Il Blog di Lella Canepa

IL MANDARINO CINESE o KUMQUAT


Questo post è stato sollecitato dalle immagini della marmellata di Kumquat che ho fatto qualche giorno fa e quindi dedicato all'amica Silvia che me li ha regalati e a suo fratello Renato che li ha raccolti 😊

In verità avevo voglia di raccontare a qualcuno quello che, appassionata di Walt Disney, avevo scoperto in tempi non sospetti, quando la mia pianta di Citrus japonica, faceva bella mostra di sé, nel salone della casa di città (ebbene sì, ho avuto un travagliato trascorso cittadino anche io) come pianta d'appartamento.

Ebbene, ricordate Eta Beta? Eega Beeva (alias Pittisborum Psercy Pystachi Pseter Psersimmon Plummer-Push) l'alieno che veniva dal futuro e parlava anteponendo la P a quasi ogni parola? La sua alimentazione, in Italia era a base di naftalina, ma in realtà successe, che al tempo della sua uscita,

i fumetti fossero ancora in bianco a nero e i traduttori italiani non conoscendo le palline bianche che venivano disegnate decisero di identificarle in naftalina, ma in realtà erano Kumquat in salamoia, usati nella cucina degli States, allora frutto completamente sconosciuto in Europa ...

Certo che poi originario della Cina, Kumquat è la pronuncia dei caratteri cantonesi 金橘, sia stato chiamato Citrus japonica ... meglio quindi mandarino cinese ...

Come tutti gli agrumi è ricco di oli essenziali e proprietà che però, come altri agrumi possono interferire con alcuni farmaci.

Ecco... ora immagino che dovrò comunque scrivere la ricetta della mia marmellata che è davvero buona.

Non è che come frutto abbiano poi tutta questa polpa e quello che li rende particolari è il gusto della buccia, quindi la prima operazione da fare è quella di lavarli, lasciandoli a bagno magari un'oretta, senza bucarli, giusto per idratarli un po'.

successivamente tagliati a metà come si vede in foto, è facile togliere i voluminosi semi

In una pentola con il fondo spesso, a fuoco basso, con qualche cucchiaio d'acqua se serve e il coperchio per far sì che ammorbidiscano.

A questo punto io uso l'estrattore. Con l'estrattore da una parte esce una polpa densa e dall'altra le bucce macinate, però dato che la buccia è aromatica e secondo me piacevole, la rimetto nella polpa e aggiungo 800gr. di zucchero a chilo.

Chi non ce l'ha può usare il frullatore a immersione, il risultato è più o meno lo stesso.

A fuoco lento fino a che non solidifica nel piattino, come al solito.

Attenzione a non superare la temperatura e il tempo di cottura perché lo zucchero non prenda il caramello, il che, come in tutte le marmellate, inficerebbe colore, gusto e il profumo del prodotto finito.

Visto che altrove viene usato in salamoia mi viene in mente che probabilmente sarà buono anche con piatti salati, non mi resta che augurarmi che la Silvia venga presto a trovarmi così da fare qualche prova 😂

Dimenticavo... non ho buttato i semini... ma li ho interrati in un vaso... non si sa mai



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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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