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Il Blog di Lella Canepa

LA RADICHELLA A COSTANEIGRA

Aggiornamento: 6 apr


La Natura non fa nulla d'inutile.

(Aristotele)

Ancora un'erba del Mio Prebuggiun (qui>>>), facilmente reperibile nelle campagne qui intorno a me.

A primavera spunta con la sua rosetta basale somigliante a un Tarassaco (qui>>>) e per questo spesso confusa.

Con il Tarassaco condivide la famiglia delle Asteracee , il suo genere invece è quello delle Crepis che possiede 200 o 300 specie, facilmente confondibili per un profano. Per quel che mi riguarda sono arrivata ad individuare quella che raccolgo nella Crepis vesicaria e nelle sue sottospecie, ma come ho già avuto modo di dire non ho competenze botaniche specifiche, il mio interesse per il nome scientifico è puramente a livello amatoriale.

Anche quelle che in Emilia chiamano "asprelle" credo siano una varietà di Crepis.



È questa quella raccolta un po' ovunque con il nome di Radichella o Radichiella.

In questa zona è chiamata Costaneigra, nome che favorisce il riconoscimento per il colore rosso scuro dello stelo alla base. L'altro segno particolare è il "bottone" centrale che formerà il fiore, che la fa distinguere dal Tarassaco e dalla Cicoria(qui>>>).



Anche se spesso è confusa con questi, non ci saranno conseguenze di sorta, ha un gusto tendente all'amaro e per questo depurativa, disintossicante e diuretica come appunto Tarassaco e Cicoria.

Il fiore, a differenza del Tarassaco, che è uno su ogni stelo, nelle Crepis forma una ramo ad ombrello di simil-margherite gialle, spesso con sfumature rossastre, alto anche 80 cm.

Non c'è molto altro da dire, non la mangio né cruda né da sola, ma solamente nel misto di erbe, bollita, stando attenta a ben equilibrarla con qualcun altra più dolce.

I suoi boccioli chiusi li mangio qualche volta anche in insalata, mescolata a tarassaco, ma bisogna essere abituati a certi gusti selvatici.






Pare che l'appellativo vesicaria le derivi dalle brattee rigonfie, simili a vesciche, che la contraddistinguono nel momento della fioritura.


Sono venuta a conoscenza di una Crepis con una certa tossicità la Crepis lacera,

che per fortuna non è presente qui in Liguria e penso in gran parte del Nord Italia, la segnalo solo per chi non cerca erbe qui, ma al centro e al sud.

Non avendo avuto occasione di fotografarla propongo una foto presa dal web.



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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


Se vuoi, puoi metterti in contatto con Lella qui>>



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