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Il Blog di Lella Canepa

IL TREZÉN DI VARESE LIGURE

Aggiornamento: 7 mag 2025


Pe a festa du Trezén

chi no mange in conpagnîa ghe beiga e òsse

Paese che vai usanza che trovi.

E se vieni a Varese Ligure la sera del 13 gennaio potresti trovare tavole imbandite per cene tra amici per festeggiare il Trèzen, il tredicino o meglio il tredicesimo giorno di Gennaio.

L'usanza si perde nella notte dei tempi, è talmente antica che nemmeno gli storici locali riescono a collocarne l'inizio.

Viene sicuramente in mente associarlo al Capodanno Ortodosso che segue il Calendario Giuliano e quindi la sera tra il 13 e il 14 gennaio sarebbe l'inizio del nuovo anno.

Finiscono anche le Calende Contadine, almeno quelle in uso in questa zona, che comprendono l'osservazione dei primi dodici giorni di Gennaio per prevedere l'andamento meteorologico dei dodici mesi dell'anno, quindi il primo gennaio rappresenta le condizioni di tutto il mese di Gennaio, il 2 gennaio il mese di Febbraio, il 3 gennaio il mese di Marzo e cosi via.

A questo proposito si narra che contadini e padroni si riunissero, nella serata del 13 Gennaio, nelle cantine, solitamente fra uomini, a regolare i conti di fine anno e a "programmare" semine e altri lavori nei campi con l'interpretazione appunto delle calende, una specie di briefing, si direbbe oggi 😂.



La serata era allietata da vino nuovo e pietanze varie, confezionate spesso per non sprecare qualcosa avanzato dalle feste, non poteva mancare il Pan Martin (qui>>>), fatto con la farina di castagne nuova, in qualche caso arricchito da fichi secchi, in qualche località ancora oggi si fanno i Frisceu (qui>>>) e altrove come dolce il Busciolan.

Qualcuno ricorda ancora come nel dolce, che poteva essere anche la famosa Torta di Fecola di Varese Ligure ( ma questa merita un post tutto per lei) veniva inserito un bottone, o un anello o simili, e il fortunato che lo trovava a secondo del colore o della forma aveva la previsione e l'indicazione sul proprio futuro.

Insomma da quanto ho capito e dopo qualche Trezén sulle spalle, mi sento di poter dire che l'evento segue la tradizione culinaria della casa dove si festeggia senza un piatto particolare che lo rappresenta assolutamente.

Avendo già parlato di Pan Martin e dei Frisceu non mi resta che raccontare qualcosa del Busciolan.

Busciolan sta per Bucellato ed essendo Varese Ligure piuttosto vicino, sente l'influenza della Toscana dove questo dolce è principe, specie nella zona di Lucca, ma anche in Sicilia, con ricetta molto diversa.

Il nome, trae le sue origini dall'antico Buccellàtum, una sorta di pane arricchito che già gli imperatori romani distribuivano al popolo e che era adatto a essere rotto in piccoli pezzi, a essere "sbocconcellato", e deriva nella forma dalla buccina, la tromba rotonda usata dai legionari romani.



La mia ricetta è, come sempre, una delle tante di questa zona, diversa ma simile a quelle di altre parti d'Italia e nello specifico nel mio ricettario personale, è segnata come "Busciolan di Zia Ilda" dal nome della simpaticissima zia del mio parroco che me lo insegnò tanti anni fa, quando lo facemmo insieme a chili per orde di famelici bimbi alla colonia di Cassego.

Occorrono:

500 grammi di farina autolievitante o farina OO e una bustina di lievito per dolci

150 grammi di zucchero

Un etto di burro morbido o una confezione di panna fresca

la buccia di un limone grattugiato

3 uova

Mescolo nel caso con poco latte, se si usa la panna non serve, un impasto non troppo liquido, distribuisco nella teglia, dopo aver posizionato una tazza imburrata nel mezzo per creare il buco, copro la superficie con pinoli, mandorle, pezzi di cioccolato infarinati, a piacere. Con una mano appena bagnata spruzzo la superficie di acqua e spargo dello zucchero semolato.

Inforno a 180°



Si possono aggiungere cedro candito, uvetta, un liquore all'anice o del rum o del marsala, sostituire il burro con olio, ma come dicevo questa è solo una delle versioni, la mia e della zia Ilda.

Un tempo anche questo era un dolce fatto con la pasta madre e forse si potrebbe riprovarci, anche se già l'Artusi ne propone una versione con bicarbonato e cremor tartaro.

È uno di quei dolci semplici ottimo anche a colazione, da sbocconcellare appunto.



ringrazio i cortesi signori di Varese Ligure che hanno

gentilmente condiviso con me le notizie sul Trezen




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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>



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