Il Blog di Lella Canepa

CROSTATA AL LIMONE


Il mio dolce di questa strana Pasqua è la crostata al limone.

Dovevo fare qualcosa che oltre al dolce avesse anche quel poco di aspro perché non sarà questa la festa tutta serena che si vorrebbe avere, gioiosa e allegra, l'aspro lo dobbiamo mandare giù volenti o nolenti.

La Pasta Frolla per le mie crostate è la stessa da anni, la classica dell'un-due-tre o come l'ho imparata io, del tre-sei-nove, dove il tre sono 3 etti di zucchero, il sei 6 etti di burro e il nove 9 etti di farina. La proporzione resta la stessa, quale si voglia sia la quantità.

Nella marea di paste chiamate frolle questa è pressoché infallibile.

Dico così perché si può impastare, conservare in frigorifero chiusa in un contenitore anche 20 giorni, l'importante che uovo e burro siano freschissimi.

Si può congelare, si possono fare e congelare biscotti e crostate già pronte da infornare.

Inoltre in questo post vorrei riuscire a dimostrare come sia facilissimo farla con qualsiasi robot da cucina, quando tante volte mi sono sentita dire impossibile e io non saprei invece quasi più impastarla a mano.

Nella frolla vera non ci va lievito. Si chiama frolla perché deve "frollare" in un luogo fresco, solitamente in frigorifero per un po' e perché anche dopo cotta è meglio se mangiata il giorno dopo, sarà più morbida.

Un'altra cosa che toglie sofficità implacabilmente è la lunga lavorazione, che non fa altro che scaldarla e renderla poi dura in cottura.


Il procedimento per il robot è severo in alcuni passaggi: prima zucchero, farina, burro morbido ma non troppo, un pizzico di sale, vaniglia, buccia di limone e solo per ultimo un tuorlo d'uovo per la dose da uno-due-tre. Mai mettere l'uovo o il burro per primi.

Anche i tuorli d'uovo sono in proporzione, per la dose tre-sei-nove sono tre e così via.

Si aziona e in pochissimi minuti si ottiene un impasto più o meno così, anche meno di così.

granuloso, staccato, che con due movimenti con la mano direttamente nel robot, si riduce a una palla poco liscia, si fascia nella pellicola o si mette in un contenitore con coperchio in frigo


Come si vede il risultato è lo stesso che sia l'impastatrice che il robot, dipende dalla quantità.

Nel frattempo preparo la crema.

Questa è stata per tanto tempo "la crema di limone della Sig.ra Marta" perché fu una signora Marta che me l'insegnò milioni di anni fa, poi negli anni ho scoperto tante analogie con il Lemon Curd, molto più ricco sia in burro che in uova e sicuramente anche in sapore ma mi accontento di questa, la versione povera.