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Il Blog di Lella Canepa

CANESTRELLI DELLE PALME

Aggiornamento: 7 apr 2025



Ricordi vaghi d'infanzia, questo dolce fatto ad anello, che nonna mi comperava da attaccare al palmiere da benedire, bello con tutte le codette o la mompariglia colorate, e un uovo chiuso sotto un incrocio di pasta, ma non mi è mai veramente piaciuto il gusto, l'odore di anice mi infastidiva, ricordo anche un impasto duro non particolarmente dolce.

Non li ho più rivisti ultimamente, come una volta dal panettiere o nelle pasticcerie e andando avanti con l'età ciò che mi parla d'infanzia è tutta nostalgia, persino le cose che allora non mi piacevano.

Da anni volevo provare a farli, ma a dir la verità non ricordavo nemmeno se "canestrello" fosse il nome giusto, figuriamoci la ricetta.

Domenica ho provato così a occhio e mi è uscito una cosa simile a quel ricordo, molto morbida, come volevo io, per l'uso che dovevo farne e cioè unirli ai palmieri che ho confezionato per la casa di riposo.

Tutto sommato, vista l'accoglienza calorosa, li ho rifatti oggi, cercando di quantificare le dosi degli ingredienti.



Ho preso:

  • 250 gr. di farina Manitoba

  • 50 gr. di zucchero semolato

  • mezza bustina di lievito secco a lievitazione naturale (tipo Mastro Fornaio)

  • 40 gr. di burro morbido

  • un tuorlo e un uovo intero

  • 120 - 150 ml di latte

  • anice o finocchietto macinato a piacere, o un cucchiaio di sambuca o aroma anice, per quanto mi riguarda il profumo della mia infanzia è quello dei semi di anice che ho trovato al supermercato

Per decorare

  • ovetti di quaglia

Dopo la cottura:

  • mompariglia o codette colorate

  • poco sciroppo di zucchero e acqua per attaccare



Ho impastato farina, uova, zucchero, lievito, aroma nel robot a velocità media per qualche minuto aggiungendo il latte fino ad avere un impasto morbido e appiccicoso.

Tolto con la spatola l'ho rotolato sulla spianatoia a fare una palla, che ho messo a lievitare dentro una ciotola, coperto, nel forno spento con la luce accesa.




Quando è lievitato bene, circa un'ora e mezza dopo, ho rimesso sulla spianatoia e ho formato dei filoncini che ho piegato a metà, intrecciato e chiuso ad anello.

È una pasta molto elastica da lavorare, che quasi lievita sotto le dita, bisogna arrangiarsi un po'.

Nella chiusura ho premuto un ovetto di quaglia crudo, fermandolo con una croce di pasta, aiutandomi con la punta di un coltello.

Questo perché li ho voluti fare piccoli, diciamo della misura di una tazza, si possono fare più grandi con l'uovo normale di gallina.

Con queste dosi ne ho ottenuto sei.

Probabilmente con un'altra farina non Manitoba, si dovrebbe farli nuovamente lievitare, ho preferito metterli direttamente in forno dopo averli lucidati sopra con un poco di tuorlo d'uovo sbattuto con un cucchiaio di latte.


Aggiornamento 2024

Ho scoperto un metodo antico per fare le ciambelle che fanno venire i canestrelli perfetti, anche se io li ricordo intrecciati.

Con la pasta lievitata formare delle palline, infilare il dito indice nel mezzo e ruotare velocemente fino ad ottenere la ciambella


Ho infornato a 180° statico fino a che non sono gonfiati bene e coloriti in superficie.

Come è successo per i primi anche questa volta sono lievitati tantissimo in cottura, tanto da raddoppiare, e sono venuti morbidissimi con un delizioso profumo di anice che ora apprezzo e per me davvero buoni.

Per quanto ricordo l'impasto di quelli della mia infanzia era molto più duro, quindi questa non sarà una ricetta come quella, farò indagini...





Fatti raffreddare ho messo in un pentolino due o tre cucchiai di zucchero con pochissima acqua per fare uno sciroppo con il quale ho spennellato i Canestrelli, che ho poi girato in un piatto fondo dove avevo messo le codette.

Pronti da attaccare con un bel nastrino rosso alla palma intrecciata.

Un piccolo tutorial per provare a fare anche il palmiere lo trovate a questo link (>>>qui)

La palma da lavorare si può acquistare nei garden o dai fiorai.





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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>



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