Il Blog di Lella Canepa

IL PUNGITOPO





Senza pensarci, giorni fa, nei pressi di una strada che frequento per tornare a casa da sempre, mi sono imbattuta in un bosco di pungitopo.

Avevano attirato la mia attenzione delle piante di Asparago, volevo vedere se il tempo matto di questo autunno particolare aveva anche qui anticipato la produzione dei turioni come in altre parti.

Non sono luoghi che frequento abitualmente a piedi perché lontani da casa, oltre il passo, a circa 400 mt sul versante del mare e molto scoscesi e quasi impraticabili.

In tanti anni non avevo mai notato il pungitopo e mai comunque ne ho visto un'abbondanza simile.



Qui è più difficile incontrarlo, ne conosco poche piante in un terreno.

Il nome scientifico Ruscus aculeatus, potrebbe derivare dal greco becco, rostro per via delle spine, invece c'è chi sostiene derivi da rusticus e avrebbe dato origine all'altro appellativo volgare con il quale è conosciuto: Brusco, nome di molte località dell'Appennino ligure e vicini, dove il Pungitopo era ed è presente in quantità, e al conseguente uso del frequente cognome Brusco, Bruschi, per chi veniva da questi luoghi.

Nel raggio di 40 km qui ci sono almeno due località con il nome Bruschi e facilmente si ha fra le conoscenze qualcuno che si chiama così.

Questa pianta deve il suo nome volgare più conosciuto, Pungitopo, proprio all'uso che ne facevano i contadini di proteggere dai topi, con mazzi e corone, i viveri, salame, formaggio e anche il granoturco appeso, per via degli aculei alla fine di quelle che si credono foglie.

In realtà le sue non sono foglie, le sue foglie son quasi inesistenti, sono parti di fusto appiattito che compiono la funzione clorofilliana al posto di queste, e che i botanici chiamano cladodi.

Un altro uso conosciutissimo e veramente efficace è la pulizia dei camini a fine inverno.

Un mazzo su una lunga asta serve egregiamente allo scopo, tanto da essere conosciuta come la pianta degli spazzacamini e in generale per fare scope rustiche e resistenti.

Se a questi usi si aggiunge quelli commestibili, quelli curativi e pure quelli decorativi, si comprende come negli anni la pianta è diventata protetta su tutto il territorio nazionale e in ogni regione con direttive speciali.

Per quanto riguarda la Liguria, mi sembra di capire che si possano raccogliere "5 rami al giorno a persona, ivi compreso il proprietario del fondo"

(L.R. 9/1984 e L.R. 28/2009).

Esistono, come per tutte le piante, diverse varietà di Ruscus.



In tutta la Liguria e specie nel ponente, la pianta è coltivata insieme a un altro Ruscus simile, la Danae racemosa (una volta Ruscus racemosus), conosciuto anche come Lauro d'Alessandria perché originaria del Medioriente, e usate entrambe per le le composizioni floreali.

La raccolta indiscriminata per la vendita, specie nel periodo natalizio, quando sfoggia le belle bacche rosse, ha costretto a regolarne la raccolta.

Il rametto di Pungitopo in casa è considerato un talismano portafortuna e simbolo di buon augurio.

Forse la sua nomea di portafortuna deriva dalle incredibili proprietà curative, conosciute fin dai tempi antichi, un eccezionale tonico venoso, molto usato in altri paesi per prevenire trombosi prima degli interventi, per curare le emorroidi, le flebiti, la pesantezza delle gambe, i geloni, nei prodotti di bellezza contro la couperose, lo si ritrova in molti medicinali erboristici.

L'uso casalingo, quantomeno per me, è dimenticato, e come al solito meglio rivolgersi a specialisti se ci si vuole curare.

Ho letto di un famoso "Aperitivo delle cinque radici" con prezzemolo, sedano, finocchio, asparago, e appunto pungitopo, dai miracolosi effetti diuretici, ma chissà se da qualche parte esisterà la ricetta, e della corona di Pungitopo da mettersi in capo per far passare il mal di testa.

È anche pianta commestibile, amara, i suoi germogli a primavera sostituiscono gli asparagi, ma la raccolta è regolamentata, se non proibita in molti posti.

I semi delle bacche macinati erano usati per sostituire il caffé.

Molti confondono Agrifoglio e Pungitopo, chiamano uno per l'altro, ma l' Agrifoglio, molto diverso, è invece tossico nelle bacche e nelle foglie.

Con questo rametto di Pungitopo auguro a tutti quelli che mi leggono Buone Feste, che se pur virtuale porti nelle vostre case davvero salute, fortuna, amore















"Che io anzi ti possa sembrare più amaro dell'Erba Sardonica,

più irto del ruscus, più miserevole dell'alga infranta dalle onde,

se per me questo di' non dura già più d'un anno intero."

(Virgilio, Bucoliche)









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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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