Il Blog di Lella Canepa

LA ROMICE O LAPAZIO



Chi vedendo in un campo mal coltivato, un’erbaccia,

per esempio un bel lapazio, volesse proprio sapere se sia venuto da un seme maturato nel campo stesso, o portatovi dal vento, o lasciatovi cader da un uccello,

per quanto ci pensasse, non ne verrebbe mai a una conclusione.

Promessi Sposi, cap. XIX - A.Manzoni -


Sarebbe meglio dire le Romici, perché più di una sono quelle che possiamo senza difficoltà trovare sul nostro cammino nei prati e anche ai margini di strade.

Pianta comunissima e infestante, antica, già usata nell'alimentazione da Egizi e Romani, citata in vari scritti, ma ora mangiata con qualche attenzione, consapevoli dei contenuti.

Quando sono così prudente affermando che certe erbe non si mangiano più o che sarebbe meglio evitare di mangiare al giorno d'oggi, e sento ripetermi "sempre mangiate, mai morti", penso sempre che una volta la gente moriva più di fame che per aver mangiato qualche erba.

Ci siamo dimenticati troppo in fretta che fino a non poi così tanti anni fa, la principale occupazione giornaliera per una persona era trovare del cibo, tutto il resto veniva in secondo piano. Mettere qualcosa nel piatto tutti i giorni, sempre se si aveva il piatto.

Se si poteva fare una minestra con un po' di erba era già una fortuna e non si stava tanto a pensare se c'era la possibilità che negli anni certe sostanze potevano depositarsi creando qualche danno ad alcuni organi.

Molto prima che un'erba potesse manifestare quali e quanti problemi aveva potuto dare, molte di queste persone sarebbero comunque morte in qualche guerra, di qualche malattia, o di fatiche.

Ricordo che l'aspettativa di vita all'inizio del XX secolo era di 43 anni, quasi la metà di adesso.

Se poi questa erba, comunissima, che si trovava con facilità, pareva avere anche delle qualità, il suo contenuto di ferro probabilmente la faceva preziosa nelle anemie, il gusto acidulo dava la sensazione di digerire meglio, perché non mangiarla.



Tutto questo per dire che io comunque le Romici, ora, in questa vita, non le mangio, non mi hanno insegnato a mangiarle, anche se risulta essere una delle 34 erbe che in qualche posto sono ancora usate nel ligure Prebuggiun (qui>>>) così come in molte regioni viene usata nei misti, e si trovano qua e là ricette sull'uso in cucina.

La scienza ha dimostrato nel tempo come il suo alto contenuto di ossalati vari, acido ossalico, tannini ecc. è controindicato per reni, fegato, stomaco e intestino, come sempre in una quantità che possa dare fastidio, ma attenzione, penso che i nostri fegati e reni proprio non siano forti e sani come quelli dei nostri antenati, con tutto quello che devono filtrare con la vita del giorno d'oggi e la quantità tollerata è diversa.

In Val d'Aosta una contadina del posto mi disse che andava bollita tre volte buttando via l'acqua le prime due.

Così come, sempre per i suoi componenti, non va cotta in pentolame ferroso, alluminio e simili.

Va bene, nel caso dovessi arrivare al punto di non avere altro, so come comportarmi, ma per il momento evito.

A questo proposito ricordo che anche bietole e spinaci hanno un contenuto importante di acido ossalico, che si riduce un po' con la bollitura in abbondante acqua.

Come sempre è "la dose che fa il veleno".



Qui un tipo di Rumex, la Rumex acetosa, che assomiglia vagamente ad una bietolina, è chiamata Pane e Vino e i bambini di una volta si divertivano a succhiare i giovani steli dal sapore acidulo, o masticare le foglie tenere, per calmare la sete mentre si era a pascolare le mucche, ma le mamme previdenti raccomandavano di non esagerare per non farsi venire un bel mal di pancia.


RADICI DI RUMEX

Al giorno d'oggi il Rumex, vive un suo momento fortunato, non per le virtù alimentari ma per quelle di tingere, sia le stoffe e le lane, è anche uno dei pochi colori vegetali che rimangono nel sapone fatto in casa.

Così è tutto un cercare radici di Romice, tra l'altro una radice profonda non facilissima da estrarre, per avere un colore che va dal rosso al marrone e di foglie per avere il giallo.

I suoi componenti sono talmente potenti che una volta si usava per togliere le macchie di ruggine o disincrostare i metalli e sbiancare il legno con il sale di acetosa, che si può ancora comperare al giorno d'oggi, prodotto anche con l'Oxalis acetosella

Oxalis acetosella - foto dal web -

Un'altra piccola pianta mangiata da molti, forse ignorandone anche di questa, l'alto contenuto di acido ossalico e ossalati .

Entrambe sono da usare con la giusta parsimonia, consapevoli dei contenuti.

Il nome acetosella che tutte due le piante condividono, pur essendo diversissime, contribuisce a creare confusione fra chi chiama acetosa, acetosella una e chi l'altra.

La ragione di questo termine per entrambe è legato proprio al gusto acidulo, che usando le foglie giovani nelle insalate miste sostituirebbe l'aceto o il limone.


RUMEX

La forma a lancia delle foglie, che contribuisce al riconoscimento, pare sia all'origine del nome Rumex. In tutte le varietà il picciolo lungo della foglia la fa distinguere da altre piante che potrebbero sembrare simili.

Le immagini sotto mostrano a sinistra un tralcio di Rumex e a destra un tralcio di Cicoria, ed è visibile la differenza.