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  • Copia di Erbando

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  • ACQUE PROFUMATE DISSETANTI (DETOX WATER)

    Perdindirindina! Sta per finire l'estate e mi sono dimenticata il post sulle acque profumate dissetanti e disintossicanti da bere! Ho scoperto che ora vanno di moda con il nome di "Detox Water", benissimo, salvo per me aver sempre messo qualcosa nell'acqua in estate per dissetarmi. Sono talmente facili e veloci da fare e buone che l'unica cosa è ricordarsi di metterle in frigorifero per averle pronte. Buone, naturali, economiche, senza zucchero, dissetanti, disintossicanti... Sconosciute con il nome di Macerati a freddo, come invece si chiamano nel mondo degli infusi e delle tisane, in quanto per alcune erbe il calore distruggerebbe le proprietà, come nel caso delle Bacche di rosa canina,(qui>>>) o della Malva,(qui>>>), dove il riposo per 6/8 ore in acqua fredda ne esalta le proprietà. Potrei scrivere combinazioni possibili per ore, dipende dal periodo e da quello che si ha sottomano, la più conosciuta è la semplice acqua e limone che credo si serva dalla notte dei tempi, citata anche nella famosa commedia genovese di Gilberto Govi " I manezzi pe majâ na figgia" quando nella casa di campagna stanno per arrivare gli ospiti e la Gigia tutta impettita chiede alla serva Colomba se è pronta la limonata da servire. Con il tempo alla semplice acqua e limone ho imparato ad aggiungere il cetriolo non sbucciato, a fette, e davvero diventa una bevanda rinfrescante e depurativa, per renderla profumata volete non metterceli due petali di rosa? Il procedimento è semplicissimo, acqua, possibilmente di fonte, fette di cetriolo, fette di limone, petali di rosa a piacere, qualche ora in frigo. Un'altra facilissima, di ritorno dalla passeggiata fra i boschi, è con Melissa, Menta, Ortica, e se volete Salvia,(qui >>>) una corolla di Cicoria (qui>>) per tappo, con l'aggiunta di cinorrodi di Rosa Canina, gli ultimi che mi ero seccata l'autunno scorso, ora è ancora presto, ma approfitto per ricordarveli, tra poco è ora delle prime raccolte, trovate le indicazioni, e tutto quello che potete fare con l'Ortica qui>>> Buonissima e depurativa quella con le cime di rovo, la mora di bosco. Petali di rosa e timo... Fette di pesche, limone e fiorellini di sambuco ... Insomma senza limiti alla fantasia. È l'occasione anche per vedere le differenze fra Ortica, menta e Melissa (qui>>) così simili nella forma ma diverse nel profumo Buonissima anche Mirtilli o More e Limone o Pompelmo se si possiede del proprio albero, sembrerà strano ma una delle migliori remineralizzanti è semplicemente Acqua e Anguria a pezzi. Le varianti infinite per chi ha fantasia, da inventare ogni giorno una diversa, omettete possibilmente lo zucchero, se la fate con frutta basterà quello suo. Da abusarne per tutta l'estate, da servire agli ospiti nei pomeriggi afosi o per aperitivo analcolico, da portarsi nel termos al mare o nelle passeggiate in campagna, non se ne potrà che trarne benefici. - Tutto pronto per le limonate?...Vassoi, bicchieri e tutto il resto? - Scì scignoa ... - E allora, marciare... svelta...di là - Ah, signora, il succao ... il zucchero per le limonate... - Va bene... per quello vengo poi di là io... - Ah signora, i limóin ... - Eh ma santo cielo!!!…ma allora cosa avete di pronto per le limonate?... - L ’ægoa, l'acqua...! " I manezzi pe majâ na figgia" https://www.youtube.com/watch?v=b0lFydi141M&t=2644s Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze interessanti. Se vuoi, puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un Manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>> Tutti gli usi alimurgici o farmaceutici indicati sono a mero scopo informativo, frutto di esperienza personale, declino ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

  • LE BOUQUET GARNI ... LA CIPOLLA STECCATA, LA GREMOLADA e IL LARDELLARE

    Non c’è uomo che non possa bere o mangiare, ma sono in pochi in grado di capire che cosa abbia sapore. (Confucio) Dopo aver parlato delle principali erbe aromatiche qualche parola su le bouquet garni, sulla cipolla steccata, sulla gremolada e infine sulla lardellatura. Sono queste preparazioni utili per insaporire in cucina, in diverse ricette, e hanno un disciplinare preciso. Per bouquet garni ovvero mazzetto di odori, così si è sempre chiamato a casa mia, ma è di origini francesi e quindi ... si intende un mazzetto, appunto, composto da tre gambi di prezzemolo, due rametti di timo e una foglia di alloro, legati strettamente con spago incolore da cucina, lo spago lasciato lungo, a pendere fuori dalla casseruola in modo che al momento opportuno si possa facilmente togliere. Sì, perché il suddetto bouquet serve ad insaporire per esempio il brodo, o uno stufato un sugo o un qualsiasi intingolo che si vuole. La stretta legatura serve affinché le erbe non si disperdano nella pietanza rilasciando solo l'aroma, che tra l'altro è possibile dosare secondo il tempo che si lascia in cottura detto mazzetto e permette di eliminare il possibile fastidio che darebbero in bocca le suddette erbe pur finemente tritate. I ribelli del metodo codificato chiudono prezzemolo, timo e alloro in una foglia di porro che mai ci sarà dato sapere se consentito o no. Gli anarchici aggiungono di tutto: il rametto di rosmarino, la foglia di salvia, l'origano, uno spicchio d'aglio, financo una costola di sedano ... L'anarchia si insegna anche così... noi in casa tutti anarchici, nel bouquet si è sempre messo la qualunque. A secondo di cosa si cuoce si compone. Un capitolo a parte lo meriterebbe il bouquet garni fatto con le erbe secche, che normalmente non prendo nemmeno in considerazione. Fossi costretta, non mi rimarrebbe che mettere le erbe necessarie in una garza o in una di quelle bustine per fare le tisane. A questo proposito informo per chi non lo sapesse, che sono in vendita, ormai su internet, interessanti teli alimentari, garze, chiamati stamigna di cotone naturale al 100% non sbiancato, utili per gli alimenti, come in questo caso o per filtrare o per fasciare per esempio il formaggio o la verdura, nel caso aveste finito i teli antichi della nonna. Invece, un giorno, nel mio girovagare per mercatini, in uno di quei banchi di saldi di tutto, ho trovato questo coso in silicone, dove dentro puoi mettere gli aromi ... Non lo uso, tutto sommato preferisco il mazzetto nella foglia di porro, ma avrei mai potuto vivere senza? Per la cipolla steccata, che per me metterla nel brodo è ovvio, e invece ora stento a conoscere qualcuno che la fa e la usa, niente di più di una cipolla della misura adeguata dove viene infilato uno o più chiodi di garofano e con un taglio a croce inserito dei grani di pepe. Se è il caso, come appunto nel brodo, ma penso ovunque, si può fissare con i chiodi di garofano una foglia di alloro. Utile anche negli stufati. La Gremolada è invece un insaporitore di tre elementi tritati insieme, dal lombardo gremolà, ridotto in grani, prezzemolo, aglio e buccia di limone. Essenzialmente usata a fine cottura per l'ossobuco alla milanese, è buona anche sulle scaloppine, su una bistecca di maiale, sul petto di pollo. Utile quando è necessario diminuire il sale, aggiunta a fine cottura, pochi minuti prima, non deve rosolare. Venendo al Lardellare il termine si usa per inserire lardo ed eventualmente aromi in un pezzo di carne al fine di donare gusto e morbidezza ad un taglio magari pregiato, ma troppo magro. Non sempre si lardella con del lardo ma a volte solo con uno spicchio di aglio, basta incidere la superficie qua e là con un coltello a punta affilato e nel taglio formato inserire una fettina di aglio, ed eventualmente un rametto di rosmarino o timo. Nel caso del lardo vero e proprio una volta tagliato a listarelle si spinge in profondità nella carne. Per fare questo è utile un lardellatore, attrezzo particolare sul quale si posa la striscia di grasso e infilandolo nella carne fa sì che questa si infili agevolmente nella carne da una parte all'altra. Questo, giacente nel cassetto dei coltelli dagli anni 50, in tutte le case passate in famiglia, scrupolosamente trascinato da un trasloco all'altro, ha assunto la consapevolezza di essere un lardellatore solo nel tempo, dopo aver cercato di usarlo per scavare zucchini, togliere torsoli, ecc. poi il sospetto ci ha preso e abbiamo capito a cosa serviva davvero. Ora sono in vendita nei negozi, per pochi euro, forniti di coltelleria e casalinghi questi, forniti di pinzetta, che ovviamente non ho potuto fare a meno di comperare manco lardellassi da mane a sera. ago lardellatore Come si diceva all'inizio si può mettere solo una fetta di aglio, una striscia di lardo, un rametto piccolo di rosmarino o di timo. A piacere in un arrosto di maiale, di vitellone... Nel caso di carni bianche più facilmente si fasciano con fette di pancetta e allora si dice professionalmente bardatura. Troverete ogni erba aromatica nel post a lei dedicato Alloro (qui>>>) Rosmarino (qui>>>) Timo (qui>>>) Origano (qui>>>) Salvia (qui>>>) Maggiorana (qui>>>) e altro... Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

  • CUNDIGIUN

    "Nu me fiu de tre cose: condigiun sensa cundimento, bella donna provocante, contadin sensa forcón “ Questo post è lì pronto nel cassetto da almeno due anni, sarà l'ora di pubblicarlo, ho aspettato che ne parlassero tutti ma proprio tutti prima di dire quello che è per me un cundigiun. Giornate torride, voglia di cucinare: zero. Si passa dall’onnipresente insalata di riso, (anni che non la presento a tavola) a prosciutto e melone, massimo insalata e pomodori. E’ tornato in auge, come tanti altri piatti antichi, il Cundigión, o cundigiun, piatto povero ligure. E tutti a gridare: si fa così, no si fa così, no si fa… si fa… si fa… Si fa e si è sempre fatto come si vuole, questa per me è l’unica verità. Sostanzialmente piatti misti, freschi, estivi, esistono ovunque, insalate nizzarde o greche, frise e friselle, panzanelle e bruschette, tutti piatti veloci, che i contadini, ma anche le genti rivierasche, facevano di corsa, spesso nei campi senza tornare a casa, per continuare il lavoro dopo l’abbondante colazione della mattina e che permetteva così di arrivare fino alla cena della sera. Perché quindi non chiamarlo semplicemente insalata? Forse proprio perché a volte l'insalata, nel senso di ortaggio, non c'è nemmeno. Dentro c’è quello che c’è nel momento che c’è. La parola, si capisce, è traducibile malamente con condiglione, dà proprio l'idea di una "confusione" di un misto condito. La Treccani dà per ignota l'etimologia di "condire", altri lo fanno derivare da condere cioè porre dentro, certo è un piatto "con", appunto ciò che si vuole. La ricetta non è mai stata codificata e questo per mettere in pace chi urla a "non è così". Non so di documenti di cucina ligure, non l'ho trovato sulla cuciniera genovese. La parola non è presente nemmeno sugli antichi vocabolari. La differenza con il prebuggiun è che il primo è fatto di erbe cotte, nel caso del cundigiun spesso è tutto crudo, condito sempre con buon olio ligure. Ma nemmeno questa è una regola perché se fatto con patate e fagiolini, questi sono bolliti. In un altro post avevo parlato del Cundiçin>>>, piatto del Tigullio, nello specifico la zona di Lavagna, un fratello minore, fatto solo di piselli e fave crudi, con cipolla, conditi sempre con olio buono. Anche questa ricetta segue la stagione. Per me, per esempio, il primo cundigiun dell’anno è a primavera con il tarassaco tagliato fine, con le primissime patatine novelle bollite con la buccia, magari dimenticate nell’orto dall’anno prima e tolte per zappare, un’acciuga salata, l’uovo sodo, la cipollina fresca in erba. Dopo entrano i pomodori e finito il tarassaco, la lattuga, senza le patate ma con il tonno sott'olio e sempre la cipolla. Molti uniscono la galletta da marinaio qui>>> bagnata e spruzzata d'aceto, io quasi mai, perché già mi faccio le friselle, poi la caponada, insomma per me il cundigiun sarebbe senza. Ma sono opinioni personali. In estate inoltrata fagiolini e patate nuove bolliti, uovo sodo e conditi con una salsina con aglio, prezzemolo, olio, limone aceto, che spesso invece io condisco solo con il pesto, apprezzato dagli ospiti che non mangerebbero volentieri una pasta calda. Forse quello che davvero non c'è mai è la carne, mentre quasi sempre presente l'acciuga dissalata, altri ingredienti onnipresenti sono l'uovo sodo e la cipolla, ovviamente un buon olio ligure e l'antico "griletto", il caratteristico piatto di terraglia bianca costolata o almeno, in casa mia era quello. Non se ne vedono più molti, nemmeno da comperare nuovi, se non esemplari vecchi nei mercatini dell'usato Si possono trovare chissà perché più facilmente in plastica, ed è il classico piatto per condire qualsiasi cosa. Per "grilletto" si intende anche una fondina profonda a V, sempre terraglia economica, niente da dividere con le lussuose fiammanghille che si portano in tavola nei giorni di festa. Insomma c'è poco altro da dire, nel cundigiun ci metta ognuno quel che gli pare. L'importante è che come tutte le insalate sia salato da un sapiente, messo l'aceto da un avaro, l'olio da un prodigo, mescolato da un matto e mangiato da un affamato. E poi, poi a casa mia c'era il cundigiun di frutta... sì, lo so la chiamano macedonia, ma la macedonia è un'altra cosa... la macedonia di frutta è elegante, tagliata a pezzetti piccoli regolari, a fine pasto. Il cundigiun dolce invece è quella pesca matura matura, tagliata grossolanamente, a volte nel bicchiere, con quel niente di vino e la cucchiaiata di zucchero, magari a merenda in un pomeriggio d'estate. O mirtilli, o more appena raccolte, e anche fragoline, al ritorno dal bosco, spruzzate di limone, nella tazza con un poco di sciroppo di rose o di fiori di sambuco... avventure che pochi sanno e possono avere al giorno d'oggi. Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze affascinanti. Se vuoi puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo. Lella Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi. Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna. Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

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  • Erbando | Chiavari | Eventi | Lella Canepa

    Pagina dedicata all'evento Erbando svolto a Chiavari. Mappa >> Programma >> Informazioni >> 158° Mostra del Tigullio Lella Canepa Riconosciuta esperta in materia, eredita le sue competenze dai suoi avi, attraverso esperienze dirette pluriennali, libri, manoscritti. Chiavari 158° Mostra del Tigullio "Erbando" lo trovi in passeggiata a Mare a Chiavari. dal 22 al 25 Giugno 10:00 - 00:00 Programma dell'evento Erbando © Esposizione erbe da Prebuggiun. Illustrazione sul come riconoscerle, raccoglierle, prepararle e cucinarle all'interno della 158° Mostra del Tigullio. Mappa Programma Vuoi avere maggiori informazioni sull'evento? Inserisci i tuoi dati qui a fianco e un tuo messaggio. Ti contatteremo nel più breve tempo possibile. Chiedi informazioni! Successo! Messaggio ricevuto. Informazioni

  • Erbando | Minerali | Eventi | Lella Canepa

    Pagina dedicata all'evento "Il Mio Prebuggiun" di Erbando, svolto al Ristorante Bricco della Gallina a Breccanecca, Via degli livi, 96 16030 Breccanecca. Lella Canepa Riconosciuta esperta in materia, eredita le sue competenze dai suoi avi, attraverso esperienze dirette pluriennali, libri, manoscritti. Erbando © a Minerali & Fossili Genova, 18 Febbraio 2018 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Mappa >> Programma >> Informazioni >> Genova Erbando © a Minerali & Fossili 18 Febbraio 2018 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Mappa Programma dell'evento Minerali & Fossili 10:00 - 18:00 L'evento dentro l'evento. In collaborazione con la Giornata-Scambio Genova Minerali & Fossili. Finalità della manifestazione è di permettere lo scambio tra i cercatori e i collezionisti di minerali e fossili fra appassionati di montagna. È naturale che chi frequenta montagna e campagna sia interessato anche alle erbe che si incontrano durante le scarpinate. Erbando sarà presente con lo scopo di divulgare le proprie conoscenze nelle erbe spontanee selvatiche commestibili. Programma Vuoi avere maggiori informazioni sull'evento? Inserisci i tuoi dati qui a fianco e un tuo messaggio. Ti contatteremo nel più breve tempo possibile. Chiedi informazioni! Successo! Messaggio ricevuto. Informazioni

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