Il Blog di Lella Canepa

LAVANDA


"...E intanto nell’ombra dei loro armadi

tengono lini e vecchie lavande..."

Genova per noi

P. Conte



Ero davvero indecisa se fare il post sulla Lavanda, troppe cose da dire, troppi ricordi da narrare...

Il profumo di Lavanda, lo Spigo, come lo chiamava lei, ha accompagnato la vita di mia madre da sempre, fino all'ultimo momento, quando voleva due gocce di olio essenziale sul polso... e per me rimarrà lei e quel profumo un legame inscindibile.

Ha trasmesso a me l'amore per quell'odore, non posso concepire di aprire un cassetto del comò, un'anta dell'armadio e non sentirne uscire la fragranza.

Intanto di Lavanda (da lavare, anche se qualcuno dice da "livendulo" colore livido), ne esistono diverse varietà, proprio tante.

Ho avuto occasione di vederle in Provenza l'anno scorso in un orto botanico dove c'erano tutte, ma mamma riconosceva la "sua lavanda" e con la sua consueta inconsapevolezza sapiente, che si basava su nessuna conoscenza botanica, rispondeva a chi le proponeva piantine o oli essenziali sospetti: -no,no, questa non è la vera lavanda.

Ad esser sinceri aspetto che arrivi anche a me quell'istinto... Diciamo che riesco a dire questa mi piace, questa no.

Mettendo insieme alcune informazioni, credo di aver capito che lei voleva Lavanda appartenente alle tre varietà più pregiate: la Lavandula latifolia, dalle foglie un poco più larghe delle altre e fiori grandi, la Lavandula officinalis che può essere molto alta, con i fusti quadrangolari e le foglie più grigio verdi, e la Lavanda angustifolia, il nome "angustifolia" deriva dalla forma stretta delle sue foglie, argentee alla base della pianta, e quindi da queste identificabile:

Sono le più pregiate, che rendono meno in olii essenziali, per ottenere un litro di olio essenziale servono 130 kg di fiori, che però conserva tutte le proprietà medicinali.

Secondo me queste tre sono riconoscibili anche dal punto di colore, appunto lavanda e dall'odore particolare, unico, che non dà fastidio, come invece più penetrante e canforato quello di altre specie, o inesistente.

Alla fine degli anni '50 l'industria del dopoguerra, in pieno sviluppo, cominciò a chiedere sempre più olio essenziale da essere utilizzato nei prodotti detergenti così da queste tre cultivar fu "creato" un ibrido, il cosiddetto Lavandino.

Di questa varietà bastano 40kg di fiori per ottenere un litro di olio che perde però gran parte delle proprietà e non può essere usato per scopi medicinali, solo come profumatore e trova impiego anche dai pittori per diluire i colori, specie dai ceramisti.

Il Lavandino, si distingue per avere tre steli ogni tralcio e una colorazione più intensa, è quello usato in Provenza, specie a livelli più bassi, per i famosi campi blu che si vedono in tutte le fotografie.

Nella foto gli altopiani verso Sault

In Provenza si narra che la fata Lavandulina passando di lì e vedendo i campi della sua terra incolti pianse e dai suoi occhi blu caddero lacrime color lavanda che si sparsero su tutto il paesaggio... da quel giorno la Provenza è coperta di Lavanda e le ragazze bionde di quei paesi hanno tutte gli occhi blu-viola ...

Una volta veniva raccolta nel grembiule e "a grembiule" veniva pagata.

Consiglio a chi volesse andare, di arrivare almeno fino al paesino di Sault, dove sul plateau de Sault e il plateau d’Albion è coltivato il 70% della vera Lavanda angustifolia .

lavanda stocheas

Poi ne esistono tante altre, la Lavanda stocheas per esempio, anch'essa ricca di proprietà, con la quale i Romani facevano lo Sticadore , un preparato medicinale per curare crampi e nausee.

Per un certo periodo ne ho avuta anche una pianta bianca, dall'odore particolarmente canforato.

Le Proprietà... quanto tempo avete per leggere tutto?

Si dice che crescesse nel giardino dell'Eden e che Adamo ed Eva ne portassero via un rametto quando furono scacciati...

Da tempo immemorabile è usata per disinfettare, lavare, profumare.

Gli Egizi già facevano largo uso del suo olio essenziale, e così Greci e Romani, Inglesi e Francesi e ogni medico antico da Dioscoride a Avicenna ne ha descritto gli usi, fino a Renè Gatefosse, padre dell'aromaterapia, che bruciandosi nel suo laboratorio, istintivamente mise la parte ferita dentro l'olio essenziale di lavanda trovando sollievo e guarigione pronta e riportando così in auge i poteri curativi di questa pianta.

Per esperienza, purtroppo personale, posso dire che tanti anni fa le garze di Fitostimoline che usai per una bruciatura terribile di mio figlio, erano imbevute fra gli altri ingredienti, anche con estratto lavanda.

Di recente ho visto che fra gli ingredienti non c'è più.

Intanto va cercato il vero olio essenziale della vera lavanda, e dico così perché essendo uno dei più usati è anche il più contraffatto, a parte trovarlo di Lavanda angustifolia o silmili, spesso viene sofisticato (già anticamente si sostituiva con il terebinto) o addirittura ottenuto sinteticamente che la Lavanda non l'ha nemmeno vista.

Per una prova empirica basta metterne una goccia su un foglio di carta, dovrebbe allargarsi e nel giro di un giorno non lasciare traccia, mentre con un olio artefatto la macchia e l'odore rimangono.