Il Blog di Lella Canepa

LA POLIGALA 🌼



Poggi e campi si van riempiendo di fiori... una volta ogni filo d'erba era importante per la sopravvivenza degli animali del contadino e di conseguenza per la sopravvivenza di quest'ultimo.

Ogni filo di fieno aveva la sua funzione e il suo scopo e spesso qualche uso anche per l'uomo.

Oggi ho scoperto la prima Poligala fiorita di questa primavera.

Difficile decidere quale tra i fiori del fieno mi piace di più, ma certamente questa ha una preferenza




Impossibile per me definire scientificamente la Poligala che trovo qua, ne esistono infinite varietà, ne trovo con fiori dal rosa, al lilla, all'azzurro, spesso vicini uno all'altro.



Ed ora so che c'è anche bianca


La pianta forma dei bei cespugli di fiori alti una trentina di centimetri e ogni stelo ha foglioline lanceolate con in cima un grappolo di fiorellini delicati


Il suo nome significa "molto latte" e così per la credenza antica pare aumentasse la produzione di latte nelle mucche, ed ecco perché si trova ancora facilmente nei campi qui intorno.

Se non ci sono prove di ciò, è invece usata in omeopatia, erboristeria, come espettorante per la tosse, asma, bronchite.

Il decotto per tale scopo è ottenuto dalla radice, anche se tutte le parti della pianta non sono da trascurare.

È una di quelle piante che contengono saponine, così da non essere indicata in casi di gastrite grave ma soprattutto da non abusarne per non provocare irritazione all'intestino.


Da parte mia ne faccio uso moderato, ne tengo una certa quantità di pianta intera per seccarla, per eventuale decotto o infuso nell'inverno, in caso di tosse.

Non ne approfitto, prendo solo quanto mi serve, cerco di lasciare qualche poco di radice, perché la pianta non sparisca del tutto.


Avendo finito lo sciroppo di Piantaggine(qui>>>), aspettavo per rifarlo adesso, per poter aggiungere una certa parte di Poligala, così che le proprietà antinfiammatorie e espettoranti della Plantago si sommino a quelle della Poligala.



Il procedimento è lo stesso: dopo aver lavato per bene foglie e radice della Poligala , taglio grossolanamente insieme a una quantità più o meno uguale di Piantaggine e metto a bollire per mezz'ora in acqua dove avevo messo due o tre chiodi di garofano spezzettati. Spengo e lascio in infusione per qualche ora, anche tutta la notte. Filtro per bene, aggiungo zucchero di canna, preferisco il moscovado, nella proporzione di almeno 800gr a chilo, 50/100 gr. di miele e in questo caso ho usato il meraviglioso miele di eucalipto sardo delle amiche Silvia e Maria dell'Azienda Agricola Tre casette di Ronco Scrivia (qui>>>) e faccio bollire fino a che non ho la consistenza sciropposa.

Ho avuto conferma del mio rifare antico quando ho trovato in commercio uno sciroppo che contiene tutte e due le piante che sicuramente avrà dosi e modi più precisi del mio empirico casalingo.

Qualcuno potrebbe asserire che la mia mistura forse non abbia grandi effetti terapeutici, ma a me piace continuare a fare come una volta, raccogliere e dedicare del tempo per far stare bene me e i miei, mi fa, se non bene al corpo, bene all'anima e poi... mi piace sentirmi strega...

Intanto anche questo inverno è passato senza tosse ... e questa primavera senza asma. 😊