Il Blog di Lella Canepa

DI QUEL CHE SO SUI RAMOLACCI O RAVANELLI SELVATICI



Insomma, sono stata tutto il giorno senza titolo perché davvero non sapevo come chiamare questa erba perché fosse riconoscibile il post.

In comune con tante altre ha cento nomi popolari, che si intersecano con altre erbe simili ma diverse, non poi così usata qui, nonostante ci sia chi la inserisce nelle erbe del Prebuggiun.

Ho già scritto e detto più volte come i misti di erbe siano il risultato di quello che si trova, dove si è, nel momento che si raccoglie, quindi qualsiasi erba commestibile è possibile.

Nel caso di questa, specialmente qui nel Tigullio, non si usa proprio a meno che piaccia il suo sapore, destinato però a ricoprire il gusto delle altre e a dare un'impronta particolare.

Ramolaccio spesso chiamato, ma tanti chiamano così la radice, chi la crede un ravanello chi pensa sia il rafano, chi confonde con la rucola.

Partendo da uno dei nomi più usati qui intorno, Ravizzun, si capisce che è simile a qualcosa tipo rapa, un ravanello selvatico più o meno e di questo mantiene il piccante e il pungente, anche nell'odore, anche nelle foglie.

Nella pianta erbacea selvatica però non si sviluppa molto la radice, che al contrario esiste nelle varietà orticole seminate chiamate appunto Ramolaccio, fino ad arrivare al Rafano, e in botanica questa selvatica ha il nome scientifico di Raphanus raphanistrum

Ulteriori confusioni, per me povera mortale, derivano dalle sottospecie, che cambiando colore del fiore da giallo a bianco con qualche sfumatura di viola lo fanno assomigliare alla rucola.

Tutto questo mi interessa a livello di conoscenza, perché fra una e l'altra, riconosciute per odore, forma della foglie se non proprio per la specie esatta sono tutte commestibili, basta che appunto piaccia.

Solitamente quando mi incapono su una pianta, cerco il posto dove cresce in abbondanza, e la osservo per almeno due stagioni, in tutte le sue fasi di crescita, dalla rosetta basale fino al fiore per essere ragionevolmente sicura.

Se alla fine ho il conforto di qualche amico più esperto di me con il quale discuterne, meglio ancora.



Giorni fa mi sono fermata nel posto dove ho scoperto l'anno scorso cresceva in abbondanza questo Raphanus, e non ci sono dubbi che lo fosse, visto che mesi fa ne ho potuto osservarne anche il fiore in questo pezzo di incolto a bordo strada.

Come si evince il fiore ha quattro petali in croce, tanto che un tempo si identificavano come "Crocifere", ora diventate Brasiccaceae, la stessa famiglia di Cavoli, Rape e Ravanelli, Senape ecc., ed ecco spiegato il motivo del sapore e dell'odore.



Pioveva talmente forte che non sono riuscita a fotografare quello che ho trovato, praticamente tutto infestato da nuove piantine tenerissime, ma tornerò.

Così appena nate, dalle temperature miti dei giorni scorsi e l'acqua che ne ha favorito lo sviluppo, non ne avevo mai viste tante tutte assieme, quasi da non riconoscerle, ma il forte odore che pervaso l'auto mentre tornavo a casa e la certezza del luogo non mi hanno lasciato dubbi, anche se come si può vedere dalle foto, le foglie giovani sono abbastanza diverse da quelle della pianta adulta.

Sono sicura che siano il risultato dei semi caduti dalle tante piante che avevo trovato lì l'anno scorso, anche se così tenere e così tante non mi era ancora capitato.

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