Il Blog di Lella Canepa

GAZPACHO IN PIMPINELLA

Sono state giornate calde, torride e l'idea di accendere i fornelli o mangiare qualcosa di caldo non piace e così si è alla ricerca di ricette fresche e semplici.

Io mi son fatta il Gazpacho.

Non si può certo dire che sia una ricetta di casa mia, mi sbizzarrisco ora che sono sola, con una variante "erbicola" personale.

Il Gazpacho, è una zuppa fredda, originaria dell'Andalusia.

Non ho avuto la fortuna di poterlo assaggiare nel suo luogo di origine perché il sud della Spagna mi manca, e così mi affido a testi attendibili.



Nella sua semplicità non è altro che pomodoro fresco frullato, senza la buccia, con l'aggiunta di cetriolo, eventualmente peperone e decorato con anelli di cipolla e lasciato relativamente liquido.

Con l'aggiunta di pane raffermo, quadretti di prosciutto, fettine di uovo sodo diventa una vera e propria zuppa e prende il nome di Salmorejo.

Non si cuoce niente, è davvero facile, le varianti sono infinite, impossibile sbagliare.

La mia versione, non ha il peperone, e al posto del cetriolo (per alcuni dal sapore troppo deciso e indigesto) metto la Pimpinella (qui>>>), erba facilissima da trovare e dagli infiniti utilizzi, in pratica tutti quelli dove si usa il cetriolo, e anche di più.

Per la proporzione bisogna affidarsi al gusto personale, se la Pimpinella piace ...

Se non si trova la Pimpinella fresca serve il cetriolo.

In origine gli ingredienti venivano pestati al mortaio e poi passati al setaccio, oggi ci si avvale dell'uso di un buon mixer o frullatore.

Importante la varietà di pomodoro, essendo l'ingrediente principale, se si sceglie degli anonimi pomodori si avrà un anonimo sapore, di norma preferisco pomodorini.

Per avere un Gazpacho fine è necessario pelare i pomodori, togliere i semi, altrimenti pur passandolo ad un setaccio si ritroveranno in bocca.

Su come si sbucciano i pomodori ho già scritto (qui>>>).

Per quanto mi riguarda non pelo i pomodorini, a me non da fastidio la buccia e comunque una volta frullato lo passo in un colino tipo chinoise.


Non rimane che mettere tutto nel frullatore, pomodorini, pimpinella , una fetta di pane raffermo, un'ombra di aglio e frullare con un bicchiere d'acqua.

Se lo si vuole pronto subito, oltre alle verdure ben fredde, basta sostituire il bicchiere di acqua con cubetti di ghiaccio.

Lo passo in una ciotola e condisco con due cucchiai di olio evo, aggiusto di sale, pepe e mezzo limone spremuto o un cucchiaio di aceto di mele.


Dopo un ragionevole tempo per raffreddarlo in frigorifero, si prepara in una ciotola aggiungendo anelli di cipollotto fresco e se si vuole fette di uovo sodo e foglioline di Pimpinella

Il Gazpacho teme due cose: l'ossidazione veloce che toglie il colore, e se si tiene troppo in frigo si separa la polpa dal liquido. Per il colore pazienza, ma prima di servirlo è necessario mescolare bene, magari una ripassata veloce nel frullatore.

È una felice idea sempre per un fresco aperitivo estivo, soprattutto nella versione più ricca, il Salmorejo.

Sulla stessa base, in monoporzione, magari in bel bicchiere, si aggiungono dadini di pane raffermo ripassati in padella con un goccio d'olio, sale e pepe, striscioline di prosciutto crudo, uovo sodo sbriciolato, anelli di cipolla, cubetti di altre verdure, peperoni, pomodori, cetriolo, rendendo la zuppa più consistente.

Si può servire con vicino le verdure già tagliate perché ogni commensale aggiunga quello che vuole e soprattutto con cubetti di ghiaccio per raffreddarla a piacere.

Se si vuole, tanto non siamo in Spagna e non ci vede nessuno, piattini con quadretti di feta, di prosciutto cotto affumicato invece che crudo, di tortilla casalinga (frittata di patate), e tutto quello che viene in mente.

Provare per credere.


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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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