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Il Blog di Lella Canepa

PRIMULA E PRIMAVERA

Aggiornamento: 27 feb 2025


foto rubata a Antonio Andreatta
foto rubata a Antonio Andreatta

Le primule si gonfiano con borioso piglio; mentre l’astuta mammola s’asconde ad ogni ciglio; un alito possente scuote la vita intera. È viva, è qui presente ormai la primavera. (Goethe)​

A primavera iniziata mi ricordo di non aver mai parlato delle Primule.

Sembra impossibile visto che il nome stesso significa il primo fiore, il primo che annuncia la primavera, il primo che vedo, e proprio Primavera è chiamata la varietà di Primula, Primula vulgaris, che spunta alla fine dell'inverno, ancor prima delle Violette (qui>>>).

Ma è felicità nell’aria, e voglia d’incontri

ha il cuore per solinghe strade,

dove già forse qualche orma di primule

lascia coi nudi piedi Primavera.

(Francesco Pastonchi)



La vera Primula, per così dire, la Primula veris L, è invece l'altra, quella con il calice di fiori su di uno stelo lungo, che fiorisce qualche settimana dopo.



Entrambe sono piante commestibili e officinali.

Anche se dimentico di descriverle quando parlo del Mio Prebuggiun (qui>>>), in realtà qualche rosetta la metto sempre, nel misto di fine inverno, e anche nelle prime minestre primaverili, quando arriva la voglia di verdura fresca.


E da sempre raccolgo i fiori di questa ultima, la Primula veris, per farli seccare e metterli nella tisana per tosse e raffreddore.

L'ho sempre fatto, anche prima di scoprire che la pianta contiene dei derivati dell'acido salicilico con effetti analgesici e antinfiammatori, specie per le affezioni dell'apparato respiratorio.

Raccontava mia suocera, nata a inizio '900, di aver chiesto a sua madre, all'età di vent'anni, cosa fosse il mal di testa ... ecco, a quei tempi bastava nel caso una tisana di fiori e foglie di Primula per alleviare, con il loro effetto antispasmodico e sedativo una leggera cefalea che forse non aveva le motivazioni della vita di oggi quale stress, rumore, ansia, ecc..., ma si può sempre provare anche adesso.

Non ci vuole poi molto a mettere un cucchiaio di fiori in acqua bollente, lasciar riposare coperto dieci minuti e bere.


Dei fiori ho già detto (qui >>>) di come stiano bene freschi, insieme a viole e altro, in tutti i piatti del momento, dal risotto di Pasqua, alle prime insalate di Tarassaco (qui>>>)

Per conoscenza termino dicendo che esistono, anche selvatiche in natura, numerose specie diverse di primule, non gialle, ma rosa, lilla, blu, come siamo abituati a vedere fra quelle da giardino che abbelliscono i nostri vasi e giardini appena arriva la Primavera.

Attenzione però non tutte le primule dei garden, specie diverse da quelle selvatiche, anche se della stessa famiglia, non sono commestibili, quindi non decorate piatti o usate le piante comperate .


"La cercan qui, la cercan là,

dove si trovi nessuno lo sa.

Che catturare mai non si possa,

quella dannata Primula Rossa?"

E a proposito di primule colorate, a chi come me, appassionato di un certo tipo di letture, ricordo la Primula Rossa (The Scarlet Pimpernel) della Baronessa Orczy, eroe inglese che salva i nobili francesi dalla ghigliottina, con mille peripezie e travestimenti e che firma sempre le sue azioni con uno stemma rappresentante un fiore rosso.

Il libro ebbe talmente successo che il termine Primula Rossa entrò nell'immaginario comune per definire un individuo astuto e inafferrabile, ma per onore di verità quella del nobile inglese sir Percy Blakeney non era propriamente una primula, ma l' Anagallis arvensis, piccolissimo fiore appartenente alla famiglia delle Primulaceae, però non commestibile, direi proprio tossico.


... Il biglietto si limitava ad annunciare che la banda degli inglesi ficcanaso era in azione ed era sempre firmato con uno stemma rosso: un piccolo fiore a forma di stella, che in Inghilterra chiamiamo Primula Rossa ...

(Capitolo 1 - Parigi, settembre 1792)





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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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