Il Blog di Lella Canepa

FIOR D'ACACIA, GLICINE E MAGGIOCIONDOLO


Anche per questI fiori ho rimandato il più possibile prima di scriverne.

Oggi è forse la giornata giusta, vista l'invasione di fotografie di frittelle di fiori di acacia, o glicine, pastellati a meraviglia con tralcio ecc., e visto che non ho più voglia di polemizzare sotto ogni volta con "è più opportuno friggere nella pastella solo i fiori senza le parti verdi" o di vedere persone che confondono acacia con maggiociondolo con estrema leggerezza, o che pensano se è commestibile il fiore è commestibile tutto, scrivo una volta per tutte qui.

Per farla breve queste piante sono, in proporzione diverse, tutte e tre tossiche in tutte le loro parti verdi, corteccia ecc., nel Maggiociondolo anche i fiori.

Meno tossica la Robinia pseudoacacia, un po' di più la Wisteria o Glicine, mentre molto tossico, direi velenoso, il Laburnum anagyroides, il Maggiociondolo.

Penso che queste confusioni dipendano dai ricordi che molti hanno delle frittelle della nonna, senza ricordare però tutti i passaggi giusti.


... sono smarrite

quelle stradine ebbre dal profumo delle acacie

nel chiassoso tumulto di una strada senza ritorno

e la ragazza che tingeva le sue guance

coi petali dei gerani

ora, è una donna sola,

una donna sola

Forough Farrokhzad, Se ne sono andati quei giorni



ROBINIA PSEUDOACACIA L.

A me, mia nonna, che l'acacia è tossica me lo ha sempre detto, e come lei me lo hanno ricordato altri qui in campagna, mentre si tagliavano i rami giovani per darli come cibo ai conigli o alle capre, animali che la appetiscono senza problemi.

E sempre quelle due o tre volte che si facevano le frittelle si toglievano accuratamente rametti e calice verdi per tenere solo i petali bianchi e profumati, quelli sì commestibili anche per l'uomo.

È possibile che parte delle tossine contenute nelle parti verdi decada con il calore, ma perché non toglierle?

La pianta, officinale, proprio per alcune proprietà, in un certo senso curative, era un tempo usata, per esempio, per provocare il vomito.

Qualsiasi pratica casalinga a scopo curativo è adesso da sconsigliare, visto che nemmeno ci si ricorda della sua tossicità.

È ovvio che non si contano morti tra i mangiatori di frittelle di grappoli di acacia, ma mi preme ricordare come allo stesso modo si mangino un giorno con leggerezza fiori e foglie di borragine, un altro frittate di vitalba, ancora erbe più o meno con componenti un po' così, tanto sento ripetere "sempre mangiate, mai morti".

Per tossico, si intende qualcosa che tende ad accumularsi nel corpo, spesso fegato e reni provocandone con l'uso continuo e prolungato un qualche danno, e la dose è personale, essendo personale lo stato dei nostri organi.

Quindi se non si muore per una frittella di acacia o di glicine o anche di sambuco con il grappolo intero, bisogna altresì ricordare di quante cose tossiche purtroppo facciamo uso, spesso inconsapevolmente, ogni giorno.

Se è possibile evitarne qualcuna, perché no?

Quindi si procede per le frittelle togliendo il più possibile le parti verdi e mescolando i petali bianchi e profumati in una pastella che può essere fatta sia con uova che senza.

La mia ricetta è sempre la stessa: farina autolievitante, quasi sempre senza tuorlo ma con l'albume montato a neve e l'acqua meglio se frizzante e fredda. (