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  • Erbando

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  • Copia di Erbando

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  • CHI NEL MARZO... DATE EVENTI

    Con le difficoltà avute della rete internet e il meteo contrario, pubblico solo ora le date dei prossimi incontri sulle erbe del Prebuggiun. Quest'anno tante nuove location e anche quelle storiche. MARTEDÌ 17 MARZO - MARTEDÌ 24 MARZO PASTIFICIO DASSO E ULIVETO IN MUSICA Non ci sono parole per descrivere questo imperdibile evento che abbiamo studiato assieme con il Pastificio Dasso. Alle 11 nel pastificio tavolo con le erbe a disposizione per raccontarne storia e differenze per un riconoscimento empirico. Possibilità di comporre un erbario da portarsi a casa. Nel mentre illustrazione di pulitura e cottura delle erbe Alle 12 - 12,30 Pranzo in Pastificio con Benvenuto della cucina Taglierini alle ortiche Ravioli di borragine Al termine passeggiata di riconoscimento delle piante dal vero nel curatissimo uliveto di Nino Trifiletti "La favola della Mignola" dove gli olivi ascoltano la musica di Mozart. Le Università di Pisa e Firenze hanno studiato come le vibrazioni sonore agiscano in connessione stimolano il metabolismo, allontanano parassiti e rendono le piante più vigorose. La musica di Mozart è la più indicata perché ricca di frequenze specifiche, viene utilizzata perché, secondo gli studi, riflette le sequenze di Fibonacci e predilige il modo maggiore, armonizzandosi con la natura. SABATO 21 CIRCOLO CASONE ACLI - CASSANA DI BORGHETTO VARA Segnalo questo evento, organizzato da loro, limitandomi ad aggiungere il telefono della referente. Se qualcuno fosse dei dintorni e volesse partecipare può chiedere a me su wsapp al 3486930662 e io chiedo agli organizzatori. DOMENICA 22 MARZO AZ. AGR. SCHIAPPASSE SIMONA - NEIRONE Altro paradiso delle erbe i campi dell'Az.Agr. di Simona a Neirone, ormai una tradizione. Come sempre passeggiata di riconoscimento e al termine aperitivo con assaggi. PALME DA GAGGERO - CARASCO Si avvicina a grandi passi la Pasqua e in Liguria ancora viva la tradizione dei Parmê, caratteristici rami di palme intrecciati. Giovedì e venerdì potrete provare a intrecciarli con me da Gaggero Garden, sarò lì dalle 10 della mattina. Nel frattempo se volete sapere la curiosa storia che fa sì che il palmiere del Santo Padre venga, da quasi 450 anni, da Sanremo e Bordighera potete leggerla qui: https://www.lellacanepa.com/single-post/2018/03/24/palme-intrecciate DOMENICA 29 MARZO I LIBERTI DELLA TERRA - SAN MARCO D'URRI - È la domenica delle palme e dopo la passeggiata, la prescinseua e le chiacchiere sulle erbe se qualcuno vuole intrecciare le palme con me sono disponibile. ANTICIPI DI APRILE Finisce Marzo e sono già disponibili diverse date per Aprile Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti . Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di " Donne da Ieri a Oggi " una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di " Erbando " un ricercato evento che produce sempre il " tutto esaurito " da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • TORTA MIMOSA ovvero PAN DI SPAGNA o GENOISE?

    Quanti rossi d'uovo sbattuti con la forchetta per le torte che faceva mia madre per tutte le feste possibili. In una casa dove si festeggiava anche il compleanno dei ragni, eravamo sempre a sbattere e avercelo! uno sbattitore elettrico. Mi sarei messa a piangere al primo robot con le fruste che arrivò in casa. E mi annoiavo a morte a sbattere, oltre che stancarmi: - Mammaaa, va bene così?- - No, devono diventare quasi bianchi, essere belli gonfi, devono scrivere - Si usavano solo i tuorli di uova freschissime e mai state in frigo ( e chi ce l'aveva allora) e la regola era un cucchiaio di zucchero e quasi due di farina finissima per ogni tuorlo Le uova aperte una per una separando tuorlo da albume per controllarne la freschezza, i tuorli sbattuti a lungo con lo zucchero. Quando il composto "scriveva" si poteva aggiungere la farina a poco a poco setacciandola e girando con dall'alto al basso con il cucchiaio di legno piatto (quello tenuto per i dolci). Nel frattempo si erano montati a neve ferma gli albumi e lì sbatti sbatti sbatti fino a che la forchetta non stava ferma diritta nel mezzo e si univano anche questi al composto con delicatezza. Nella tortiera imburrata e infarinata, SENZA SBATTERE e in forno per 45minuti - un'ora a 180° Ora tutto è cambiato, bilancia, robot, e uova intere. Ieri volevo fare una torta mimosa per oggi e all'ultimo minuto ho tirato fuori le uova dal frigo, sono anni che le sbatto meccanicamente e soprattutto, anche se non so perché, uso uova intere con lo zucchero per almeno una decina di minuti e poi aggiungo la farina, sarà la potenza dello sbattitore ma il risultato mi soddisfa a sufficienza. Altrimenti, sempre con la planetaria o le fruste elettriche, come una volta: gli albumi montati bene a neve e messi da parte, i tuorli con lo zucchero, a mano si unisce la farina, poi gli albumi molto delicatamente per non smontare il tutto Le dosi per questa mia sono queste: 6 uova medie 225gr. di zucchero 225gr. di farina 00 un poco di polvere di vaniglia naturale teglia da 22 cm. imburrata e infarinata o imburrata e con la carta forno Per prima cosa preparo la teglia, imburro leggermente il fondo e applico un rotondo di carta forno ritagliato, imburro le pareti e o le infarino sbattendo via l'eccesso, o copro anche queste con una striscia di carta forno specie se non ho una teglia sufficientemente alta. Metto tutto nel robot, con la frusta e sbatto, sbatto, sbatto per almeno 10 minuti, nel frattempo mi ero setacciata la farina, quando sono montati per bene diventano chiari e gonfi, a mano la aggiungo a cucchiaiate sempre facendola cadere dal setaccio, piano con movimenti delicati dall'alto al basso, solo il tempo necessario per amalgamare la farina. Metto nella teglia e NON SBATTO per assestare, come vedo fare spesso, perché tutta la fatica fatta per montare l'uovo e creare delle bolle d'aria diventa inutile. NEL PAN DI SPAGNA NON VA MESSO IL LIEVITO, NON VA MESSO NESSUN GRASSO TIPO OLIO O BURRO. Cuocio a 180° per un'oretta, senza aprire il forno nella prima mezz'ora, solo verso la fine infilando uno stecchino per capire se è cotta. Se lo stecchino viene fuori asciutto va bene. Di norma si capisce anche dal profumo che esce dal forno. C'è chi la cuoce per meno a temperatura più bassa nel forno ventilato, non ho ancor provato. Senza aspettare molto, capovolgo su una griglia e metto a raffreddare. Per farcire o per qualsiasi uso è meglio quando è raffreddata completamente, ancora meglio dopo un giorno. Quando volevo fare le cose perfette facevo la pasta genoise, che poi è più o meno la stessa cosa, salvo che si monta a caldo, a bagno maria. Le uova vanno battute intere a bagnomaria, il che fa sì che lo zucchero si sciolga meglio e si incorpori meglio alle uova. Nelle foto si vedono le uova con lo zucchero a bagnomaria, trasferite poi nella planetaria, montate, la farina setacciata e unita, nella teglia pronta da cuocere Una volta raffreddato per bene, meglio il giorno dopo, con un coltello con i denti, tipo da pane, ho tolto tutta la parte scura, ho tagliato in tre dischi di un centimetro, più uno più sottile che è servito a pareggiare. Ho posato il disco superiore, al quale non ho tolto la crosta, alla rovescia su un pizzo da torta, facendolo diventare il fondo della torta. Avevo preparato e lasciato raffreddare una crema pasticcera fatta con 500gr. di latte 4 tuorli d'uovo 4 cucchiai di maizena 8 cucchiai di zucchero un scorzetta di limone Per far prima metto tutto nel microonde, cuocio per 4 minuti a 900w, tiro fuori mescolo, e faccio ancora cuocere per altri 4 - 5 minuti. Anche questa non è la ricetta della classica crema pasticcera vera di pasticceria, in quanto ci andrebbero più uova per quella quantità di latte. C'è chi anche per la crema usa le uova intere, tuorlo e albume e in questo caso si può arrivare a usarne solo due per mezzo litro di latte. Far raffreddare per bene e qui vorrei dire che io non sono fra quelli che mette la pellicola aderente sulla crema calda per non "fargli fare la pelle", è una cosa che non mi convince, la mescolo qualche volta e poi la copro ma non attaccata alla crema. Anche questa fatta la sera prima meglio. Il giorno dopo basta mescolare con forza per farla tornare morbida e vellutata. Avevo della panna, una confezione, l'ho montata e unita alla crema ben raffreddata. Ho imparato diversi anni fa a farcire le torte servendomi dell'anello regolabile in acciaio, se mettere tutto nella tortiera che si è usato per cuocere il pan di spagna, ricordandosi di foderare prima con la pellicola. Si mette per primo il disco che sarà il sopra della torta che poi andrà rovesciata su un piatto. Con l'anello invece si prepara la torta direttamente sul pizzo. Ho preparato uno sciroppo con acqua e zucchero e sciroppo di rose, perché in questo caso non potevo usare alcolici, altrimenti una aggiunta di limoncello non ci sta male. Qualche pasticceria la bagna con lo sciroppo di ananas. Ho bagnato con un pennello e poi farcito il disco, poi un altro e infine ho coperto tutta la superficie della torta, ricordandomi di tenere da parte la quantità di crema che mi servirà per rifinire la torta. Poso un piattino e sopra un piccolo peso, in questo caso il batticarne, metto tutto in frigo per almeno due ore. La torta si riposerà diventando più stabile, la crema più soda e il tutto più facile da tagliare. Stamattina è bastato togliere il piattino, aprire l'anello e la torta è perfetta per essere finita. Il primo disco, quello più sottile, l'avevo tenuto da parte tagliato a quadretti e passati tra le mani ridotti a briciole grandi e con questi ho coperto tutta la torta. Andrebbe tutta solo con briciole di pan di spagna giallo, ma odio buttare via cose buone, quindi intorno l'ho ricoperta con la crosta che avevo tolto mescolata a mandorle frullate. Si può rifinire la torta sempre con il coltello con i denti, per farla diventare a forma di cupola. Il pan di spagna sbriciolato ricorderebbe il fiore della mimosa. In realtà la torta mimosa nasce da un pasticcere di Rieti, Adelmo Rienzi, che vinse un premio di pasticceria a Sanremo nel 1962 con questo dolce, inventato per omaggiare la città dei fiori. La ricetta è mantenuta segreta, la torta è ancora prodotta dagli eredi di Adelmo, ma da sempre è riproposta abitualmente con pan di spagna, sbriciolato sopra per creare l'effetto mimosa. Diverse invece le storie che si narrano sulle origini del pandispagna che in Spagna si chiama di Genova Una è quella di un ambasciatore della Repubblica di Genova che portò al suo seguito un cuoco, tal Giobatta Cabona, il quale, alla richiesta di un dolce diverso, servì questa leggerissima torta montata a caldo, ispirata alla torta Biscotto di Savoia. Ebbe talmente tanto successo che gli spagnoli vollero chiamarla Genoise, e dato era stata fatta per gli spagnoli in Italia divenne Pan di Spagna. C'è chi invece racconta che la genoise sia stata inventata in Francia con l'aggiunta di una piccolissima quantità di burro, gli anni erano quelli più o meno la metà del '700 e io non c'ero per sapere come andò veramente. Non vorrei aver creato confusione, riassumendo: RICETTA CLASSICA PANDISPAGNA: uova montate con lo zucchero aggiunta di farina setacciata aggiunta albumi montati a neve a parte RICETTA GENOISE uova intere battute insieme allo zucchero a bagnomaria fino ad arrivare a circa 55° Montate in planetaria Aggiunta di farina setacciata, eventualmente una parte di fecola RICETTA SIMIL PANDISPAGNA CHE HO FRETTA uova intere montate con lo zucchero aggiunta di farina setacciata. Riguardo una piccolissima aggiunta di burro so che in tante ricette c'è, specie nella genoise, io non l'ho mai messo. Resta il fatto che il pan di spagna o la genoise è una delle prove che deve saper superare un pasticcere. Sostanzialmente i veri segreti sono: le uova non di frigorifero sicuramente meglio la lunga montatura degli rossi con lo zucchero quella perfetta degli albumi la mano leggerissima nel unire gli ingredienti senza smontare il tutto il non sbattere la teglia prima di metterla in forno Indubbiamente le ricette classiche garantiscono una torta più morbida, ma il risultato oggi è stato apprezzabile comunque, anche se mio figlio mi ha criticato la crema al microonde, venuta benissimo, che se non lo dicevo volevo vedere se se ne accorgeva. La mamma è quella persona che vedendo che i pezzi di torta sono quattro e le persone sono cinque, dice che i dolci non le sono mai piaciuti. Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti . Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di " Donne da Ieri a Oggi " una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di " Erbando " un ricercato evento che produce sempre il " tutto esaurito " da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • FIOR DI BUCANEVE O DI CAMPANELLINO?

    al timido sole di febbraio, al primo fiore di bucaneve Il 2026 è iniziato fra tante difficoltà, anche con un bellissimo sogno sfumato. Da un mese circa ci si preparava a partecipare a un evento internazionale che all'ultimo momento, passaporto, valigia e biglietti in mano, non si è concretizzato. Tornando a casa delusa per quella che poteva essere un'avventura bellissima, per tutto il lavoro preparato in un mese, salendo le scale di casa, nell'angolo dei vasi al riparo per il freddo, mi scappa l'occhio su di uno con foglie verdi e rigogliose e timido fra di esse vedo spuntare un bucaneve. Sempre la natura mi aiuta, la tenerezza di quel fiorellino che portai a casa anni fa, nell'entusiasmo di averlo finalmente trovato, e scorgerlo proprio nel momento che avevo bisogno di essere consolata, nonostante quest'anno di neve non se ne sia vista, ma ecco, aveva aspettato proprio oggi per me. Mi è venuto in mente quante persone non sanno davvero cos'è il bucaneve e spesso anche in pagine autorevoli lo vedo confondere con il campanellino, così un po' per distrarmi, un po' per scrivere quel poco che so, ho deciso di fare il post. Sono andata alla ricerca anche di questo, segnalatomi da Don Sandro in un bosco qui vicino, ma non l'ho trovato fiorito. Al momento per il campanellino posto foto prese da internet, ripromettendomi di sostituirle appena riuscirò a fotografarlo nei dintorni. La differenza fra i due si vede subito, ma il fatto di comparire più o meno nello stesso periodo, con foglie simili, ha creato la confusione BUCANEVE - Galanthus nivalis L. CAMPANELLINO - Leucojum vernum L . - foto di Actaplantarum Bucaneve e Campanellino condividono la famiglia, la stessa di Narcisi e dell'aglio, cipolla ecc. quindi con un bulbo sotto, ma in questo caso bulbo e tutte le parti della pianta sono tossiche, anche se come al solito vengono riconosciute importanti proprietà curative, da non provare assolutamente in maniera casalinga. Il Bucaneve è più diffuso, da nord a sud con poche esclusioni tipo Calabria e Sicilia, è possibile trovarlo fiorito anche in autunno, prima della neve, dal mare a poco più di 1000mt. Il Campanellino è più raro e difficile da trovare, sta piano piano sparendo, specialmente dalle pianure e vicino al mare, quasi solo nel nord Italia fino alla Toscana, presente per lo più in zone collinari montane. Pur avendo tanto in comune sono due piante diverse, che fanno solo di Galanthus nivalis il vero Bucaneve, d'altronde " nivalis " ne tradisce la presenza anche in caso di neve, da dove spesso spunta primo fiore ancora in pieno inverno. Al contrario " vernum " lega il Campanellino alla primavera ( primo vere) anche se il tempo di fioritura è quasi lo stesso, probabilmente la differenza è nella temperatura, motivo per cui non l'ho ancora trovato. I MIEI BUCANEVE PRONTI A FIORIRE Resto sempre meravigliata della mia costante connessione con la natura, spesso involontaria. Come poteva non venirmi in mente, trovando i primi bucaneve in boccio proprio ieri, sconfortata come ero, una delle tante leggende che se ne raccontano. Si dice che Eva scacciata dall'Eden, trovatasi nel freddo inverno piangesse il perduto stato di perfezione del Paradiso, senza sofferenza, freddo e fame. Mosso a pietà le fu inviato un angelo a donarle la speranza, sotto forma di bianchi boccioli nella neve e da allora , per ricordalo a tutti, nel gelo dell'inverno spuntano i bucaneve. Saranno leggende, sarà che la mia generazione è abituata a guardarsi intorno, a cogliere piccoli segnali che nessuno vede più, ma ieri tornando a casa, sconsolata e delusa, nel gelo del vento che soffiava, perché proprio su quel vaso abbandonato in un angolo, qualcuno di lassù ha fatto andare il mio sguardo? Perché proprio al primo bucaneve sbocciato, unico fiore in un giardino brullo e spoglio? Lui solo il cui compito è di consolare e donare speranza? Ora devo aspettare la prima notte di luna piena di febbraio (2 febbraio) coglierne uno e sarò felice tutto l'anno ... Se un mattino fra I capelli Troverai un po' di neve Nel giardino del tuo amore Verrò a raccogliere il bucaneve Passa il tempo sopra il tempo Ma non devi aver paura ... La stagione del tuo amore Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti . Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di " Donne da Ieri a Oggi " una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di " Erbando " un ricercato evento che produce sempre il " tutto esaurito " da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

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  • Manuali Erbando | Lella Canepa |

    Ottieni i tuoi manuali attraverso una picola donazione! Dona 12€ per tutti e sette i manuali di Erbando Se non vuoi utilizzare PayPal puoi effettuare un bonifico a queste coordinate Intestato a: Associazione Culturale Erbando SWIFT: BAPPIT21R95 IBAN: IT06J0503449860000000001053 Causale: Tutti i Manuali di Erbando I sette manuali sono spediti in busta chiusa con "Pieghidilibri", affrancati allo sportello postale dall'impiegato con la certezza dell'invio. Le spedizioni avvengono mediamente una volta alla settimana.

  • Lella Canepa | Erbando

    come riconoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili | prebuggiun Ordina i MANUALI DI ERBANDO Scarica il libro "Il mio Prebuggiun" "Erbando" per tutti... Iniziato in collaborazione con ProLoco Castiglione Chiavarese , e successivamente proseguito con l'Associazione Culturale Erbando , abbiamo portato avanti e creduto fortemente in questo progetto di riscoperta e valorizzazione delle erbe spontanee del territorio e del loro utilizzo in cucina a cui abbiamo dato il nome di "Erbando ". Negli incontri di Erbando in particolare, trattiamo delle erbe selvatiche commestibili che crescono spontaneamente sul territorio ed utilizzate in zona per la nota pietanza del "Prebuggiun " . Inoltre siamo presenti con le erbe dal vero agli eventi più importanti sul territorio dove potremo incontrarci e chiacchierare insieme. Senza nessuna pretesa di divulgazione scientifica, abbiamo creato una pubblicazione digitale, IL MIO PREBUGGIUN, un semplice "manuale" redatto da Lella Canepa, Presidente dell'Associazione e riconosciuta esperta in materia, per rendere possibile il riconoscimento empirico e la raccolta delle migliori erbe selvatiche commestibili che crescono nei nostri territori per la composizione del Prebuggiun classico del Tigullio (la Talegua, il Grugnin, il Boraxo, ecc...) mediante fotografie ed informazioni semplici. Il tutto è completato da consigli di cucina per assaporarne al meglio le loro meravigliose proprietà (i Pansotti alla Ligure, il Risotto con Prebuggiun, Crepes Prebuggiun Taleggio e noci, ecc...). Per chi preferisce il cartaceo sono a disposizione sette piccoli manuali esplicativi con le semplici informazioni riassunte dal blog, per riuscire a distinguere una pianta dall'altra corredate di fotografie chiare, per ogni pianta è presente un Qr-code che rimanda alla pagina sul blog della pianta stessa. È possibile riceverli direttamente a casa con una piccola donazione. Sono disponibili le copie agli incontri organizzati durante l'anno, dove vengono presentate le erbe dal vero a seconda della stagione: nel momento della raccolta e nel periodo della fioritura. Le date di detti incontri sono pubblicate sul blog, sulla pagina Fb dell'Associazione, sul profilo personale Fb e Instagram di Lella Canepa I contributi che verranno dati avranno l'unico scopo di sostenere l'Associazione, impiegandoli unicamente per la realizzazione delle attività istituzionali. Nessun utile verrà mai ed in nessun modo distribuito tra i soci. vai BLOG >

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