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Il Blog di Lella Canepa

AGLIO ORSINO

Aggiornamento: 3 giorni fa

foto di A. Andreatta
foto di A. Andreatta

Quante ricerche fatte negli anni!

Prima di tutto mia madre che ne sentiva parlare senza averlo mai trovato e poi io che speravo sempre di imbattermi in una prateria profumata di fiori bianchi.

Poi un giorno, l'amico dal quale rubo tutte le foto, ne pubblica una proprio di aglio orsino e subito chiedo:

-Ma dove lo hai trovato, per piacere?-

-In Val d'Aveto, scendi dalla macchina entri nel bosco e lo trovi...-

Quasi quasi non volevo credere... e comunque dove? a caso?

L'anno scorso, sempre il fortuito incontro con Sara, verso fine aprile, andiamo con lei ad assaggiare i prodotti di Manuela Casaleggi, >>> in quel di Rezzoaglio, e lei insieme ci serve un pesto di aglio orsino.

-AGLIO ORSINO?- dico io ma dove è 'sta benedetta pianta?

Quasi le otto di sera e mi porta a due passi, sulla riva dell'Aveto, nella prateria che tanto avevo sognato di trovare.

Non sto qui a raccontare di nuovo cosa è successo dopo, giornate intense di raccolta e riconoscimento.



Appunto il riconoscimento, anche se capitando in un posto così sembra impossibile non capire qual'è, ma

QUESTA ERBA PUÒ ESSERE CONFUSA CON ALTRE VELENOSE MORTALI che si possono trovare insieme, vicine

Con ordine:

L'Aglio orsino o ursino e l'Aglio serpentino o vittoriale sono gli unici ad a vere le foglie così, grandi a lancia, mentre tutti gli altri Allium le hanno strette e lunghe.

L'orsino, a differenza di quanto credono in molti, si trova in tutta Italia, meno la Sardegna, anche a quote bassissime fino a 1400mt.

Quello vittoriale, che ha il fiore diverso, solo in alcune regioni del nord da 1400 mt. in su, entrambi nei boschi ombrosi e umidi di latifoglie, diffondendosi in prati profumatissimi, ed è limitata la raccolta.

Le foglie sono morbide, lanceolate e con UN LUNGO PICCIOLO, con una nervatura centrale importante che fa sì che la foglia girandola assuma l'aspetto di una "carena".

Si alzano dalla base, seppur inizialmente fasciate insieme, ognuna poi con il suo bel picciolo lungo.


foglia di Aglio ursino
foglia di Aglio ursino

Queste sono le caratteristiche principali che lo distinguono per esempio dal mughetto, che può non essere mortale, è però molto tossico e si corrono comunque rischi seri.

La foglia del mughetto molto simile nella carenatura anche se non così pronunciata, ha un picciolo più corto e che rimane fasciato, di solito sono due insieme, e ha nervature più visibili in controluce.




Foglie di Mughetto, a due, amplessicauli, cioè abbracciate a due a due
Foglie di Mughetto, a due, amplessicauli, cioè abbracciate a due a due

AGLIO ORSINO MUGHETTO


Più pericolosa, molto di più, la confusione con le foglie di colchico, Colchicum autumnale, contenenti la colchicina, un alcaloide del quale pare ne bastino 7mg per provocare la morte.

La foglia è profondamente diversa, più carnosa, di un verde più scuro, leggermente carenata e soprattutto NON HA PICCIOLO, cioè spunta da terra in primavera, senza fiore, in un fascio insieme alle altre.

Perché si possono confondere?

Perché condividono lo stesso habitat e spesso, anche da chi lo conosce bene, viene commesso l'errore di raccogliere l'aglio orsino a mazzi con forbici o falcetti, senza controllare foglia per foglia, come è successo qualche anno fa.

E qui mi tornano in mente le parole di mia madre, quando andavamo per erbe insieme anche ad altre amiche, delle quali lei non sapeva bene le conoscenze.

Tornate a casa prendeva TUTTE le erbe di tutti e diceva:- Oua, me l'ammio tutte mi, unna pe unna-

-Ora me le guardo tutte io una per una - e controllava.

Un altro errore è quello di fidarsi dell'odore.

Le foglie di colchico e di mughetto non profumano di aglio o cipolla, ma quando si capita in un posto come sopra e si raccoglie foglie di aglio dopo un po' le mani, l'aria intorno, tutto sa di aglio e ci si può ingannare.



Purtroppo non è stato difficile trovare anche tanto colchico, non lontano dall'aglio, anzi.



Le foglie sono più carnose, di un verde meno brillante, più a punta e soprattutto non è presente il picciolo.


Non esiste antidoto per l'avvelenamento da Colchico, sono riportate dosi da 7mg per provocare la morte.

Non è così facile incontrare dei mughetti in un bosco ma può succedere, più facile che sia mescolato a qualche pianta di colchico.

Ripeto come sopra, spesso nella smania di raccogliere, si taglia tutto senza controllare attentamente foglia per foglia, se ha il picciolo, se nasce da sola e non fasciata ecc. ecc.

Se in primavera la foglia può essere scambiata per aglio ursino, in autunno il fiore è confuso con lo zafferano selvatico, del quale avevo già parlato qui>>>FIOR DI ZAFFERANO...

Per far capire quanto è facile trovarlo in mezzo ho estrapolato questo video utilissimo, in attesa di farne uno mio.

Chiedo scusa a Giulio >>>giulio_officinalis per questo, ma volevo far vedere il video anche a chi non ha Instagram, metto comunque la sua pagina in modo che si possa vedere per intero.

Appena mi riuscirà farò un video mio.



fiore di aglio orsino - foto di A.Andreatta
fiore di aglio orsino - foto di A.Andreatta

Dell'aglio orsino si mangia tutto, foglie, fiori, semi, bulbo.

Gli usi sono quelli di un aglio ma più delicato, le proprietà anche quelle simili.

Il suo nome pare derivi dal fatto che gli orsi, destandosi dal letargo seguissero l'odore per trovarlo e cibarsene per depurare l'organismo.


foto di Actaplantarum
foto di Actaplantarum

Non sono ancora molto abile con le ricette, sto sperimentando.

Non sono andata oltre un pesto, foglie pulite frullate con mandorle o pinoli, ma anche noci, in olio extravergine, poco sale, che ho messo su tartine di pane nero.

O un burro montato aromatizzato e qui si possono usare anche i fiori, o l'olio semplicemente aggiungendo foglie ad un olio di vinacciolo se lo volete leggero ma anche un buon olio di oliva.

L'olio è utilizzato tanto sul pesce, sulle insalate.

Sto provando un sale, con foglie tritate grossolanamente, mescolate a sale marino e poi fatto asciugare.

L'anno scorso ho lasciato i semi in aceto per un giorno e poi li ho messi in olio, e sono stati molto apprezzati.

Quest'anno perfezionerò le ricette.

Certo deve comunque piacere il gusto di aglio e di cipolla, che pur essendo più dolce e più digeribile quello è.



Visto la tanta curiosità che c'è intorno a questa pianta, non tanto conosciuta e usata da queste parti, ho deciso d'accordo con il comune di Santo Stefano D' Aveto e con l'Ente Parco, di fare una giornata di riconoscimento e raccolta consapevole,  la presentazione,di qualche ricetta, con la presenza di Linda Enrica Sacchetti, biologa nutrizionista che ne spieghi le proprietà .

La giornata sarà il 26 Aprile, durante la passeggiata, breve e in piano, si avrà modo di osservare tutta la natura circostante, e di valutare eventuali anche altre erbe commestibili che si possono incontrare.

La giornata inizierà con l'appuntamento 9,30- 10 dei partecipanti alla passeggiata presso la Sala Multimediale in piazza R.Pareti Viale E.Razzetti,1 di Santo Stefano d'Aveto, dove saranno mostrate dal vero le caratteristiche di tutte e tre le piante per capirne le differenze e sarà consegnato un'Erbaria di Erbando, quella specifica dell'Aglio Orsino dove applicare le tre foglie vere, che poi ognuno porterà a casa.

Si partirà quindi per la passeggiata. Per la partecipazione si richiede un contributo all'Associazione Erbando di 15€ e la prenotazione obbligatoria al numero 348 618 9707 SARA

Al ritorno, a entrata libera, sempre nella sala multimediale, qualche ricetta e consiglio per l'uso in cucina e qualche piccolo assaggio.

Alle 15 la biologa nutrizionista Linda Enrica Sacchetti ci illustrerà le proprietà nutrizionali dell'Aglio Ursino e ribadirà le differenze fra le varie piante.

Alle 16,30 altra passeggiata come al mattino con prenotazione obbligatoria al 348 618 9707 SARA

Qui sotto dove andremo a passeggiare, diciamo che siamo sicuri che c'è




Sara Diana di "C'era una volta b&b" qui>>> vi aspetta con la sua accogliente e calorosa ospitalità.











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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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