Il Blog di Lella Canepa

IL RAMPUSI, questo sconosciuto o quasi



Oggi voglio parlare di questa erba, per me ancora difficile da riconoscere.

Ho avuto occasione di vederla e raccoglierla sono una volta con l'amica che me ne ha parlato e mostrata.

Da allora, anni e anni fa, è tutto un girare e vedere se la ritrovo.

La principale difficoltà sta, per sapere con certezza se è lei, che bisogna scavare e trovare anche le radici: i "rampunsi" appunto, quello che mi ha a un certo punto fermata,

Per il resto mostra fiori e foglie facilmente confondibili con altre erbe commestibili: foglie dentate, fiore giallo, rosetta basale.




il nome scientifico stesso Leontodon tuberosus, la indica come "dente di leone tuberoso" per l'estrema somiglianza con le altre.

Per quanto mi riguarda sono sicura di averla raccolta più di una volta scambiandola per Grugnin qui>>> che la ricorda non poco, le foglie ispide e pelosette, anzi più pelose del Grugnin, il portamento della rosetta basale, il fiore giallo sullo stelo rigido, ed è per questo che dopo aver cercato scavando le radici commestibili senza praticamente mai trovarle, ho smesso, nella speranza di individuare un tratto caratteristico specifico che me la faccia individuare senza tanto danneggiare piante e radici.

Ho letto che comunque è un'erba non proprio da montagna, più facile negli oliveti e nei terreni della macchia mediterranea, e forse questo è uno dei motivi che mi impedisce di trovarla con facilità, come potrebbe essere il Bunommo qui>>>, altra pianta che qui non esiste praticamente, mentre a pochi km, scendendo, si trova in quantità.

Altro tratto caratteristico: fiorisce molto prima delle altre.

Dei Rampusi, o Rampunsi, o Rampunsci, si cercano e si raccolgono le radici perché commestibili tanto quanto le foglie, leggermente amare, che possono consumarsi sia crude che cotte.


É indubbiamente un' erba del Prebuggiun qui>>, non del mio purtroppo o se lo è, lo è stata inconsapevolmente.

A questo proposito vorrei specificare che non raccolgo erbe a caso, ma questo è uno di quegli esempi che spiega come una volta non si andava troppo per il sottile nel distinguere una varietà o una specie dall'altra, si sapeva istintivamente che erano commestibili e questo istinto è proprio quello che è andato perso e che mi ha convinto a fare ricerche accurate presso le anziane raccoglitrici di erbe per riuscire a "codificare" i tratti empirici che permetteva loro di riconoscerle, nel tentativo di recuperare quello che ritengo sia un tesoro da conservare per chi verrà dopo di me.

Questa è un 'erba che ho visto raccogliere da chi conosceva il nome volgare, ma poi in realtà raccoglieva Grugnin, Bunommi, o addirittura il Raperonzolo qui>> convintissimi che fossero la stessa cosa.

Ma non demordo, giorno verrà, che mi riuscirà, come ho fatto per le altre, di trovarla, riconoscerla e raccoglierla e allora non avrà più segreti ... o quasi 😜








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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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