Il Blog di Lella Canepa

BURRO? Grazie, me lo faccio 😋

Nevica.

E’ novembre e un caldo autunno estivo è improvvisamente scivolato dentro a un inverno precoce.

Una singolare giornata per parlare di erbe (argomento più adatto alla primavera) ma poi, proprio solo di erbe Ti vorrò parlare?

In realtà il mio desiderio è di trasmettere ciò che ho imparato in questa mia ostinata vita in una campagna che purtroppo sta morendo, abbandonata per le più facili abitudini e le più redditizie occupazioni.

Mi rendo conto ogni giorno che passa quanto le nuove generazioni non avranno in nessun modo la possibilità di vedere ciò che ho visto io e non tanto per la mia età, quanto per i cambiamenti tecnologici e di costume che, come in nessuna altra epoca, sono avvenuti così rapidamente.

Uscendo da una civiltà prettamente contadina alla fine della guerra, quando sono nata io, sia uomini che donne ancora sapevano fare qualunque cosa fosse necessaria.

Si partiva quasi sempre producendo la materia prima per arrivare, spesso, con molta manualità a quello che serviva per la vita di ogni giorno.

 

abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento

(Franco Arminio)

 

Pur non rimpiangendo una quotidianità senza corrente elettrica, spesso senza acqua corrente, senza caldo a comando, senza medicine, senza informazioni globali, mi sembra che il saper fare non sia giusto averlo messo così presto da parte.

Comprensibilmente, le generazioni che si sono trovate sottomano quello che alleviava fatiche e risparmiava tempo, non hanno esitato e, ancor meno, hanno pensato fosse utile o necessario insegnarlo alle nuove.

Per fortuna mi capita sempre più spesso di trovare giovani che intuiscono ci sia un "modo diverso per" e ne hanno quanto meno curiosità di sapere e di provare.

Nella marea di informazioni che si possono trovare facilmente oggi su internet il mio intento è quello di trasmetterti come ho imparato e anche come ho cercato di trasformare le mie esperienze, in una maniera più fattibile per il giorno d’oggi.

Per iniziare ho scelto una cosa molto semplice, ma che ho scoperto rappresentare un mistero per molti e vedrai che tutto sommato si parlerà pure di erbe.

 

IL METODO ANTICO

Nella stragrande maggioranza delle case, una volta il latte veniva o prodotto o comprato direttamente dal contadino che lo produceva.

Per la produzione del burro casalingo veniva semplicemente messo in larghi piatti di ceramica, in un luogo fresco e coperto, quasi sempre quello della mungitura della sera.

L'indomani mattina il latte ovviamente intero, non omogeneizzato e non pastorizzato, aveva affiorato la panna.


Ed è proprio l’omogeneizzazione del latte (inventata alla fine del 1800 per renderlo più digeribile) che impedisce al giorno d’oggi la separazione del grasso dalle altre sostanze che lo compongono.

Di fatto i grassi tendono ad accumularsi verso l’alto mentre l’acqua verso il basso e questo impedisce a noi di comprare una bottiglia di latte ed avere dopo almeno 12 ore la possibilità di raccoglierne la panna.

Se hai l’occasione di avere del latte da un contadino puoi provare, altrimenti devi rassegnarti ad acquistare della comune panna fresca liquida (quella che di solito è vicina al latte al supermercato e con la quale si può fare anche la panna montata).

Se sei fortunata ed hai trovato il latte appena munto sistemalo in un piatto il più largo possibile per avere una superficie più grande possibile, coprilo, mettilo in un luogo fresco (va bene il frigorifero) e, dopo aver aspettato pazientemente (di solito dalla sera alla mattina), avrai la panna affiorata e potrai quindi raccoglierla pazientemente con un cucchiaio.

Nel frattempo dovrai procurarti un fiasco privato della "veste" e un ciuffo di Parietaria o Erba Vetriola (Parietaria officinalis L.).



Visto che si finisce per parlare di erbe?

La Parietaria, responsabile di tante allergie, è un’erba comune che cresce nei muri, commestibile, buona come gli spinaci per minestre o ripieni e che deve il suo nome di Erba Vetriola alla capacità di pulire bene il vetro.

Della famiglia delle ortiche è grazie lei che puoi attutire gli effetti di quest’ultime se ti sei punta, strofinando la parte lesa con la pianta.

Con l’assurdo svilupparsi di questa società allergica il suo uso è andato scomparendo.

In ogni caso ne devi raccogliere un po' e, dopo averne sciacquato un bel ciuffo, lo infilerai nel fiasco con un po' d'acqua e, scuotendo per bene il tutto, ne pulirai la superficie interna.


Una volta pulito bene il fiasco, con l’aiuto di uno stecchino devi togliere l’erba risciacquando il tutto per bene.


A questo punto metti la panna, tappa e agita attentamente per un po’ di minuti, che dipendono dalla quantità di panna usata.

Puoi aiutarti con un cuscino dove, con movimenti precisi, andrai a "sbattere" il fiasco.

Dopo qualche minuto comincerai a sentire il fiasco come "pieno", senza niente da sbattere dentro; in questa fase, se vuoi usarla, la panna è montata!



Insisti con determinazione fino a quando vedrai la parte grassa completamente separata dal siero.