Il Blog di Lella Canepa

DEL FUMIGARE E DEI MAZZETTI ODOROSI


Tanto difficile scrivere questo post che non trovavo nemmeno il titolo giusto.

Quello di cui vorrei parlare, come già l'anno scorso, sono dei mazzolini di erbe profumate, semplicemente così... l'uso che poi ognuno vorrà farne sarà a discrezione personale, se tenerlo come profumatore, antitarme, o bruciare per accoglierne i fumi purificatori.

Che il personalissimo senso dell'olfatto sia sensibile più a questo o quell'altro odore è conosciuto, il neonato nei primissimi giorni di vita ha solo quello per orientarsi, che arrivando al cervello provochi questa piuttosto che un'altra reazione pure, anche se nascosto bene e abbastanza sopito, abbiamo ancora un "naso sessuale" capace di riconoscere i ferormoni e la reazione implica le relazioni sociali di un individuo.

Quindi un'erba che emana particolare profumo con particolare proprietà sono convinta abbia sull'organismo un qualche effetto, se accesa e lasciata bruciare lentamente ancora di più.

Questa pratica è conosciuta e professata da sempre e chiamata fumigazione o smudging.



Da tempo immemorabile in Oriente si usava bruciare incensi e "ascoltarne" il profumo, in Giappone 1200 anni prima di Cristo con la cerimonia del Koh-do, nei rituali religiosi poi, Induismo, Buddhismo, anche se inizialmente usato come repellente per gli insetti.

Nell'Islam, la Moschea deve essere sempre profumata e il Profeta sosteneva che guariva le sette malattie.

Nelle culture indigene dei Nativi Americani era in uso la fumigazione con particolari incensi e erbe, la Salvia apiana o Salvia Bianca in primis, per provocare negli sciamani una sorta di trance, per purificare gli ambienti e favorire guarigioni.

In Occidente arriva tardi e tutti ma proprio tutti conosciamo la più famosa delle fumigazioni: quella nelle chiese con l'incenso, che non solo favorisce un'atmosfera favorevole alla preghiera, ma disinfettava l'ambiente e i pellegrini che spesso arrivavano non proprio puliti e in splendida forma.



Il più conosciuto incensiere è il Botafumeiro di Santiago di Compostela, che ho avuto il piacere di vedere in azione, il cui scopo era proprio quello di far calare sull'enorme massa di pellegrini una nube di fumo di incenso per disinfettare e togliere il maleodore che gli stessi emanavano.

Il più famoso ma non il più grande, il più grande è in Italia, a Cava de' Tirreni, 1,60 m di altezza per 70kg. caricato con 13 kg. fra incenso e carbone.

Per fare un esempio, come incenso oggi, fra gli altri, viene spesso considerata la Boswellia sacra, pianta dalla quale viene estratta una resina che essiccata è uno degli incensi più conosciuti, attualmente io di un'altro tipo di Boswellia sto assumendo il principio attivo in capsule per lenire dei dolori articolari, quindi non mi riesce difficile immaginare come anche i fumi possano provocare uno stato di benessere, chissà ...

Diventato proprietà esclusiva della chiesa, e il sapere di erbe sapere di streghe, il fumigare non è stato mai troppo accolto nelle case, se non con la sua riscoperta in correnti tipo New age e simili, quando si è diffuso un poco di più l'uso di purificare ambienti e persone (l'aura) con fumo di erbe e incensi.

Chi aveva la fortuna di viaggiare queste cose invece le conosceva bene.

Di fatto ci si è limitati a inventare profumatori, candele profumate, diffusori di oli essenziali e simili con la scusa di "profumare" l'ambiente.

E da qui il mio entrare con passo felpato nell'argomento, io che quando mia madre parlava di aura ridevo e la prendevo in giro, che quando tornava dalle lezioni di yoga e parlo dei primi anni '70, accendeva stick solo se mio padre non era nei dintorni...

Ed è per questo che, ora, ho imparato a rispettare le opinioni di tutti, se volete fare i mazzolini, se volete affidare un intento mentre li fate, se volete bruciarli, se volete fumigare casa o semplicemente tenerli così, sono tutte cose vostre.


Mazzolini di erbe ne ho fatto tanti da sempre, da mettere nei cassetti, negli armadi, e anche da accendere poi, solo tardi ho scoperto che vengono chiamati smudge e che esisteva tutta una pratica ben precisa dietro il semplice accendere anche solo qualche foglia di alloro, come ho sempre fatto con estrema leggerezza.

A grandi linee uso le erbe che ho sottomano, non posso avere la Salvia bianca o il Palo santo a meno che non li ordino su internet o li compero in erboristeria, preferisco usare quello che ho, l'intento ce lo metto tutto.

Raccogliere personalmente le erbe fa già parte del rituale e ricordarsi di raccogliere solo ciò che serve, non di più.

Posso fare mazzolini con una sola erba, appunto Alloro preziosa erba protettiva che veniva appesa nelle camere dei malati e un ramo in cucina seda i litigi in famiglia, la Salvia ha il nome con sé, non serve dire altro salva e dona energia, stessa cosa la Lavanda, lava via, che disinfetta e rilassa è noto, il Rosmarino, già lo bruciavano i Romani nei templi, incredibili e riconosciute proprietà antibatteriche, Timo pure, Artemisia una delle erbe più potenti bruciata nei rituali, rinforza la psiche e cancella le negatività, l'Achillea presente da sempre in tutte le parti del mondo, Melissa per dare gioia e Elicriso e Verbasco per respirare meglio, Ginepro se riesco a trovarlo e via così.

Preferisco unire più di un'erba, mettere qualche fiore per ingentilire il tutto, ma sempre Rosmarino Alloro Salvia e Achillea ora anche Artemisia.

Se proprio voglio unire un tocco esotico, aggiungo un pezzo di cannella, conosciuta come un potente afrodisiaco, il cui profumo bruciando pare crei armonia.


I rametti scelti, mi piace in numero dispari, li accorcio tutti alla stessa misura tra i 10 e i 20 cm, li faccio parzialmente essiccare, perché poi legati stretti essiccano più faticosamente, ma si possono unire anche freschi.

Compongo, lasciando quasi sempre per ultime le foglie di Salvia più morbide per fasciare il tutto e con un filo naturale, io uso quello di ortica, ma va bene anche canapa, lungo circa quatto volte la lunghezza dei tralci, piegato a metà intreccio e lego in maniera stretta. Oppure lego più volte o con un filo vado avanti e indietro.


Messo ad essiccare all'ombra lo uso poi come preferisco, nei cassetti, nell'armadio...

Se voglio bruciarlo per sprigionare tutte le energie che possiede, una volta rassettata casa, cambiato aria agli ambienti, ne accendo uno, lascio che inizi la combustione, soffio per spegnere la fiamma e posato in un contenitore adatto, tradizionalmente una conchiglia, ma va bene anche un qualcosa che non bruci, lascio che consumi senza fiamma. A volte è necessario ripetere l'accensione.

I veri rituali di fumigazione vanno ben oltre queste miei semplici gesti e informazioni, ma lascio a discrezione personale l'approfondimento verso chi ne sa senz'altro più di me. A me basta così.


Non ho voglia di scrivere versi: Dunque accendo un incensiere, Vi lascio ardere mirra, gelsomino e incenso E i versi sbocciano nel mio cuore Come fiori in un giardino

Allievo di Hafiz - XV secolo

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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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