroppo la perdita di "confidenza", di conoscenza, dei profumi veri, del reale valore di tutto, fa sì che come succede anche con lo zafferano, o con la semplice lavanda e ancor più con il famoso falso gelsomino siamo soggetti a quelle che io definirei comunque piccole truffe. Ci accontentiamo di spendere meno, di trovarlo più facilmente, di avere meno fastidi, ma se ci dicono che è Cannella, Lavanda, Gelsomino va bene, anche se ci lasciano degli indizi dai quali potremmo intuire. Il Rincospermum se è chiamato Falso Gelsomino... il Lavand ino se non è Lavanda pura, la Cannella vera ha con sé il nome Cinnamomun verum un po' di colpa l'abbiamo noi che non approfondiamo. Fior di Gelsomino... https://www.lellacanepa.com/single-post/fior-di-gelsomino-e-di-non-gelsomino Lavanda https://www.lellacanepa.com/single-post/2018/07/11/lavanda Fior di zafferano sì... https://www.lellacanepa.com/single-post/2018/10/20/zafferano-s%C3%AC-zafferano-no-e-dello-zafferano-ligure Polàstro alle cipolle... https://www.lellacanepa.com/single-post/2018/03/13/POL%C3%80STRO-ALLE-CIPOLLE-E-LA-SUA-ZUPPA?fbclid=IwAR20aKjhczV60OJdhwmZrVlaxb0zS7yQ1WEGeJrSocyZ03bKh-6MuSKAxOo foto di MatchaMatcha a questo link si vede il momento della raccolta a cui segue l'essiccazione dove si forma la stecca arrotolandosi https://www.reddit.com/r/oddlysatisfying/comments/1lcirp0/the_process_of_harvesting_cinnamon/?show=original Per non creare confusione, un altro albero delle regioni orientali si chiama botanicamente Cassia con diverse varietà, ed è usato come purgante come la Senna, anche questa un tempo classificata come una Cassia Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti . Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di " Donne da Ieri a Oggi " una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di " Erbando " un ricercato evento che produce sempre il " tutto esaurito " da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>
- CROSTATA SBRISOLATA
Da tempo volevo provare questa crostata e a dirla tutta volevo farla con la farina di grano saraceno, ma tant'è ho dimenticata di comperarla una, due, tre volte e allora mi sono rassegnata a farla con farina bianca. La ricetta è quella di una frolla normale, già descritta più volte, per esempio qui >>>Crostata al limone , la solita con la regola dell'un-due-tre, farcita però con ricotta e marmellata e ricoperta di briciole di pasta frolla. Per questa piccola torta, tendo ormai a diminuire sempre le dimensioni dei dolci, di circa 20 cm. ho messo 60 gr. di zucchero, 120 gr. di burro, 180 di farina 00, un uovo intero, una grattugiata di buccia di limone, ho impastato velocemente e messo a riposare per almeno mezz'ora in frigorifero. Nel frattempo ho mescolato un vasetto di ricotta con qualche cucchiaio di zucchero, meglio a velo. Divido il panetto di pasta in due parti, una leggermente più grande dell'altra. Stendo il pezzo più grande e sistemo nella teglia, sempre senza imburrare, non serve con la pasta frolla, creo pizzicando un bordo o aggiungo un rotolino di pasta per formarlo come viene meglio, riempio con la ricotta e a cucchiaiate sopra uno strato di marmellata, meglio se di frutti di bosco, lamponi, fragole, mirtilli o simili. Sopra, semplicemente con le mani, sbriciolo a pezzetti, ricoprendo tutto, la rimanente pasta. Inforno a 180° fino a cottura, 35-40 minuti. AGGIORNAMENTO Causa mani doloranti che mi impedivano di impastare la pasta tirata fuori dal frigorifero ho provato a sbrisolare anche la parte sotto, a mucchietti così tolti dall'impasto con le dita e sistemati vicini sulla tortiera. Viene buonissima, forse anche meglio Sono soddisfatta del risultato, la torta è morbida, piacevole e un po' diversa dalle solite crostate, resto dell'idea che con farina di grano saraceno in parte o tutto sia ancora più buona. Non finisce qui. AGGIORNAMENTO Ho provato a sostituire la farina di grano saraceno ed è ok, se non piace il gusto così rusti si può fare metà e metà. Ho provato anche a farla senza ricotta, con marmellata di arance, di gelatina di uva fragola, ecc. buonissima Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti . Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di " Donne da Ieri a Oggi " una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di " Erbando " un ricercato evento che produce sempre il " tutto esaurito " da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>
- OGNISSANTI O HALLOWEEN... DOLCETTO O SCHERZETTO? O CALDARROSTE ALL'INFERNO?
è l'è de' vivi che bisogna avè paura, no de' morti..! Gli zii di mia mamma intorno agli anni 20-30 del '900, nelle sere che precedevano l'uno e il due novembre, tentavano di impaurirla con una candela accesa infilata in una zucca intagliata, raccontandole di morti che per una notte ritornano tra i vivi e lei ne conservava un ricordo poco piacevole. Questi zii, oltre a non essere mai stati in America, erano cattolici praticanti, uno organista e l'altro campanaro, per tutta la loro vita, in una delle basiliche più belle di Liguria, la Basilica dei Fieschi, tanto da essere chiamati "I Parrocchia" come soprannome di famiglia, quindi impensabile un rito di sfregio alla loro religione. Qui, alta Val di Vara, ancora negli anni '50, prima della grande ultima emigrazione verso le americhe e le fabbriche, i giovani vagavano di casa in casa mascherati per chiedere un'offerta di cibo per i propri morti. In realtà in tutta Italia, senza scomodare altri paesi stranieri, ma un po' dappertutto è così, la fine dell'estate e quindi l'inizio del buio invernale venivano salutati con rituali che ricordano gli spiriti dei defunti, i poveri chiedevano qualcosa da mangiare a chi più ricco aveva accumulato più provviste per l'inverno e l'intenzione è sempre più o meno quella di accogliere con qualcosa i propri cari trapassati che per una notte tornano sulla terra, ai quali si accende una luce, che sia in una zucca, in una rapa o semplicemente una candela sulla finestra o un lumino acceso in casa. Dalla festa celtica di Samhain alle Parentalia romane si è arrivati al nostro Ognissanti e Festa dei defunti ... I miei ricordi di bambina sono nei lunghi rosari serali nella basilica a San Salvatore a far sciogliere gli Offiçiêu, con attenzione a non sporcare e bruciare la panca della chiesa. Questi offizieu o"mucchetti", propri della tradizione ligure, sono una sorta di lungo cerino avvolto attorno a delle forme in legno, che simulano piccole borsette, fiaschetti, cestini, scarpette, ecc. che venivano accesi e lasciati consumare durante il rosario serale di questo periodo. Facevano bella mostra nelle vetrine di pasticcerie e drogherie, e fra bambini era gara a chi aveva il più bello, il più grande. Spariti come tante altre cose, non c'è più nessuno che li fa e che li usa, i miei figli non ne hanno mai visto o acceso uno. Davanti ai negozi de tûtti i speziæ, esposti in bell'ordine pe mettine coæ gh'è un mûggio asciortio de belli offiçieu delizia, sospio de tanti figgieu Nicolò Bacigalupo Offiçiêu di Adriana Dagnino foto di Luciana Brescia - Chiavari - autrice del magnifico macramé sul quale sono posati gli Officieau Se posso comprendere il fastidio di qualcuno nei confronti della mercificazione di queste usanze, meno capisco chi non ricorda da dove arriva davvero tutto ciò e non certo dall'America. Nel dopoguerra, e io da lì vengo, abbiamo volutamente accantonato e dimenticato usi e tradizioni, modi di fare e di dire, cibi che ci ricordavano la povertà, la campagna, assettati di modernità e industria, che ci rappresentavano e adesso non riconoscendoli li chiamiamo addirittura strumenti del demonio... Meglio sarebbe, se si vuole davvero sapere cosa è Halloween, lo si chiedesse alla nonna, senza nemmeno scomodare i Celti. Gli uomini di tutti i tempi hanno sempre avuto paura del buio invernale che si avvicina in questa stagione e con qualsiasi rito cercavano di conservare e omaggiare la luce sperando che questa tornasse la primavera successiva. Nel nord dell'Europa i bambini facevano e fanno processioni di lanterne intagliate nelle rape, chiedendo offerte per i defunti e ogni paese ha la sua leggenda, ma tutte riportano ai morti che tornano per una notte. Per la facilità con la quale si trovavano più zucche che rape i primi emigranti in America iniziarono a intagliare quelle. Non è obbligatorio sottostare alle regole di mercato, si può sempre come me continuare ad intagliare la zucca dell' orto, a mettere candeline e cere ( se potessi avere ancora uno dei nostri offizieu! ) nella speranza che per una sera i miei morti ritornino, fosse possibile vederli ancora una volta! La zucca classica da intagliare qui dalle mie parti era il chéussu o zucca a fiasco, fra gli infiniti usi che ho cercato di elencare in quest'altro post >>> O CHÉUSSO Ai bimbi liguri venivano regalate "reste di balletti e mele carla" una sorta di collana che anche gli adulti si mettevano al collo per andare a messa la sera dei defunti. Con poca pasta di mandorla insaporita con curaçao, cacao, pistacchio, venivano confezionate fave e castagne arrostite dolci da regalarsi di casa in casa. Oggi è ancora possibile comperarle nelle pasticcerie più pregiate come Romanengo>>> Proverbi liguri ricordano che " Ognissanti senza becco, Natale poveretto " o " Pe i Morti, bacilli e stocchefisce no gh’è casa che no i condisce" dai quali si capisce che tradizione vuole un qualche volatile in tavola, che poteva essere il gallo, la faraona o altro da eliminare nel pollaio prima dell'inverno, o anche il bottino del cacciatore di casa, fagiano o (ahimè!!!) uccelletti, così da riservare le carni più pregiate del maiale a Natale. Oppure lo Stoccafisso con i bacilli , ovvero un legume tipo una piccola fava secca, praticamente introvabile, che negli ultimi anni è ricomparso con il nome di Favino, qui da me con le fagiolane, i grandi fagioli di Spagna, semplicemente bolliti e conditi con il primissimo olio nuov In casa mia non c'erano grandi tradizioni culinarie per questo periodo, se non forse per i ceci o a volte fagioli a zimin, del quale ho già scritto qui>>>A Zimino . - zimino in cottura - Certamente erano i giorni delle castagne, nella tradizione fatte a " balletti", le castagne bollite con la buccia, ma ricordo con più piacere le serate fra ragazzi, qui, a fare le " Rustie all'inferno " caldarroste, spolverizzate di zucchero, innaffiate di grappa e accese poi sempre mescolando. È d'obbligo spegnere la luce durante il procedimento così da godere dello spettacolo, o almeno così a noi sembrava, ci si divertiva davvero con poco. Sempre perché ci si divertiva con quello che si aveva, finì in canzoncina la serata fra ragazze del dopoguerra che non avendo la grappa un po' ne chiesero ai giovani, i quali per vendicarsi di non essere ammessi al divertimento, offrirono una bottiglia di acqua al posto della grappa che alla fine non bruciò annacquando miseramente le castagne. Quando furono nel piatto pronte ben bagnate continuarono per mezz'ora a mescolar ma l'acqua dei Ghiggeri non volle mai bruciar La ricetta, con qualche attenzione, è quanto di più facile ci sia. Fatte le caldarroste, si sbucciano il più velocemente possibile cercando di tenerle in caldo. Si sistemano in una pirofila, si mette qualche cucchiaiata di zucchero, un bicchierino di grappa, si mescola e CON ATTENZIONE si dà fuoco, sempre mescolando. Bruciato tutto l'alcool si gustano le castagne così condite, quasi caramellate. Se proprio non c'è altra soluzione, è possibile fare qualcosa di simile a delle caldarroste nel forno o nel microonde, e ci sono decine di modi diversi. Uno è quello di praticare il solito taglio nella parte rotonda, mettere le castagne tagliate a bagno per 10 minuti in acqua tiepida, mettere sul piatto del microonde e far andare per cinque minuti alla massima potenza. Un sistema veloce per fare una minima quantità di castagne per una - due persone. Se se ne devono fare di più, dopo l'ammollo, si asciugano e si passano in forno a 180° per una mezz'ora, mescolando spesso. In entrambi i casi, a fine cottura, si mettono dentro ad un sacchetto di carta ben chiuso o in uno strofinaccio, per cinque minuti, in modo da poterle sbucciare bene. - castagne all'inferno - Per vedere la lavorazione degli Offiçêu qui: https://www.youtube.com/watch?v=X0_DvwpbILA&t=86s&ab_channel=PrimailLevante Per saperne di più sulle tradizioni italiane antiche di zucche intagliate e regali dolci ai bambini qui: https://www.thinkdonna.it/festa-ognissanti-commemorazione-dei-defunti-tradizioni-italia.htm?fbclid=IwAR1aN2r3aCS_WahxRUKOcWGktFrJYrkpUfYPXskK-jYR5wJAyLm0b4163Zw# Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti . Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di " Donne da Ieri a Oggi " una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di " Erbando " un ricercato evento che produce sempre il " tutto esaurito " da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>
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Erbando © Come andare in cerca di erbe, raccoglierle, cucinarle Carro, 13 Aprile Posti Esauriti! Lella Canepa Riconosciuta esperta in materia, eredita le sue competenze dai suoi avi, attraverso esperienze dirette pluriennali, libri, manoscritti. 15:00 - 16:00 16:00 - 17:30 17:30 - 18:00 Programma dell'evento ERBANDO Parte teorica: conoscenza delle singole erbe; modi di raccolta Parte pratica: ricerca e raccolta diretta delle erbe Rientro nel B&B, domande e conclusione della giornata Vuoi avere maggiori informazioni sull'evento? INSERISCI I TUOI DATI QUI A FIANCO TI CONTATTEREMO NEL PIU' BREVE TEMPO POSSIBILE Chiedi informazioni! Successo! Messaggio ricevuto. Alessandra Grazie Lella Canepa per tutto ciò che ci hai insegnato!!meravigliosa come sempre! Grazie per aver trasmesso tutto quello che sai con semplicità e poesia! Mari Bella esperienza, molto interessante!Grazie, stasera ne ho approfittato... Carla Un piacevole e interessante incontro.
Post sul forum (7)
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