Il Blog di Lella Canepa

IL SEDANO


coltivazione di sedano nel foggiano

Ah! Se la donna sapesse cosa il sedano fa all'uomo

lo andrebbe cercando da Parigi a Roma


La pioggia dei giorni scorsi, anzi il diluvio, ha fatto sciogliere tutta la neve.

Difficile parlare di erbe, trovare qualcosa, uscire senza scivolare sul ghiaccio con questo tempo.

Da qualche giorno c'è una tregua, una timida luce fra le nebbie, inforco gli scarponi, infilo una giacca e arrivo all'Abbandon'orto che più abbandonato di questi mesi mai fu.

Neanche il tempo di ripulire dai sostegni dei pomodori e dei fagioli, piove da ottobre e poi la neve.

Adesso non è il caso di calpestare inutilmente il terreno troppo zuppo, non gradisce.

La desolazione che mi aspetta è tanta, se qualcosa era rimasto ci hanno pensato gli animali, ma sul limitare mi ricordo sempre di sistemare le piante che potrebbero sopravvivere al freddo, quelle protette sotto la neve e così ho raccolto i primi timidi boccioli di cicoria rossa, per una volta sono arrivata prima io dei caprioli e poco più in là spunta spavaldo lui, il cuore del sedano dell'anno scorso che cerca di riemergere al primo tiepido sole.



Così mi è sovvenuto che non avevo mai parlato di lui, il sedano, l'ho dato per scontato, per me talmente familiare da non credere di doverlo presentare a nessuno.

Invece parlando con amici ho scoperto quanto siano ignorate le sue infinite proprietà e quanto, almeno qui, sia poco amato come ingrediente principale, usato quasi esclusivamente ormai nel famoso cipolla-sedano-carota tritati.