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Il Blog di Lella Canepa

HYOSERIS, LA TAGIAINETTA

Aggiornamento: 11 feb 2021

Un'altra delle piante che, se pur commestibile, non rientra nell'elenco di quelle che fanno parte del mio Prebuggiun (qui>>>).

Conoscendo diverse persone che la raccolgono e la consumano non potevo fare a meno di parlarne ancora.

Parto dal facile riconoscimento.



Confusa spessissimo con il Tarassaco (qui>>>) del quale comunque è parente stretta, alcuni tratti la distinguono con certezza da quest'ultimo.


La foglia, più piccola e stretta del Tarassaco, dal margine molto dentato, intagliata con precisione in lobi triangolari, che spesso sembrano sovrapporsi dà il nome volgare alla pianta: Tagiainetta = tagliata netta, o anche Dénte de conìggio sempre per la forma regolare.

Liscia, non pelosa, di un bel verde squillante, la pianta a rosetta con tante foglie.



Il fiore giallo, quasi uguale al Tarassaco, più piccolo ma distinguibile bene se si osserva sul retro.

Molto comune, nelle regioni mediterranee, fiorita per gran parte dell'anno, da sempre ritenuta una pianta da foraggio per gli animali, piace molto alle tartarughe, il suo nome Hyoseris radiata L. significa Cicoria da porci, e forse per questo i raccoglitori del Prebuggiun spesso la disdegnano, è praticamente un test fra gli esperti, specie più anziani, alla ricerca di un gusto ottimo.

Per vedere se me ne intendo mi chiedono:

- Tagiainette? le raccogli? - Per contro io ho la risposta pronta: -No,no, -

E infatti in casa mia non si sono mai mangiate.

Non certo per la commestibilità, quella è accertata, non ci sono dubbi, è raccolta ovunque da sempre, ma per il gusto che pare vada ad incidere troppo sul misto, almeno quello originario del nostro Prebuggiun.

Descrivere un sapore è difficile, troppo personale, conosco chi la mangia anche cruda da tenera, a me non piace, non resta che provare.

Molto del suo successo è dovuto al fatto che si trova ovunque, anche in inverno, in grande quantità e in tempi di carestia questo era una fortuna qualsivoglia fosse il gusto.

Non ci sono problemi di tossicità o altro, ma nemmeno le sono riconosciute grandi proprietà curative e questo può essere un altro motivo, da parte di chi ben sapeva che le prime erbe fresche dopo un lungo inverno avrebbero portato un gran beneficio all'organismo, per raccoglierne altre migliori al suo posto.






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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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