Il Blog di Lella Canepa

PASQUALINA E CAPPUCCINA

E quindi ci siamo: è l'ora della Pasqualina... se non ora quando?

È tutta la settimana che cerco le parole per affrontare la diatriba pasqualina, ..cappuccina,... di bietole,... di prebuggiun,... di carciofi,... con la ricotta... con la presinseua...

Come al solito dirò quello che so, cioè quello che ho sempre visto fare.

Intanto occorre precisare che trattasi di torta salata di verdura, la Regina di tutte le torte di verdura liguri.

Studiando l'argomento pare che si debba chiamare Torta Pasqualina solo quella fatta con le erbe, separate dalla prescinseua, tutto racchiuso in mezzo a un numero importante di sfoglie.

Così dice tale Lando che nel suo “Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevano”, intorno al 1500 la assaggiò, la descrisse e ne rilasciò codesta recensione: -A me piacque più che all’orso il miele-.

Dicesi invece Cappuccina quella dove le verdure e la ricotta o prescinseua sono mescolate a formare l'impasto racchiuso fra le sfoglie.

Pare che quella con i carciofi non si debba chiamare Pasqualina ma più banalmente Torta di Carciofi.

A casa mia quella con i carciofi era la versione ricca di Pasqualina, giusto quella elegante di Pasqua. La versione con le erbe era più facilmente riservata alle scampagnate di Pasquetta.

Ricotta o Prescinseua? Se si vuole seguire la tradizione Prescinseua, se non piace l'acidino di questa potete provare a farvi la mia versione di Prescinseua (qui>>>) fatta in casa o usare la ricotta.

Per me poi come verdura considero solo il Prebuggiun (qui>>>) anche se la ricetta tradizionale la dà con le Bietole.

L'unica onnipresente, la Maggiorana(qui>>>)

Per far contenti tutti non mi rimane che farle tutte e quando ho voglia di divertirmi le faccio in monoporzione.


La sfoglia non è altro che farina, acqua, sale e olio.

Una pasta matta che se fatta con la farina Manitoba riesce più maneggevole da stendere.

Pasta matta la definì l'Artusi :

Sotto ne basta una o due, sopra invece si parla di 33 strati come gli anni di Gesù Cristo... io sono arrivata a 20 e non lo farò mai più.

Certo non va mai usata la pasta sfoglia.

Dunque per primo mi preparo la mia Prescinseua (qui>>>

Preparo, con il robot, la pasta matta per le sfoglie: farina Manitoba, olio, sale, fino a formare una palla

Faccio cuocere le erbe del Prebuggiun, passo i carciofi tagliati a fette in padella con olio, e bollire le bietoline

Preparo distinti i ripieni:

carciofi passati in padella con olio, mescolati a ricotta, parmigiano, uovo, maggiorana, sale

Prebuggiun, parmigiano, olio, sale

passo le bietoline in padella con un poco di cipolla tritata

Tiro la pasta sottile e preparo le mini teglie (della misura di una crostatina) con le sfoglie sotto, ne metto una poi la ungo per bene e poi un'altra, ungo e poi un'altra, almeno tre

Passo a riempire, sopra a ognuna in un incavo formato con il cucchiaio poso un ovetto di quaglia, lo condisco con sale, pepe, formaggio e un pezzetto di burro.

Le prime con i carciofi e la ricotta mescolati

Altre con il prebuggiun, sopra la prescinseua e l'ovetto:

Altre con bietole e prescinseua e l'ovetto:

qualcuna con betole e ricotta mescolata, insomma per tutti i gusti.

Chiudo con la prima sfoglia, la ungo con il pennello (ricordo mia madre, con mano leggerissima con la piuma di gallina)


Poso la seconda sfoglia, premendo ai bordi e lasciando una piccolissima apertura quanto basta per passare una cannuccia e soffio


Tolgo velocemente la cannuccia e chiudo, ungo e metto un'altra sfoglia, risoffio e richiudo e riungo, e così fino a che ne ho voglia.

È necessario ungere le sfoglie, una a una perché non attacchino e rigonfino in cottura

Inforno a 180° fino a doratura della superficie.

Così ora sono tutti contenti carciofisti, bietolari e erbetticoli...

Come segnaposto per la tavola di Pasqua sono bellissime e buonissime.

Però dai, la faccio anche grande

BUONA PASQUA A TUTTI!

Condividi il post! e poi torna, troverai esperienze interessanti.


Se vuoi, puoi iscriverti alla news letter cliccando qui>> per non perderti nessun articolo.


Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un Manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>

Tutti gli usi alimurgici o farmaceutici indicati sono a mero scopo informativo, frutto di esperienza personale, declino ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.


Post in primo piano
L'erbando del giorno
Categorie
Archivio
Seguimi
  • Facebook Social Icon
Post consigliati