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- Erbando
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- Copia di Erbando
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Eventi (5)
- 12 marzo 2021 | 13:4016030 Castiglione Chiavarese GE, Italia
- 1 maggio 2019 | 08:0018017 Costarainera IM, Italia
- 25 giugno 2017 | 08:0016043 Chiavari GE, Italia
Post sul blog (399)
- AGLIO ORSINO
foto di A. Andreatta Quante ricerche fatte negli anni! Prima di tutto mia madre che ne sentiva parlare senza averlo mai trovato e poi io che speravo sempre di imbattermi in una prateria profumata di fiori bianchi. Poi un giorno, l'amico dal quale rubo tutte le foto, ne pubblica una proprio di aglio orsino e subito chiedo: -Ma dove lo hai trovato, per piacere?- -In Val d'Aveto, scendi dalla macchina entri nel bosco e lo trovi...- Quasi quasi non volevo credere... e comunque dove? a caso? L'anno scorso, sempre il fortuito incontro con Sara, verso fine aprile, andiamo con lei ad assaggiare i prodotti di Manuela Casaleggi, >>> in quel di Rezzoaglio, e lei insieme ci serve un pesto di aglio orsino. -AGLIO ORSINO?- dico io ma dove è 'sta benedetta pianta? Quasi le otto di sera e mi porta a due passi, sulla riva dell'Aveto, nella prateria che tanto avevo sognato di trovare. Non sto qui a raccontare di nuovo cosa è successo dopo, giornate intense di raccolta e riconoscimento. Appunto il riconoscimento, anche se capitando in un posto così sembra impossibile non capire qual'è, ma QUESTA ERBA PUÒ ESSERE CONFUSA CON ALTRE VELENOSE MORTALI che si possono trovare insieme, vicine Con ordine: L'Aglio orsino o ursino e l'Aglio serpentino o vittoriale sono gli unici ad a vere le foglie così, grandi a lancia, mentre tutti gli altri Allium le hanno strette e lunghe. L'orsino, a differenza di quanto credono in molti, si trova in tutta Italia, meno la Sardegna, anche a quote bassissime fino a 1400mt. Quello vittoriale, che ha il fiore diverso, solo in alcune regioni del nord da 1400 mt. in su, entrambi nei boschi ombrosi e umidi di latifoglie, diffondendosi in prati profumatissimi, ed è limitata la raccolta. Le foglie sono morbide, lanceolate e con UN LUNGO PICCIOLO, con una nervatura centrale importante che fa sì che la foglia girandola assuma l'aspetto di una "carena". Si alzano dalla base, seppur inizialmente fasciate insieme, ognuna poi con il suo bel picciolo lungo. foglia di Aglio ursino Queste sono le caratteristiche principali che lo distinguono per esempio dal mughetto, che può non essere mortale, è però molto tossico e si corrono comunque rischi seri. La foglia del mughetto molto simile nella carenatura anche se non così pronunciata, ha un picciolo più corto e che rimane fasciato, di solito sono due insieme, e ha nervature più visibili in controluce. Foglie di Mughetto, a due, amplessicauli, cioè abbracciate a due a due AGLIO ORSINO MUGHETTO Più pericolosa, molto di più, la confusione con le foglie di colchico, Colchicum autumnale, contenenti la colchicina, un alcaloide del quale pare ne bastino 7mg per provocare la morte. La foglia è profondamente diversa, più carnosa, di un verde più scuro, leggermente carenata e soprattutto NON HA PICCIOLO, cioè spunta da terra in primavera, senza fiore, in un fascio insieme alle altre. Perché si possono confondere? Perché condividono lo stesso habitat e spesso, anche da chi lo conosce bene, viene commesso l'errore di raccogliere l'aglio orsino a mazzi con forbici o falcetti, senza controllare foglia per foglia, come è successo qualche anno fa. E qui mi tornano in mente le parole di mia madre, quando andavamo per erbe insieme anche ad altre amiche, delle quali lei non sapeva bene le conoscenze. Tornate a casa prendeva TUTTE le erbe di tutti e diceva:- Oua, me l'ammio tutte mi, unna pe unna- -Ora me le guardo tutte io una per una - e controllava. Un altro errore è quello di fidarsi dell'odore. Le foglie di colchico e di mughetto non profumano di aglio o cipolla, ma quando si capita in un posto come sopra e si raccoglie foglie di aglio dopo un po' le mani, l'aria intorno, tutto sa di aglio e ci si può ingannare. Purtroppo non è stato difficile trovare anche tanto colchico, non lontano dall'aglio, anzi. Le foglie sono più carnose, di un verde meno brillante, più a punta e soprattutto non è presente il picciolo. foto di PHYTOALIMURGIA Non esiste antidoto per l'avvelenamento da Colchico, sono riportate dosi da 7mg per provocare la morte. Non è così facile incontrare dei mughetti in un bosco ma può succedere, più facile che sia mescolato a qualche pianta di colchico. Ripeto come sopra, spesso nella smania di raccogliere, si taglia tutto senza controllare attentamente foglia per foglia, se ha il picciolo, se nasce da sola e non fasciata ecc. ecc. Se in primavera la foglia può essere scambiata per aglio ursino, in autunno il fiore è confuso con lo zafferano selvatico, del quale avevo già parlato qui>>>FIOR DI ZAFFERANO... Per far capire quanto è facile trovarlo in mezzo ho estrapolato questo video utilissimo, in attesa di farne uno mio. Chiedo scusa a Giulio >>>giulio_officinalis per questo, ma volevo far vedere il video anche a chi non ha Instagram, metto comunque la sua pagina in modo che si possa vedere per intero. Appena mi riuscirà farò un video mio. fiore di aglio orsino - foto di A.Andreatta Dell'aglio orsino si mangia tutto, foglie, fiori, semi, bulbo. Gli usi sono quelli di un aglio ma più delicato, le proprietà anche quelle simili. Il suo nome pare derivi dal fatto che gli orsi, destandosi dal letargo seguissero l'odore per trovarlo e cibarsene per depurare l'organismo. foto di Actaplantarum Non sono ancora molto abile con le ricette, sto sperimentando. Non sono andata oltre un pesto, foglie pulite frullate con mandorle o pinoli, ma anche noci, in olio extravergine, poco sale, che ho messo su tartine di pane nero. O un burro montato aromatizzato e qui si possono usare anche i fiori, o l'olio semplicemente aggiungendo foglie ad un olio di vinacciolo se lo volete leggero ma anche un buon olio di oliva. L'olio è utilizzato tanto sul pesce, sulle insalate. Sto provando un sale, con foglie tritate grossolanamente, mescolate a sale marino e poi fatto asciugare. L'anno scorso ho lasciato i semi in aceto per un giorno e poi li ho messi in olio, e sono stati molto apprezzati. Quest'anno perfezionerò le ricette. Certo deve comunque piacere il gusto di aglio e di cipolla, che pur essendo più dolce e più digeribile quello è. Visto la tanta curiosità che c'è intorno a questa pianta, non tanto conosciuta e usata da queste parti, ho deciso d'accordo con il comune di Santo Stefano D' Aveto e con l'Ente Parco, di fare una giornata di riconoscimento e raccolta consapevole, la presentazione,di qualche ricetta, con la presenza di Linda Enrica Sacchetti, biologa nutrizionista che ne spieghi le proprietà . La giornata sarà il 26 Aprile, durante la passeggiata, breve e in piano, si avrà modo di osservare tutta la natura circostante, e di valutare eventuali anche altre erbe commestibili che si possono incontrare. La giornata inizierà con l'appuntamento 9,30- 10 dei partecipanti alla passeggiata presso la Sala Multimediale in piazza R.Pareti Viale E.Razzetti,1 di Santo Stefano d'Aveto, dove saranno mostrate dal vero le caratteristiche di tutte e tre le piante per capirne le differenze e sarà consegnato un'Erbaria di Erbando, quella specifica dell'Aglio Orsino dove applicare le tre foglie vere, che poi ognuno porterà a casa. Si partirà quindi per la passeggiata. Per la partecipazione si richiede un contributo all'Associazione Erbando di 15€ e la prenotazione obbligatoria al numero 348 618 9707 SARA Al ritorno, a entrata libera, sempre nella sala multimediale, qualche ricetta e consiglio per l'uso in cucina e qualche piccolo assaggio. Alle 15 la biologa nutrizionista Linda Enrica Sacchetti ci illustrerà le proprietà nutrizionali dell'Aglio Ursino e ribadirà le differenze fra le varie piante. Alle 16,30 altra passeggiata come al mattino con prenotazione obbligatoria al 348 618 9707 SARA Qui sotto dove andremo a passeggiare, diciamo che siamo sicuri che c'è Sara Diana di "C'era una volta b&b" qui>>> vi aspetta con la sua accogliente e calorosa ospitalità. Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>
- FIOR DI ORNIELLO
- Fiore di Fraxinus ornus, Orniello - Allora disse Jafnhár : “Il frassino è di tutti gli alberi il più grande e il migliore; i suoi rami si allungano per tutto il mondo, fin sopra il cielo”. Con incommensurabile ritardo, pubblico il post sul frassino. In pratica è dall'anno scorso che volevo scrivere qualcosa, il caldo anomalo ha fatto sparire in fretta i bianchi fiori sugli alberi che si mescolano confondendosi con gli arbusti di sambuco nella macchia. Forse qualcuno ancora fiorito si trova andando verso quote più alte. Profondamente diversi dal sambuco raccontano anche loro la storia di un albero che per il resto dell'anno rimane qui semi sconosciuto fra carpini, roverelle, cerri e altro, nati a caso, a formare i boschi misti insieme ai castagni che ammalati e poco curati stanno lentamente sparendo. A me, fortunata, ne è nato uno in un vaso. Diversa la considerazione degli antichi per questa pianta, nella cultura nordica è la chioma di un frassino che sostiene il cielo e per altri è il primo albero creato, e da questi è uscito il primo uomo. Nelle sue radici vivono le Ninfe melìadi, le ninfe del miele, custodi del destino, che incessantemente tengono bagnate le sue radici perché non secchi. La sua magia è legata alle acque e si diceva salvasse dall'annegamento. Proprietà guaritrici affidate alle sue foglie, alla corteccia e ai semi. Con le foglie giovani si fa un ottimo tè. Associato al mito della creazione diventa simbolo di fecondità. Tali sono le sue proprietà magiche che è solo con un paletto di frassino, robusto ed elastico, che si possono uccidere i vampiri. Ieri sera un frassino sul punto di dirmi qualcosa - tacque. Octavio Paz Le foglie formate da un rametto con da 5 a 9 foglioline leggermente dentate sul bordo cadono in autunno. Il legno pregiato e bianco, elastico, leggero largamente usato da sempre per tutto ciò che necessita di un legno resistente, gli archi e frecce per esempio o le ruote dei carri, manici per attrezzi agricoli e poi in seguito anche sci, eliche, strumenti musicali, sedie ecc. Tra le innumerevoli varietà il più pregiato è il Frassino maggiore, Fraxinus excelsior, diverso il fiore da quello sopra, ma qui trovo più frequente questo, l'Orniello, Fraxinus ornus , anche esso dalle innegabili proprietà. Ottimo come legna da ardere anche verde, per via di una sostanza infiammabile che contiene, il primo fuoco dell'anno veniva acceso con legno di frassino perché la stagione fosse propizia e le piogge primaverili abbondanti. Tenuto spesso vicino alle abitazioni e capitozzato per fare con le foglie foraggio, tutto l'albero è commestibile, semi, corteccia foglie, anche per l'uomo e le donne romane lo usavano le sue proprietà dimagranti. I contadini di una volta preparavano per i giovani polli in primavera "l'acqua blu" di Orniello. I giovani rami, i polloni dell'anno con la corteccia che si stacca facilmente, venivano immersi un po' sbucciati e un po' no, in acqua fresca per almeno due giorni al buio, l'acqua prende una colorazione bluastra e questa veniva data una volta, ogni due o tre giorni per qualche settimana, si diceva che servisse per prevenire e rinforzare, probabilmente l'effetto antinfiammatorio contro artrite e reumatismi, gli effetti blandamente lassativi e diuretici servivano come serviva a noi la ... Manna. Solo da pochi anni ho scoperto essere l'Orniello lo stesso Frassino da manna, seppur con varietà selezionate, coltivato in Sicilia, per la produzione di quest'ultima, una coltivazione antichissima. La manna è ottenuta da un liquido biancastro dolce, frutto dell'unione fra le due linfe dell'albero che incontrandosi e uscendo all'esterno solidificano naturalmente grazie alle particolari condizioni ambientali, caldo secco ecc.. L'uomo favorisce la fuoriuscita nei mesi caldi, incidendo la corteccia e creando un taglio, posizionando particolari accorgimenti per far si che si raccolga in cannoli, o in coppette alla base, o raschiando quella naturale. Un lavoro che si concentra tutto intorno al parco delle Madonie in Sicilia e gran parte della produzione mondiale per dolci, prodotti di bellezza o medicinali naturali arriva da lì. Nonostante l'albero sia lo stesso, l'Orniello, da noi non avviene la trasformazione della linfa da liquida a solida per questioni proprio di clima. Mannite di Castelnuovo - foto dal web - Chi fra quelli della mia età non ricorda come le veniva propinato al mattino il panetto di Mannite da sciogliere nel te o nel latte, per rinfrescare l'intestino, quando, per esempio, si andava in villeggiatura e "bisognava abituarsi all'aria"? Purtroppo un prodotto destinato a sparire, sostituito come sempre da surrogati chimici, il Mannitolo, che non sempre è Mannite da Frassino. Anche la produzione di Manna in cannoli, era diminuita drasticamente e i frassini sostituiti da oliveti o simili se non fosse per alcuni giovani che hanno ripreso in mano le antiche tradizioni e adesso la Manna in Cannoli è un presidio Slow food. - foto dal web - La casa d'Israele la chiamò manna. Era simile al seme del coriandolo e bianca; aveva il sapore di una focaccia con miele. Libro dell'Esodo. Incredibile come si sia potuto abbandonare un prodotto così fantastico, dalle molteplici proprietà curative, a cominciare dai diabetici che possono usarlo al posto dello zucchero, a chi vuole un blando lassativo per bambini e anziani, favorire la diuresi, come antinfiammatorio per avere miglioramenti nelle bronchiti croniche e calmare la tosse, più un buon contenuto di antiossidanti. D'altra parte cosa mandò Dio agli Ebrei nel deserto che gli bastasse per tutto? Anche se le ipotesi sono diverse e non certe che si tratti di una linfa di albero, vero è che si usò la parola manna per definirlo. Ancora adesso si usa l'espressione " come Manna dal cielo " per un benessere inaspettato e gratuito. La cura di Mannite era un classico primaverile, del cambio di stagione o come dicevo prima, quando si effettuava un cambiamento d'aria per purificare gli organi e predisporli alle nuove cose che si sarebbero mangiate, ai nuovi pollini che si sarebbero incontrati nelle passeggiate, all'acqua diversa che si sarebbe bevuta. Ora, ahimè, si vive nella globalizzazione e si va velocemente con un aereo da un posto all'altro dove ci illudiamo di trovare le stesse cose, gli stessi sapori in qualsiasi posto del mondo siamo, ma forse non è proprio così e sono convinta che il nostro organismo ne risenta più di quanto ce ne accorgiamo, perché, come diceva mio padre, se fossimo nati per volare ci avrebbero pur fatto le ali anche a noi, se ci hanno fatto per muoverci con i piedi significa che si deve andare più lentamente... - foto dal web - Aggiornamento 2026 Non è più visibile il video che avevo messo quando scrissi il post, potete trovarne qualcuno sulla produzione della manna sul profilo fb di Mario Cicero che vive ancora a Castelbuono e come guida ambientale escursionistica organizza eventi e accompagna grandi e piccini in bellissime avventure, oltre ovviamente a produrre manna. A questi link per conoscerlo e incontrarlo. https://madonieexplorers.com/chi-siamo/ https://madonieexplorers.com/visita-produttore-di-manna/ Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti . Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di " Donne da Ieri a Oggi " una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di " Erbando " un ricercato evento che produce sempre il " tutto esaurito " da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>
- LA RADICHELLA A COSTANEIGRA
La Natura non fa nulla d'inutile. (Aristotele) Ancora un'erba del Mio Prebuggiun ( qui>>> ) , facilmente reperibile nelle campagne qui intorno a me. A primavera spunta con la sua rosetta basale somigliante a un Tarassaco ( qui>>> ) e per questo spesso confusa. Con il Tarassaco condivide la famiglia delle Asteracee , il suo genere invece è quello delle Crepis che possiede 200 o 300 specie, facilmente confondibili per un profano. Per quel che mi riguarda sono arrivata ad individuare quella che raccolgo nella Crepis vesicaria e nelle sue sottospecie, ma come ho già avuto modo di dire non ho competenze botaniche specifiche, il mio interesse per il nome scientifico è puramente a livello amatoriale. Anche quelle che in Emilia chiamano "asprelle" credo siano una varietà di Crepis. È questa quella raccolta un po' ovunque con il nome di Radichella o Radichiella . In questa zona è chiamata Costaneigra, nome che favorisce il riconoscimento per il colore rosso scuro dello stelo alla base. L'altro segno particolare è il " bottone " centrale che formerà il fiore, che la fa distinguere dal Tarassaco e dalla Cicoria( qui>>> ) . Anche se spesso è confusa con questi, non ci saranno conseguenze di sorta, ha un gusto tendente all'amaro e per questo depurativa, disintossicante e diuretica come appunto Tarassaco e Cicoria. Il fiore, a differenza del Tarassaco , che è uno su ogni stelo, nelle Crepis forma una ramo ad ombrello di simil-margherite gialle, spesso con sfumature rossastre, alto anche 80 cm. Non c'è molto altro da dire, non la mangio né cruda né da sola, ma solamente nel misto di erbe, bollita, stando attenta a ben equilibrarla con qualcun altra più dolce. I suoi boccioli chiusi li mangio qualche volta anche in insalata, mescolata a tarassaco, ma bisogna essere abituati a certi gusti selvatici. Pare che l'appellativo vesicaria le derivi dalle brattee rigonfie, simili a vesciche, che la contraddistinguono nel momento della fioritura. Sono venuta a conoscenza di una Crepis con una certa tossicità la Crepis lacera, che per fortuna non è presente qui in Liguria e penso in gran parte del Nord Italia, la segnalo solo per chi non cerca erbe qui, ma al centro e al sud. Non avendo avuto occasione di fotografarla propongo una foto presa dal web. Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti . Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di " Donne da Ieri a Oggi " una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di " Erbando " un ricercato evento che produce sempre il " tutto esaurito " da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>
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Pagina dedicata all'evento "Il Mio Prebuggiun" di Erbando, svolto al Ristorante Bricco della Gallina a Breccanecca, Via degli livi, 96 16030 Breccanecca. Lella Canepa Riconosciuta esperta in materia, eredita le sue competenze dai suoi avi, attraverso esperienze dirette pluriennali, libri, manoscritti. Erbando © a Minerali & Fossili Genova, 18 Febbraio 2018 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Mappa >> Programma >> Informazioni >> Genova Erbando © a Minerali & Fossili 18 Febbraio 2018 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Mappa Programma dell'evento Minerali & Fossili 10:00 - 18:00 L'evento dentro l'evento. In collaborazione con la Giornata-Scambio Genova Minerali & Fossili. Finalità della manifestazione è di permettere lo scambio tra i cercatori e i collezionisti di minerali e fossili fra appassionati di montagna. È naturale che chi frequenta montagna e campagna sia interessato anche alle erbe che si incontrano durante le scarpinate. Erbando sarà presente con lo scopo di divulgare le proprie conoscenze nelle erbe spontanee selvatiche commestibili. Programma Vuoi avere maggiori informazioni sull'evento? Inserisci i tuoi dati qui a fianco e un tuo messaggio. Ti contatteremo nel più breve tempo possibile. Chiedi informazioni! Successo! Messaggio ricevuto. Informazioni
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