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Il Blog di Lella Canepa

RAPA O BARBABIETOLA?

Aggiornamento: 12 nov 2020

In casa mia mi sa meglio una rapa, ch'io cuoca,

e cotta su 'n stecco me inforco e mondo,

e spargo poi di aceto e sapa,

che a l'altrui mensa tordo, starna o porco selvaggio;

e così sotto una vil coltre, come di seta o d'oro, ben mi corco.

Ludovico Ariosto

C'è una sola risposta: quella che frequentemente si sente chiamare rapa rossa è in verità una barbabietola.

Una varietà di Bieta vulgaris selezionata e coltivata normalmente per le sue belle radici tonde rosse e sugose, una sorella della comune bietola.

E questo dai tempi dei Babilonesi che già ne apprezzavano le innumerevoli proprietà. Di come e perché ci si confonda con facilità tra rape e barbabietole non so, forse per via dei tuberi che assomigliano, ma basterebbe guardare le foglie e potendo i fiori, per capire la differenza a livello botanico.


Le belle coste rosse e le grandi foglie ricordano assolutamente quelle della bietola, ma ormai siamo abituati a vedere le barbabietole chiuse in confezioni sottovuoto già cotte, e raramente si trovano nei banchi della verdura fresca, almeno qui da me.


barbabietola da zucchero

Sempre Bieta è la Barbabietola da zucchero, selezionata per dare il massimo rendimento in sostanza zuccherina dalla quale ricavare lo zucchero bianco.

Anche in questo caso si vede la foglia con i tratti della bietola.

Ancora la Barbabietola da foraggio, usata per l'alimentazione animale, specie per migliorarne il latte.

E infine la Bietola da foglia a coste larghe o strette usata in cucina.


Tutte pare derivate dalla Barbabietola rossa.

Questa, per qualche ragione che mi è sconosciuta, viene ormai quasi esclusivamente venduta già cotta al forno, sottovuoto, pronta da consumare.

Avendo finalmente trovato qualcuno che l'ha coltivata mi sono cimentata nell'arduo compito di cuocerla, per scoprire che non c'è niente di difficile, che si può cuocere tranquillamente nel tempo delle altre verdure come ricordavo aver fatto tanti anni fa quando l'avevo seminata nel mio orto.

Si può bollire sbucciata e tagliata a pezzi insieme a patate e cipolle, ovviamente usando pure le buonissime foglie.

Tutto insieme diventerà di un bellissimo e carico rosso porpora, condito poi con olio e limone può essere un'ottima cena o un allegro contorno nelle buie e fredde sere invernali.

Per impedire che colori tutto di rosso basta cuocerla intera, con la buccia.

Per conservarne al massimo le innumerevoli proprietà uso la mia pentola a vapore della quale ebbi già modo di raccontare qui >>> A Bagnomaria ... ma che Maria era a Bagno?

È possibile cuocerle anche in forno in teglia o anche intere in un cartoccio di carta alluminio o carta forno, con il forno caldo a 180° - 200°.

Sbucciata, tagliata a fette sottili o a cubetti e condita con olio e limone.

È ingrediente più che altro decorativo del Cappon Magro Genovese qui>>>

Inutile dire che bollita chissà quando e conservata sottovuoto perde in sapore e qualità.

Nella continua riscoperta delle sue virtù apprezzo il Succo fresco di Barbabietola Cruda, una piacevole bevanda ottima per una prima colazione energizzante.​​


Basta poco, qualche pezzo di barbabietola cruda non sbucciata,ben lavata, mezzo limone con la buccia, qualche spicchio di arancia con l'albedo, la parte bianca, che poi è quella che fa bene, tutto bio.

Inserire nell'estrattore o nella centrifuga o ancora meglio nel frullatore con poca acqua. Si ottiene uno smoothie molto cool, ai miei tempi un frullato che fa bene, al quale si può aggiungere yogurt o acqua a piacere.

Per cambiare il gusto o la densità basta aggiungere mela o banana o sedano o carota ma anche frutta secca o mix di muesli, provare per credere. ​​




Ma quali sono le infinite e semisconosciute peculiarità della Barbabietola rossa?

Fibre che favoriscono il transito intestinale, vitamine e sali minerali, acido folico e una certa quantità di flavonoidi e antociani, associata al limone aiuta ad assorbire il ferro.

Di recente il succo di barbabietola con il limone è consigliato ai ciclisti per il potenziamento dei muscoli, stimola la ri-ossigenazione delle cellule e la produzione di nuovi globuli rossi, combatte le infezioni, aiuta la pelle, allieva varie infiammazioni cutanee, acne, secchezza della pelle, forfora.

La betaina che le dà il colore rosso e favorisce la produzione di seratonina, può colorare urina e feci senza che questo possa spaventare.

In mezzo a tante meraviglie occorre ricordare che ha anche un certo contenuto di ossalati e quindi potrebbe dare fastidio ai reni o a uno stomaco delicato e con attenzione, cotta, a chi soffre di diabete .

Ma non è finita qui.

La Barbabietola rossa è molto usata come colorante alimentare naturale con la sigla E162 e anche a casa è facile colorare qualunque cosa estraendo il succo coloratissimo, meglio da cruda che da cotta, con l'estrattore, ma anche spremendola dopo averla frullata e inserita in un sacchetto di tela.

E per tutto intendo tutto, la pasta fresca, la pasta del pane, uova, dolci e altro in cucina.

Si può passare un pomeriggio facendo divertire i bambini con pennelli e succo di barbabietola, alterando le sfumature di rosso con succo di limone, sale, aceto o bicarbonato.

Ma anche per una occasionale tinta tutta naturale per i capelli, usando sia il succo versato direttamente che la poltiglia spremuta distribuita con il pennello.

Ovviamente il risultato cambia a secondo del colore di base



Pure lana e stoffa naturale da sempre sono tinti con la barbabietola.

L'intensità del colore si ottiene con la quantità di barbabietola, tritata e messa a bollire insieme con aceto, che darà gradazioni diverse sul rosa intenso.

Difficile avere uniformità nella tinta, almeno lo è stato per me, ma è sempre una bella sorpresa il risultato.

Cosa si può pretendere di più da un tubero considerato da sempre un ortaggio povero?

rape (Brassica rapa)

A proposito queste sono rape, stessa famiglia dei cavoli, e per tornare al discorso iniziale, prossimamente racconterò di esse, bianche e rosse, sedano rapa, cavolo rapa, cime di rapa ... a presto.



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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>





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