Il Blog di Lella Canepa

LA BETONICA


Mangia fiori di rosmarino e di betonica perché la tua memoria si rinvigorisca


Stamane mentre andavo nell'orto, vedo stagliarsi orgogliose sul poggio vicino al sentiero, una bella proda di Betoniche, mannaggia! vado nell'orto un giorno sì e uno anche e non l'avevo ancora viste.

Prima ancora di pensarci, l'ho raccolte in tutta fretta, ansiosa di riuscirci prima che qualcun altro tagli il fieno anche qui e io possa perdere l'occasione di parlarne e conservarne un po'.

Parlarne, anche se in effetti dopo tanto aver letto e saputo su questa pianta, non è che ho avuto molte occasioni di usarla, se pure non sono state provate tutte le virtù che le davano nell'antichità, qualcosa è rimasto, ma non è tra le erbe più usate in casa mia, sempre per quella strana prudenza e diffidenza ad insegnarci erbe che potevano anche fare male, chi sapeva come e quanto non c'è più e non abbiamo fatto in tempo ad imparare.



Nel mondo botanico questa è una delle Stachys, la officinalis penso, delle Stachys fa parte anche la famosa Erba stregona o erba della paura, la Stachys recta, pianta definita magica, che veniva usata per sedare l'ansia e appunto togliere la paura, ma sono due piante diverse.

Questa comunemente chiamata Betonica o Bettonica ha i fiorellini rosa porporini simili a bocche spalancate, che si raggruppano in una spiga in cima allo stelo ritto dove sono presenti anche foglioline graziosamente dentellate a cuore allungato.



Se sei ammalato vendi tutto quello che hai e comprati la betonica


Nell'antichità appunto era ritenuta l'erba che curava 47 malattie, da Egizi, Romani, coltivata poi nei giardini dei conventi, e perfino come protezione vicino ai cimiteri, tanto da far dire "avere più virtù dell'erba betonica" fino ad arrivare a "sempre a mezzo come la betonica" quasi in tono dispregiativo.

In Irlanda dove copre le brughiere insieme all'erica, è chiamata lus beatha, “pianta della vita”, e si dice che per quante pinte di birra possa bere un uomo, se tornando a casa mastica uno stelo di betonica strappato, non tagliato! basta a far digerire la sbronza... chissà ...

Oggi tutti questi usi non sono stati confermati scientificamente e soprattutto, nonostante sia ritenuta un'erba commestibile, con odore e sapore amaro, con i fiori si facevano marmellate, l'uso della radice può provocare il vomito e la diarrea, ed è assolutamente sconsigliato senza consiglio esperto.

Una certa prudenza anche con le foglie in tisana, sempre senza esagerare.



Perché quindi raccoglierla? se c'è una cosa che mi piace delle erbe sono gli usi, oltre che medicamentosi e commestibili, magici o ritenuti tali. Quelli che so per certo che se non fanno bene, male non fanno di sicuro, quelli che tentar non nuoce e con la Betonica in questione come potrei non aver foderato il mio cappello di steli fioriti di quest'erba, con l'aggiunta di qualcuno di lavanda come consigliato da tutti i vecchi manuali, contro il mal di testa e per proteggere il cervello?



A dire il vero le uniche proprietà che le sono riconosciute scientificamente sono proprio quelle verso mal di testa e raffreddore, le foglie secche polverizzate provocano starnuti facendo sì che si liberino le vie aeree e forse anche la testa e come dicevo, pochi grammi in tisana, proprio per mal di testa ostinati.

Venivano, le foglie secche, anche aggiunte al tabacco da fumare per disintossicare l'organismo e ci sono studi per arrivare a contrastare con questa erba il tabagismo.

È un'altra erba per i cuscini profumati qui >>> DEI CUSCINI PROFUMATI E FATATI e per gli amuleti, ed è pianta tintoria, sempre in Irlanda è usata per dare il bruno dei disegni dei maglioni a jacquard.




Per tutte le cose dette sopra non è facile trovarla nei moderni testi di erbe medicinali, solo nei libri un po' datati, e forse non in tutte le zone è ricordata, in molti posti è caduta nel dimenticatoio, dopo tanti secoli di fama resistono i detti: - sempre a mezzo come la betonega - e tutto sommato mi sembra proprio l'erba adatta a me che voglio sempre saper tutto, mi intrigo di tutto, racconto tutto a tutti, proprio una betonica mi sembro ... e quindi come potevo io resisterle oggi quando me la sono vista lì che mi chiamava?


Quelli che sanno tutto, che fanno tutto, che si cacciano dappertutto,

e che hanno faccende con tutti si diceva: conosciuti come la Betonica

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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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