Il Blog di Lella Canepa

IL LAMIO, L' ORTICA MORTA

E un po' più in là, all'ombra della spalla destra di Avram, una falsa ortica bianca

era impegnata a inviare segnali olfattivi a insetti perennemente indecisi fra lei e altre piante, germogliando nel frattempo calici fertili, per l'autoimpollinazione,

nel caso gli insetti la deludessero ...


A un cerbiatto somiglia il mio amore

- David Grossman -


Fra le piante più difficili da riconoscere, sembrerà strano, a contare le numerose richieste che mi arrivano, l'Ortica (qui>>>).

In realtà esiste una pianta in particolare che assomiglia davvero tanto, da mandare in confusione chi si approccia al mondo delle erbe.

È o meglio sono, i vari Lamium che si trovano facilmente ovunque, Lamium purpureum, Lamium maculata e Lamium album, ecc.

Nella foto sotto Ortica in mezzo a Lamium, non c'è davvero da stupirsi se vengono confuse facilmente.



Appena spuntano in primavera, quasi sempre prima delle Ortiche, è difficile riconoscerle, in questa fase assomigliano ancora di più, le foglie quasi sempre verde tenero, l'aspetto davvero simile, a volte anche la presenza dei peletti, ma a guardar bene il fusto è quadrato, le foglie più piccole con nervature diverse, l'odore differente ... nel dubbio non resta che toccare 😜😂.






Dopo qualche giorno allo spuntare dei fiori, questi tanto diversi da quelli dell'ortica, le foglie sono già più carnose e con colore più intenso, a volte variegate, si capisce di più.

Così è facile comprendere come i nomi volgari di falsa ortica o ortica morta siano davvero indicati e che se per caso dovesse finire in pentola poco accadrà se non ritrovarsi con una pietanza che non avrà il gusto che ci aspettiamo.

I Lamium hanno gusto e odore distinto, dolciastro, di erba, non tingono come l'ortica e hanno altre proprietà e anche un certo contenuto in tannini e saponine che ne sconsigliano l'uso smoderato.

In casa mia non si è mai mangiato per quella super prudenza innata, o perché non piaceva o semplicemente perché per fortuna c'era di meglio da mangiare.

Da bambini ci si divertiva a succhiare il fiore, dolce, e dalla forma del fiore prende il nome, dal greco fauci, gola, o cavità .

Di tutte le sfumature del rosa purpureo, c'è pure bianca, ma anche gialla, a volte con foglie variegate di bianco




Non è nemmeno un ingrediente del Prebuggiun(qui>>>), mentre lo è in altre regioni di zuppe e minestre, questo non toglie che lo abbia visto su un banco in un mercato di verdure a Genova.

Nel caso il Lamium alba, quello con il fiore bianco, è il migliore come gusto, leggermente più amaro, e più ricco di contenuti qualitativi.

In qualche modo gli sono riconosciute anche proprietà medicinali, sempre più per il Lamium album che per gli altri, specie antinfiammatorie del pavimento pelvico, delle mucose, usata nel medioevo per perdite e pure prostatiti.

La tisana di fiori è utile se si è mangiato troppo, per la mucosa dello stomaco o per infiammazioni in bocca, o come risciacquo per pelle e capelli grassi.

Negli usi di cucina sono da preferire le punte verdi prima della fioritura, ma ripeto con moderazione, non così come altre erbe che si possono usare tutti i giorni.

Ripeto quello già scritto: una volta si moriva certamente più per fame che per quello che si mangiava e tutto quello che era appena commestibile veniva raccolto da tutti e chi arrivava prima mangiava il meglio.









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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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