Il Blog di Lella Canepa

IL PREBUGGIUN DI NE


L'Italia è un posto particolare, le ricette cambiano con gli stessi o simili ingredienti, e spesso cambia anche il nome mantenendo gli stessi componenti.

Ho sempre considerato questo un valore aggiunto e se c'è una regione dove succede, si può dire di casa in casa, questa è la Liguria ed è proprio la Liguria "quella lingua di terra selvatica e aspra che ben poco ha da offrire e che solo la fantasia dei suoi abitanti sa trasformare in raro e prezioso".

Nel caso del Prebògion è riconosciuto da Levante a Ponente come un misto di erbe selvatiche commestibili (qui>>>), da mangiare bollite con patate, o da usare come ripieno per torte, ravioli, pansoti o altro, e salvo alcune zone limitrofe dove è considerato un misto di ortaggi per il minestrone, finirebbe qui.

Ma si sa poi intervengono leggende e fantasia ... e per l'etimologia della parola Prebuggiun si racconta quella delle truppe genovesi al soldo di Goffredo di Buglione, che girando fuori di Gerusalemme andavano cercando erbe un po' per sfamare la soldataglia, un po' per curare i mali di pancia di Goffredo e raccogliendo dicevano "Pro Buglionis", per Buglione.

Ma arrivando in Val Graveglia nel comune di Ne, se si chiede del Prebuggiun si scopre che è invece un piatto di cavoli e patate bolliti e schiacciati conditi con olio di oliva... si doveva pur dar una spiegazione e quindi visto che in Italia o è passato Napoleone o è passato Garibaldi, questa volta si scelse di dar la colpa a Napoleone.

Narra la leggenda che per queste terre capitò nella Prioria di S.Eufemiano, posta giusto all'ingresso della Val Graveglia, dove gli fu servito patate e cavoli schiacciati e conditi generosamente con buon olio della vallata.

Era quella sera il Grande Corso, accompagnato da un nobile luogotenente di cognome Bouillon, che rifiutava di assaggiare tal umile pietanza e Bonaparte di più buona bocca, lo invitò con un fantomatico "éprouvez" Bouillon, sconosciuto alla grammatica francese .

Fu così che da quel dì, per la Val Graveglia nel comune di Ne, patria peraltro degli avi di Garibaldi (questo sì, provato storicamente) fu in uso di chiamare Prebuggiun cavoli e patate schiacciati e conditi con abbondante olio extravergine di oliva rigorosamente della Riviera Ligure.



Dopo la bella cena mercoledì scorso al Ristorante La Brinca di Ne in Val Graveglia mi sembrava doveroso parlarne.

La serata era dedicata alle scelte naturali di un gruppo di amici toscani, fra loro Michele Guarino di Tenuta Lenzini, Saverio Petrilli di Tenuta Malgiacca e Valgiano, Beppe Ferrua di Fabbrica di San Martino, Giovanni Frullani Mr.Liquor, che hanno raccontato i loro splendidi vini delle colline della Lucchesia provenienti da vigne coltivate con il metodo dell'agricoltura biodinamica facenti parte del progetto Lucca BioDinamica .

I loro vini accompagnavano le eccellenti pietanze de La Brinca, piatti a base di ingredienti locali e ricette del territorio.


Sono stata invitata a parlare del Prebuggiun (qui>>>) classico, quello che la mia Associazione porta avanti, e per assaggiare quello tradizionale della Val Graveglia, di cui narravo sopra, peculiare invece di questa zona, anche se tutte le altre erbe commestibili liguri sono usate tantissimo pure qui, un valore aggiunto, precisamente..

È stato certamente per me un onore e soprattutto un piacere assaggiare la cucina della famiglia Circella, e arrivo sicuramente ultima a decantarla e a consigliarla.

Posso sembrare di parte, in realtà sono orgogliosa, che al giorno d'oggi persone dedichino la loro vita con grande professionalità a portare avanti un modello di ristorazione fatta di cultura del territorio, di prodotti locali, senza trascurare un'eleganza particolare nel servirla.

Vi passo la versione della ricetta aggiornata del Prebuggiun di Ne di Sergio Circella, dove come vedrete sono presenti anche le erbette classiche.



Spero solo che questo particolare momento di emergenza sanitaria che stiamo attraversando, finisca il prima possibile perché tanto io come voi si possa tornare a godere di altre serate come quelle di mercoledì e soprattutto della buona cucina de La Brinca e della sua cantina.

I piatti assaggiati durante la serata, le foto parlano da sole.


Il menù della serata:







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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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