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Il Blog di Lella Canepa

LA PIANTAGGINE

Aggiornamento: 16 set 2025


Oggi vi presento la Piantaggine, per mia esperienza, la più trascurata delle erbe spontanee, la più dimenticata delle erbe commestibili e con grandi proprietà terapeutiche ignorate da molti.

In realtà faceva parte delle nove erbe sacre, proprio per le sue virtù, conosciuta e amata già da Alessandro Magno e Dioscoride.

A me riguarda come erba del Prebuggiun (qui>>), come dicevo non molti la usano per scopi alimentari, eppure a parte il misto di erbe, è un ottima verdura per zuppe, minestre, polpette ecc.

Forse il suo gusto non è esaltante, non spicca per un sapore o profumo particolare, ma oltre a donare le sue qualità, dà anche una certa corposità alla mescolanza, visto che non sparisce nella bollitura come tante altre.

Anche questa appartiene alle più facilmente riconoscibili, è dappertutto, specie sui bordi delle strade dove narra la leggenda fu mutata in Piantaggine la fanciulla che aspettava inutilmente di veder passare l'amato.

È presente quasi tutto l'anno, sparisce solo con il freddo intenso.

Esiste in formati essenzialmente diversi , dalle foglie lunghe e strette "lanceolate" fino a rotonde enormi, ma è davvero la stessa pianta.

La consistenza delle foglie è coriacea, glabre o a volte molto pelose, a guardar bene si vedono evidenti le nervature sia in un tipo che nell'altro.




Nervature che sono uno dei parametri per l'identificazione, infatti nel linguaggio comune è chiamata anche "cinquerighe" o sette nervi, proprio perché le nervature, ben visibili girando le foglie.


Il fiore è poco appariscente, scarsamente colorato.

È conosciutissima per nutrimento agli uccelli, tutta la pianta, soprattutto i semi raccolti, possono servire nelle mangiatoie in inverno.



"Quando un rospo è punto da un ragno si precipita presso la piantaggine e lì trova soccorso"

Quanto tempo per parlare delle proprietà? Non riuscirò sicuramente a elencarle tutte.

Secondo questo antico proverbio medievale, le foglie applicate sopra lenirebbero le punture di insetti.

Nella mia tradizione casalinga, oltre all'uso alimentare, mi servo delle sue foglie rotonde infilate nelle scarpe per alleviare i dolori da piaghe per lunghe camminate, e come medicazione per piccole ferite.

Nella foto sotto un cerotto d'emergenza ottenuto con una foglia di piantaggine lanceolata, per una piccola ferita da sfregamento per uso di un rastrello, ma anche fosse un taglio.

Direttamente sulla piaghetta metto un poco di foglie di piantaggine triturate e se voglio esagerare anche qualche pezzettino d'aglio schiacciato, e fascio con una foglia lunga.


Inoltre il macerato di foglie, 50gr in litro d'acqua, fatte bollire per un minuto e spento, lasciate a macerare per una notte, la mattina dopo filtrato, per lavarmi gli occhi affaticati dal computer e cisposi per l'allergia, o per disinfiammare la pelle affetta da acne.

È una delle erbe con più bassa tossicità, praticamente bisogna essere allergici specificatamente al genere Plantago per avere degli effetti indesiderati.

Ha un'azione anche sull'intestino e curiosamente può essere sia lassativa che agire diversamente.

E in questo periodo di tosse e raffreddore un po' di sciroppo di piantaggine, veloce e semplice da fare io lo tengo in serbo.




PER LO SCIROPPO

In mezzo litro d'acqua, in una pentola di acciaio inossidabile, metto a bollire qualche chiodo di garofano tritato grossolanamente, aggiungo una bella manciata di foglie (circa 100gr.) tritate a coltello e faccio bollire a fuoco basso per mezz'ora.

La proporzione fra acqua e foglie è variabile, spesso io vado a occhio, basta che siano ben coperte di acqua, anche se è meglio non scendere sotto i 100gr. a litro.

Si tratta pur sempre di preparati casalinghi.



Trascorso questo tempo, spengo e lascio in infusione per almeno 2 ore meglio tutta la notte.



Filtro e aggiungo al liquido ottenuto 2 etti di zucchero, meglio di canna, in questo caso preferisco il muscovado, rimetto sul fuoco il tempo di sciogliere lo zucchero.

Lo zucchero muscovado da a questo sciroppo un bel colore ma soprattutto toglie il gusto di erbaceo che potrebbe non piacere.

Aspetto che diventi tiepido e aggiungo mezz'etto di miele, possibilmente di tiglio, eucalipto o simili.

Lo conservo in frigorifero e ne prendo 2 o 3 cucchiaini quando serve.

Tengo la bottiglietta in frigorifero con lo sciroppo fatto con lo zucchero muscovado, perché non conosco la shelf-life di questo prodotto, ultimamente sterilizzo le bottigliette come per la salsa e le metto in frigo solo dopo aperte.

Se fatto con lo zucchero normale o di canna e la proporzione tra liquido e zucchero non scende da 800gr. di zucchero per 1000gr. di liquido, è uno sciroppo normale che potrebbe essere tenuto in dispensa.



"Eh tu Piantaggine,

madre delle piante,

aperta verso Oriente,

sopra di te cigolavano i carri,

sopra di te cavalcano le spose,

sopra di te sbuffano i torelli;

a tutti resisti,

a tutti ti opponi,

Opponiti dunque anche al veleno

al contagio e al male che infesta."



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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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