Il Blog di Lella Canepa

GLI OCCHIETTI DELLA MADONNA



Avviso: Post ad alto tasso di romanticismo.

Per parlare di un fiorellino molto comune, ma a mio vedere di una infinita bellezza nella sua semplicità.

Per parlare di una ragazza selvaggia, che con i suoi vent'anni, andava incontro alla sua vita da sposa con delle idee ben ferme in testa, assolutamente non condivise in famiglia.

Rifiutati giardinieri e fioristi, addobbai da sola il mio l'altare con il Biancospino (qui>>>), ma il bello fu la mattina delle nozze, la casa piena di gente, mia madre disperata che vagava raccogliendo fiori qui e là, cercando di confezionarmi qualcosa che assomigliasse ad un bouquet da sposa, del quale secondo lei mi ero completamente dimenticata.

Ma era maggio e avevo da giorni adocchiato un cespuglietto, là proprio dietro la stalla, che stava per aprirsi e già con l'abito da sposa indossato, ho sceso di corsa la scala e torcendo con la mano il ciuffo di fiorellini azzurri, che erano giusto sbocciati per me quella mattina, li ho infilati in un velo di tulle, un po' di nastrino e di corsa in chiesa, perché una sposa qualcosa di blu deve averlo.

I fiori erano piccoli e leggeri steli di Veronica Chamaedrys.

Fra i primi fiori in primavera, tra l'erba verde ormai cresciuta, spunta questa varietà di Veronica, per il suo delicato colore chiamata Occhi o Occhietti della Madonna.


Passeggiava Maria con il suo figlioletto Gesù nei campi fioriti di primavera, a un tratto il bimbo ebbe sete ma non c'era nessuna fontana nei dintorni.

Dentro una bianca e delicata corolla, una goccia di rugiada, brillando alla luce del sole, attirò lo sguardo della Madonna, bastò la goccia a placare la sete del bimbo e l'azzurro degli occhi della Madre Santa rimase per sempre nei petali dell'umile fiorellino.

Il nome Veronica è in origine Bernice, dal latino "portare alla vittoria" diventato Berenice, per poi essere trasformato in Veronica, a significare vera icona, nella tradizione cristiana, la donna che asciugando il volto di Gesù ne vide rimasta impressa l'immagine su di un panno di lino e per questo tale genere di piantine è sempre fiorito durante la Settimana Santa.

Un'altra Veronica, la Veronica officinalis, con fiori che variano dal bianco al rosa, dal lilla all'azzurro, ebbe un grande successo in anni passati, chiamata Tè svizzero, per l'abitudine di usarla in tisana, le erano riconosciute grandi proprietà, sia per le affezioni respiratorie che per l'effetto che ha sull'intestino.

Nonostante siano entrambe commestibili non ne ho mai fatto uso in cucina.

Spesso la Veronica è confusa con il Nontiscordardime, il Myosotis alpestris, o con l'Edera terrestre, la Glechoma hederacea.