Il Blog di Lella Canepa

SPINA CHRISTI, LA MARRUCA

foto dal web (qui>>>)


In tema, la pianta di queste giornate spinose non può che essere la Marruca o Paliurus spina-christi o anche Ziziphus spina-christi.

Per i genovesi, liguri in generale, Ziziphus riporta alla mente la parola dialettale "zìzoa" che vuol dire giuggiola e in effetti di un albero della stessa famiglia si tratta.

Spina christi è evidente che si riferisce alla corona di spine di Gesù.

Al di là di leggenda e verità le spine conservate, considerate reliquie attendibili, sono tutte di questa pianta, mentre la corona, sempre quella considerata attendibile, conservata a Notre Dame di Parigi è intrecciata, per tenere la forma, insieme con una semplice varietà di giunco.

E tutte le spine, sempre quelle accettate e conservate in giro per il mondo, sono state staccate dalla suddetta corona, e sono di Marruca.

Si suppone che in origine fossero circa sessanta, settanta spine, e fu Luigi IX di Francia, San Luigi, a staccarle e a distribuirle in giro. Egli comperò la corona dal Re di Costantinopoli Baldovino, a saldo di un debito da questi contratto con Venezia e costruì la Sainte-Chapelle per conservare la preziosa reliquia.


... siepe che il passo chiudi co' tuoi rami

irsuti al ladro dormi 'l dì; ma dài

ricetto ai nidi e pascolo a gli sciami;

siepe che rinforzai, che ripiantai,

quando crebbe famiglia, a mano a mano,

più lieto sempre e non più ricco mai;

d'albaspina, marruche e melograno,

tra cui la madre selva odorerà

io per te vivo libero e sovrano,

verde muraglia della mia città...

La siepe

G. Pascoli - Primi Poemetti

La Marruca cresce abbondante intorno a Gerusalemme, dal Marocco all' Iran, ma non disdegna neanche i nostri siti su fino alle Alpi, in posti molto soleggiati, ora abbastanza rara, certamente più conosciuta al Sud, poco sulle isole.

L'arbusto una volta molto usato per creare siepi inviolabili atte per il portamento ramoso e le lunghe spine a recintare il bestiame e le proprietà, ha una corteccia rossastra, piccole foglie lucenti, fiori galli graditissimi alle api, il che ne fa un'ottima pianta mellifera.

I frutti singolari tondi, piatti danno il nome volgare alla pianta di cappellini o soldini.

Questi hanno un sapore che ricorda la mela secca e una volta, maturi, venivano tostati e macinati e usati come caffè.


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Le proprietà accertate sono innumerevoli, diuretiche, antinfiammatorie, contro colesterolo e acidi urici e largamente usata in preparazioni erboristiche.

Dalle foglie si ottiene un preparato per le pelli grasse, i brufoli, come polvere deodorante, ed è anche una delle piante con le quali si prepara il Sidr, conosciuto anche impropriamente come Henné puro, anche se la pianta dell'Henné è un'altra, ma gli effetti sono molto simili sia sulla pelle che sui capelli, dove è usato per il potere lavante e rinforzante, non colorante, infatti è adatto per i capelli chiari.

È in vendita in molti siti o nelle erboristerie, in polvere ottenuta anche da altre varietà di Ziziphus.


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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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