Il Blog di Lella Canepa

FUNGHI, FUNGHI, FUNGHI

- Aspetta, aspetta un attimo che ci devo prendere l'oomia -

Se qua vivo, la colpa va tutta ai funghi.

La grande passione di mia mamma nel cercarli sperando di trovarli, ci ha portato in questa vallata tanti anni fa quando ero piccola piccola.

Erano anni quelli che in Alta Val di Vara il fungo porcino secco era una risorsa importante nella vita di contadini, che non avevano grandi coltivazioni redditizie a disposizione.


Erano anche anni che i funghi nascevano i grandi quantità per via dei boschi tenuti bene per un'altra risorsa, la castagna, e funghi di un'ottima qualità, facendo del fungo porcino della Val di Vara quello che era già ai tempi di Gioacchino Rossini, musicista, grande gourmet e gourmand, che solo i Porcini secchi delle suore Agostiniane di Varese Ligure voleva per i suoi piatti prelibati.


Quindi tramite amici comuni, mio padre e mia madre con me di tre anni, lasciata la moto ad Arzeno, si passò il Monte Biscia a piedi, per venire a trascorrere un fantastico mese di settembre in una casa isolata ai piedi del Monte Chiappozzo, senza luce elettrica, acqua corrente, ma circondati da boschi di castagno dove i funghi si vedevano dalla finestra.

Quell'anno, ho ancora le immagini in mente, oltre ai funghi del bosco di castagno vicini alla casa, il marito della nostra ospite, un b&b ante litteram quando non esisteva nemmeno la parola, andava e veniva dalla faggeta del Monte Zatta con la còrba in spalla piena di funghi.

Momenti indimenticabili, che abbiamo quasi rivissuto nell'ottobre del 1999, quando i funghi nascevano ovunque, anche uno sopra l'altro, e che mia madre per fortuna è riuscita ancora a godersi .

Non divenne mai una vera fungaiola, di quelli che ho imparato a conoscere dopo, quelli che i funghi li hanno nel sangue, che li fanno nascere mentre camminano, che intuiscono il momento giusto per andare nel posto giusto... ma si divertì sempre molto e ogni fungo trovato era un racconto.

Poi un giorno mio figlio, il primo, mentre eravamo a pascolare la mucca, a tre anni, allontanatosi di pochi metri vicino a un castagno, tornò con un porcino di quelli biondi con il gambo lungo, dicendo: - Mamma, cog'è quetto?-

Ecco, era nato il fungaiolo di famiglia.

Non mi dilungo a raccontare altro, ma da allora è stato tutto un crescendo.


Gli altri bambini a scuola facevano la settimana bianca, lui la settimana dei funghi.

Il vicino, Silvano, di La Spezia, (un nome una garanzia) fungaiolo vero ed esperto, che per scherzo lo portava con sé nei boschi, un giorno mi disse: - Non lo porto, più. Mi trova tutti i funghi lui.

O quando, a nove anni, mi telefonò dal ritiro spirituale per la prima comunione, dicendomi -vai nel tal posto, vicino alla tale capanna che stamattina dovrebbe esserci un fungo-.

Basta.

Se pensavate fosse un post per aiutarvi a riconoscere i funghi o a cuocere i funghi non sapevate che il fungo è come il pesce per il pescatore, mentre lo racconta diventa sempre più lungo.

Comunque per la mia tavola esistono poche specie di funghi e tutte riconoscibili con certezza.

Porcini, colombine, galletti, tiulli, prataioli, ovuli, qualche trombetta da morto.






So che per chi non li riconosce è difficile anche capire un porcino, ma è esattamente come per le erbe del Prebuggiun.

Intanto prima si impara, meglio si impara. Poi dimmi con chi vai e ti dirò cosa impari. Infine al qualunque minimo sospetto di non commestibilità eliminare senza rimpianti.

Come dicevo la metodica è la stessa delle erbe.

Abbigliamento comodo, scarponi, bastone e cestino, MAI ma proprio MAI sacchetto di plastica.

La pratica e la conoscenza di luoghi che devono esserci familiari, non solo quando nascono i funghi.

Capire i posti dove nascono perché ci si imbatte per caso o per intuizione, la zona del bosco che rimane umida ma è baciata dal sole, per esempio, il particolare albero ben strutturato che con il porcino è simbionte, il giorno giusto dopo le piogge, il vento no, troppo sole no, la luna nuova ...

Insomma non è solo fortuna o studio ma passione e voglia di camminare.

E poi bisognerebbe che nascessero come una volta, che i boschi fossero puliti come una volta e che le persone che li frequentano fossero più rispettose della natura, senza predare inutilmente tutto quello che vedono, buono o cattivo, con la voglia di distruggere o di raccogliere anche l'inutile.


- È tacito, è grigio il mattino;

la terra ha un odore di funghi;

di gocciole è pieno il giardino -

Giovanni Pascoli - Myricae