Il Blog di Lella Canepa

NATALINI, I MACCHERONI DI NATALE IN LIGURIA


maccheroni natalini del Pastificio Dasso


Nö ghe raxön, ne scûsa;

Coscì và faeto e s’ûsa,

Pe antiga tradiziön.

Minestra: ö natalizio

Tipico maccarön,

Chêutto c’ûn pö de sellao,

Ne-o broddo de cappön.

Questo ö lé de prammatica,

Nö sae manco Natale,

Se ûnn-a minestra uguale

A fösse eliminâ.

Niccolò Bacigalupo


Ho già accennato qui >>>È Natale ... a questo formato particolare di pasta che non si trova fuori della Liguria.

Si tratta essenzialmente di grosse penne lisce lunghe tagliate in sbieco, che ormai solo pochi pastifici fanno e di solito venduti come pasta secca in pacchi, nello scaffale della pasta appunto.

La tradizione, che potrete leggere in tantissimi altri articoli sul web, li vuole cotti come primo piatto nel pranzo di Natale, che iniziava nel pomeriggio, in un brodo di sbira, la trippa, nel quale si era fatto cuocere, se si era ricchi, un cappone, della carne di manzo e delle palline di salsiccia.

Più prosaicamente finivano nel brodo della Cima qui>>> che si sarebbe mangiata magari il giorno dopo.

Verso Savona si aggiungeva del cardo e venivano chiamati " e gambe du bambin".

Le trippe nel caso erano prima cotte in umido, anche solo insaporite in un soffritto di cipolla, sedano e carota, sfumate con vino bianco e fatte ben cuocere prima di essere aggiunte al brodo.

Nella mia infanzia i tentativi di mia madre di farceli apprezzare cadevano tutti nel vuoto, al di là del neppure supposto brodo di trippa, pure asciutti con il ragù non hanno mai incontrato il favore di nessuno in famiglia, e ogni anno ci toccava sorbire il predicozzo che "il bisnonno li ha sempre mangiati", bisnonno che aveva trascorso gran parte della sua vita in quel di Savona, l'altro quello del Maggiolo, beveva la tazza di brodo di trippa la mattina di Natale senza manco i maccheroni.

Scivolavano ovunque, non raccoglievano il sugo, in brodo non ne parliamo, chi riusciva a tirarli su con il cucchiaio? Ovviamente vanno cotti interi.

Il pacco anonimo di Maccheroni Lisci giaceva per mesi nella credenza fino a che non finiva alle galline.



Ma c'era un motivo ... non avevamo ancora capito che esistono i Natalini del Pastificio Dasso di Lavagna, e per fortuna mia un' amica me li ha fatti conoscere!

Roberta e Rossella Dasso insieme al padre li producono tutti gli anni nel periodo delle feste ed è una corsa per averli.

Sono una pasta fresca di semola e acqua che nulla a che vedere con quella secca industriale.

Buoni in brodo, eccezionali con il Tuccu qui>>> , cotti pochi minuti in abbondante acqua bollente, alla quale volendo essere ligi alla tradizione, si aggiunge una costa di sedano e poi scolati e conditi.