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  • Copia di Erbando

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  • ISABEL

    È stato un anno faticosissimo, sono rimasta senza auto, senza computer, senza telefono, senza lavatrice, senza lavapiatti, diversi giorni senza corrente elettrica, spesso senza internet, fiaccata dall'estate più calda della mia vita, disturbi vari, delusioni varie, persone che se ne sono andate che non le conti nemmeno più, un mondo che ti appartiene sempre meno, un periodo di quelli che tutte le mattine dici: - Cosa succederà oggi? Ecco, infatti... quando proprio non ci pensavi davvero più, un giorno ti vengono a dire che diventerai nonna. Non ci pensavi più perché con due figli maschi che sono arrivati a un'età adulta senza che questo sia avvenuto, ti eri fatta una ragione che per qualche motivo non era successo e che oramai... Quando stai cercando di metabolizzare che hai un figlio che sta per compiere 50 anni e non sai quando e come è successo, tutta la tua vita è riempita da un minuscolo esserino e non c'è più tempo e pensieri per altro. Questo racconto per spiegare in qualche modo a chi continua a scrivermi su eventuali date di incontri di erbe o del perché del mio momentaneo abbandono del blog... adesso ho questa "erbetta" da studiare per bene 😀. Dopo un ragionevole tempo per abituarmi riuscirò a tornare a pensare a qualcosa d'altro, al momento ho sospeso tutte le attività "erbose" per imparare questa nuova mansione di nonna. Il primo evento al quale forse riuscirò a partecipare sarà a dicembre a Lavagna alla manifestazione Cavoli Nostri, per adesso voglio godermi in toto questa nuova avventura. Lei è Isabel, fotocopia di mio figlio Alessio.

  • SANCRÂO, I FINTI CRAUTI

    Oggi mi sono fatta un piattino di Sancrâo, una delle pietanze preferite di mio padre. D'altronde era nato in Piemonte e per le solite contaminazioni fra vicini non saprei dire se il piatto da lì è arrivato o lì è andato. Per tanto tempo da bambina ho creduto fossero i crauti, per una sorta di saccenteria che non voleva il dialetto, traducendo il termine tedesco sauerkraut che indica sì i crauti ma quelli ottenuti attraverso la fermentazione del cavolo, non certo con la ricetta di questi preparati qui. I Sancrau o Sancrou di uso ligure e piemontese sono in pratica cavolo stufato lentamente, possibilmente sulla stufa a legna nella pentola di terra. Per quanto mi riguarda preferisco prepararlo con il cavolo cappuccio, cioè quello più chiaro e lisco, pronto già a mezza estate, che non deve aspettare il gelo come gli altri, quello buonissimo tagliato fine fine crudo in insalata, ma in mancanza si può pensare di usare la verza. Il risultato non sarà lo stesso. Si taglia a listerelle non troppo fini, non finissimo come si taglia per mangiarlo crudo (in quel caso io lo taglio con l'affettatrice). Si lava velocemente. In una casseruola di terra si mette olio buono, qualche filetto di acciuga sotto sale pulito e dissalato, uno spicchio d'aglio o più se piace, qualche pinolo, ma se non ci sono i pinoli pazienza. Si lascia scaldare l'olio e sciogliere l'acciuga senza far soffriggere nulla, a fuoco dolcissimo, e a quel punto si mette il cavolo lavato ma non strizzato. Si alza la fiamma quel tanto per permettere al cavolo di assorbire, mescolando, il condimento, si rimette sul fuoco basso e con il coperchio si lasciare stufare dolcemente anche per 40 minuti, un'ora. Si assaggia a metà cottura per regolare di sale, ricordando che l'acciuga era salata, e si aggiunge un mezzo bichiere di aceto e si finisce di cuocere. Qualcuno mette un cucchiaio di zucchero, qualcuno mette i capperi. I capperi io a volte sì, lo zucchero mai. Ê cotto quando l'acqua di vegetazione e quella sgrondante dal lavaggio si sono consumate e anche, a me piace così, appena appena colorito, come una rosolatura all'ultimo, alzando appena la fiamma, con attenzione, perché non bruci. Se è un giorno che prevale la mia parte piemontese, con le alici e l'aglio dell'inizio aggiungo qualche pezzo di luganega o qualche pezzo di salsiccia, perché la morte sua è comunque servito con qualcosa di maiale. Siano essi wurstel, salsiccia, costine al forno, cotechino, uno stufato. C'è chi lo fa anche con il cavolo rosso o viola, non ho ancora provato. Questa è la versione di insalata di cavolo cappuccio crudo, mescolato a radicchio a palla, dei radicchi ne parlo qui>>>Volevo vivere in un mondo di radicchi, condito con acciughe e capperi e olio buono. Sulle proprietà del cavolo sono talmente tante che c'è poco da aggiungere, certamente crudo è uno dei più importanti apportatori di vitamina C che si hanno a disposizione con la stagione fredda. Per le acciughe, nonostante i consigli che dispenso in questo post >>>Acciughe sotto sale, quest'anno non sono riuscita a farle, uso quelle dell'amico Michele di L'Anciua qui>>> che prepara anche delle bellissime confezioni regalo di tutti i suoi prodotti PRENOTAZIONI :MAIL A lanciua@libero.it o Solo messaggio WhatsApp al 348 003 9598 . Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • LA NEPETELLA, anzi ... LE NEPETELLE!

    Post difficilissimo, che non volevo nemmeno scrivere, ma tant'è mi piace il rischio, perché in questo caso la strada per arrivare è tortuosa e piena di insidie, nelle quali da semplice appassionata quale sono potrei cadere. La storia: C'era una volta, ma tanto tanto tempo fa, mia madre che tornò da una vacanza alle terme di S.Carlo, tutta presa dai saporiti piatti che aveva gustato mentre "passava le acque", specie a base di funghi aromatizzati con la Nepetella o Nepitella che fosse. Tornata a casa si mise in cerca di questa nella nostra campagna e grazie ai millemila libri che possedeva pensò di averla individuata, anche se l'odore non era proprio uguale e tanto meno il gusto, a quella assaggiata. Finì col decidere che terra diversa profumo diverso e non usò quasi mai la Nepetella trovata, preferendole l'Origano (qui>>>) e soprattutto la Maggiorana (qui>>>). Ma tant'è ogni anno tornava dalle terme con quel gusto che non riusciva a ritrovare. Dopo tanti anni passati in diatribe, abbiamo poi scoperto che esistono almeno due Nepetelle distinte. Come al solito il nome volgare, a volte diffuso ovunque, a volte solo locale, dà luogo a fraintendimenti. Non sono mai riuscita a trovare l' "altra" e quindi non so che profumo possa avere, sono in grado di mostrarvi solo la mia, la più comune, quella che mi circonda qui nei prati, con un odore simile a una menta, molto più canforato. Clinopodium nepeta o Calamintha nepeta Questa, quella che trovo facilmente qui, è la Clinopodium nepeta, conosciuta con tanti altri sinonimi anche a livello botanico che non provo neanche a scrivere per intero, con il rischio di perdermi fra infinite sottospecie che non sarei in grado di identificare. Un po' come succede con le varietà di mente che fra loro si ibridano rendendo difficile collocarle (per classificarle io uso un sistema semplicissimo: menta che mi piace - menta che non mi piace). La mia Nepetella ha le foglie arrotondate, pelosette e i fiori lilla-azzurrini sulla parte finale di tralci lunghi tra i 30 e i 60-70cm che formano piccoli cespugli su poggi, nei prati incolti, alla luce del sole che ama, circondata da api e comunissima ovunque. Il profumo gradevole, come già detto assomiglia vagamente a una menta canforata, più che a un origano strano. L'uso in cucina è il solito di un'erba aromatica, carne, pesce, verdura e i funghi specie i porcini. Uno dei piatti più incredibili con la Nepetella è la frittata di Pasqua, tradizionale in tante parti dell'Italia centro-meridionale, dalle Marche, Abruzzo fino a Campania e Basilicata. Pietanza della mattina di Pasqua dove vengono impiegate tutte insieme in un'unica frittata dalle 30 alle 60 uova fino ad arrivare a 100. Cotta pazientemente a fuoco basso in una padella con i bordi alti (tale padella una volta rappresentava il regalo classico per la sposa che non poteva andare all'altare senza), l'abilità sta proprio nel saperla cuocere con più uova possibile. Tra un paese e l'altro cambiano gli ingredienti aggiunti ma è sempre presente la Nepetella in abbondanza. frittata di 66 uova foto da you tube E l'altra? È la Nepeta nepetella, che poi sarebbe la vera Nepetella, proprio un genere a sé, per fare un confronto ed evidenziare le differenze mi è stato necessario cercarla sul web. Per quanto mi riguarda ritengo questa quella chiamata mentuccia romana, il suo grande utilizzo nelle carni e nel pesce, solo che ultimamente ho visto chiamare l'altra così. Non so, credo sia perché molti ignorano che ne esiste più di una... Poco male, commestibili tutte e due, ma con aroma e proprietà diverse, tralasciando l'aspetto scientifico botanico che le distingue in generi diversi. foto di Actaplantarum https://www.actaplantarum.org/forum/viewtopic.php?t=8292 Le foglie di questa se pur piccole, spesso sono dentate, lanceolate più che rotonde e i fiori sono più riuniti, di colore dal bianco all'azzurrino passando per le diverse varietà. Chi vuole approfondire può andare al link cliccando sulla foto o digitando Nepeta nepetella su internet. Appena avrò il piacere di trovarla aggiungerò dettagli. Se la prima si trova ovunque in Italia, molto comune, questa seconda è limitata a poche zone, per esempio dell'Italia Centrale, forse anche in Liguria e Piemonte. Da quello che ho letto anche l'aroma è più penetrante, per i suoi particolari olii essenziali, dal singolare effetto sui gatti, e per questo è chiamata erba gattaia. Entrambe sono specie commestibile e officinale, con proprietà simili, da sempre usate nella tradizione casalinga, spesso arrivando a dar loro fantasiose proprietà curative, tipo applicare foglie fritte nell'olio di oliva in caso di orecchioni ... mi limiterò a dire che una tisana di Nepetella, sia una che l'altra, sono utili nella digestione e nel meteorismo, aiutando ad eliminare i gas intestinali. Il nome le venne dato come "pianta che viene da Nepi", ossia la città delle acque, dall'etrusco "nepa" cioè acqua. Che vi devo dire ... a ognuno la Nepetella sua, l'importante è capire che ne esiste più di una, e credetemi non ci sono solo queste due. Il fiore si nasconde nell'erba, ma il vento sparge il suo profumo. Tagore Per finire la storia di mia madre alle terme, un giorno, sperando di trovare la suddetta erba, mentre arrancava sulla strada per arrivare allo stabilimento termale, l'affiancò una macchina di lusso con autista, e un gentile signore si offrì di darle una passaggio dicendole che anche lui andava da quella parte. Mia madre, donna integra di assoluta onestà e probità, rifiutò decisamente la profferta dello sconosciuto, con la scusa di star cercando erbe, nonostante volto e voce le fossero familiari. Arrivata, scoprì chi era: Alberto Sordi ... e insieme, ridendo, si bevettero due bei bicchieri di acqua di San Carlo, parlando di Nepetella. Tornò senza una foto insieme, tantomeno un autografo, io giovane donna già mentalmente proiettata in un futuro di selfie, le dissi: - Ma come! Mamma ... !!! - mi rispose: - Non mi sarei mai permessa -. Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. 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  • Erbando | Chiavari | Eventi | Lella Canepa

    Pagina dedicata all'evento Erbando svolto a Chiavari. Mappa >> Programma >> Informazioni >> 158° Mostra del Tigullio Lella Canepa Riconosciuta esperta in materia, eredita le sue competenze dai suoi avi, attraverso esperienze dirette pluriennali, libri, manoscritti. Chiavari 158° Mostra del Tigullio "Erbando" lo trovi in passeggiata a Mare a Chiavari. dal 22 al 25 Giugno 10:00 - 00:00 Programma dell'evento Erbando © Esposizione erbe da Prebuggiun. Illustrazione sul come riconoscerle, raccoglierle, prepararle e cucinarle all'interno della 158° Mostra del Tigullio. Mappa Programma Vuoi avere maggiori informazioni sull'evento? Inserisci i tuoi dati qui a fianco e un tuo messaggio. Ti contatteremo nel più breve tempo possibile. Chiedi informazioni! Successo! Messaggio ricevuto. Informazioni

  • Erbando | Minerali | Eventi | Lella Canepa

    Pagina dedicata all'evento "Il Mio Prebuggiun" di Erbando, svolto al Ristorante Bricco della Gallina a Breccanecca, Via degli livi, 96 16030 Breccanecca. Lella Canepa Riconosciuta esperta in materia, eredita le sue competenze dai suoi avi, attraverso esperienze dirette pluriennali, libri, manoscritti. Erbando © a Minerali & Fossili Genova, 18 Febbraio 2018 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Mappa >> Programma >> Informazioni >> Genova Erbando © a Minerali & Fossili 18 Febbraio 2018 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Mappa Programma dell'evento Minerali & Fossili 10:00 - 18:00 L'evento dentro l'evento. In collaborazione con la Giornata-Scambio Genova Minerali & Fossili. Finalità della manifestazione è di permettere lo scambio tra i cercatori e i collezionisti di minerali e fossili fra appassionati di montagna. È naturale che chi frequenta montagna e campagna sia interessato anche alle erbe che si incontrano durante le scarpinate. Erbando sarà presente con lo scopo di divulgare le proprie conoscenze nelle erbe spontanee selvatiche commestibili. Programma Vuoi avere maggiori informazioni sull'evento? Inserisci i tuoi dati qui a fianco e un tuo messaggio. Ti contatteremo nel più breve tempo possibile. Chiedi informazioni! Successo! Messaggio ricevuto. Informazioni

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