Il Blog di Lella Canepa

FIORI ANTICHI DEI MIEI GIARDINI SPARITI

Questo è un post nostalgico come succede solo a chi ha una certa età.

Al giorno d'oggi a fine inverno si va in un garden si spende due soldi e si torna con i fiori, già pronti, praticamente destinati a vivere quel tot.

Una volta no, una volta nei giardini delle case e se possibile anche di città non potevano mancare alcune piante, che venivano scambiate tra vicine, chi riusciva meglio a coltivare una cosa, chi l'altra, e ogni fiore aveva spesso un motivo per esserci.

Oggi ve ne presento qualcuna di quelle che sono riuscita a salvare dai ruderi abbandonati, qui dove vivo io e perché non dovevano mancare nei giardini fino a qualche anno fa.


Certamente la Rosa, ovviamente quella da sciroppo (qui>>>), di cui ho già parlato diffusamente sia di colore rosa che quella rossa.


L'Erba della Madonna, il Sedum telephium, qui ho sempre visto quello a fiori rosa, ma so che esiste anche bianco.

Su questa pianta, nelle sue diverse varietà, è stato fatto uno studio dalle Università di Firenze e Pisa, a seguito di alcune esperienze di un certo dott. Balatri dell'Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze che ne hanno confermato le eccezionali proprietà nei casi di ulcere, giraditi, ascessi, dermatiti, ustioni e anche nel favorire la fuoriuscita di corpi estranei sottocutanei, come già la tradizione popolare sapeva.

L'uso delle foglie fresche, spellate della pagina inferiore applicate direttamente o tritate è da sempre usato, per esempio, per curare giraditi.


Un altro sedum, il Sedum sieboldii, l'Erba Teresina, così chiamata perché fiorisce a ottobre, nella ricorrenza di Santa Teresa d'Avila

La Bergenia, Bergenia crassifolia, con foglie larghe carnose che ad aprile maggio formava con i suoi fiori rosa le bordure di questi giardini, ma le donne di una volta tenevano segreto fra di loro quanto questa pianta servisse per le irrigazioni vaginali a curare infiammazioni e irritazioni della cavità vaginale in generale.

E chi sapeva preparava un estratto concentrato facendo bollire rizomi e radici ...


Il meraviglioso Lillà, Syringa vulgaris, che con il suo prepotente profumo è annunciatore della primavera.

Ma quanti ricordano ancora che è pianta curativi per i disturbi di cuore, per l'ipertensione? e come il profumatissimo oleolito fatto con i fiori serva per i dolori reumatici e per i gonfiori alle gambe dovuti al caldo estivo?


Vicino il prezioso Calicanto, Chimonanthus praecox, perché anche l'inverno vuole il suo fiore e il suo profumo, trovate tutto su di lui qui>>>


La Pervinca, Vinca minor , tappezzante, che per prima regala i suoi fiori blu, a parte essere usata per i filtri d'amore, ancora oggi le sono riconosciute grandi proprietà nella cura dell'ipertensione e il meccanismo per il quale agisce ne fa una pianta benefica "per la salute del cervello"

La semplice Tagete, Tagetes patula, cui tanti conoscono l'uso nei giardini e negli orti per combattere parassiti e funghi ma che si è dimenticato che lo stesso serviva per noi, il suo olio essenziale è un buon antimicotico, utile nel caso di zanzare e nello shampoo contro i pidocchi e contiene anche piccole quantità di antibiotico... per niente conosciuta anche come Calendula messicana.

Quindi non poteva mancare la Calendula, Calendula officinalis, le incredibili proprietà lenitive sulla pelle dell'oleolito, fatto con le sue corolle arancioni, specie nei bimbi piccoli per le dermatiti da pannolino, ma anche l'infuso, un casalingo rimedio per regolarizzare il ciclo e da qui il suo nome popolare "oro di Maria", mentre quello di Calendula pare sia dato dal fatto che fiorisce quasi tutto l'anno il primo giorno di ogni mese


Fra le annuali, insieme sempre presenti Astri, Zinnie, Cosmee, Gladioli, Dalie, Violaciocche, Bocche di Leone, e Garofani, e Fucsie chiamate qui Orecchini della Madonna, che se non erano famosi per le proprietà curative, con le corolle variopinte, attiravano le api e nel caso della Zinnia pare fosse il fiore della risata, sicuramente per i colori accesi che mettono allegria anche a guardarla

Alte e preziose quelle che mia nonna chiamava Bismalva, l' Althaea rosea, in varie sfumature dal bianco al rosso scuro passando per il classico colore rosa, con le stesse proprietà più o meno della cugina malva

e il Giglio di Sant'Anna, l'Hosta plantaginea a formare bordure con le foglie enormi e il fiore bianco profumato


E a protezione della casa il così detto Guardiatrun, Sempervivum tectorum, non poteva mancare sui nostri tetti, vivendo del nulla, quella poca terra trasportata dal vento che si attaccava alle ciappe (ardesia), l'acqua che pioveva e sfidando gelo e neve proteggeva la casa dai fulmini e da temporali.

Dalla casa di mia suocera, negli anni '70, ne tirammo giù uno intero che misurava più di un metro quadrato, ma... serviva anche per i calli, specie quelli fra un dito e l'altro. Una foglia tritata grossolanamente posizionata e tenuta in loco con una fasciatura dava sollievo e favoriva la scomparsa del callo e tanti la conoscono come Erba dei calli.

Tutte piante e fiori rustici, semplici, di poche pretese, non bisognosi di particolare accudimento, come poco tempo avevano le donne di un tempo da dedicare al giardino.

Spesso le fanciulle li usavano per adornare gli altari delle chiese delle nostre campagne, ricordo ancora, le domeniche sul piazzale, prima di messa le comari a scambiarsi pezzi di rametti, bulbi e semenze: - Maria ti ho portato la semenza di zinnia, ce l'hai le tagete da darmi?...-

Cose di un tempo, giardini perduti, informazioni scambiate di bocca in bocca, nomi dati per associazione alla forma o al sollievo che procuravano... niente wikipedia... niente blog ... niente social ... ma tanta condivisione.

Nei giardini dei ricchi c'era, magnifica, la Peonia ...



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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un Manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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