Il Blog di Lella Canepa

IL ROSMARINO PRINCIPE DEGLI AROMI

E sempre verde il rosmarino olezza...

"Il Rosmarino deve guardare il mare per profumare meglio"

Diceva mia nonna mettendo e togliendo il suo vaso di Rosmarino dal davanzale verso il mare, perché il vento non glielo facesse cadere.

Ed è l'ultima cosa che abbiamo fatto, l'ultimo pomeriggio che abbiamo passato assieme...- Mettimi dentro il Rosmarino, che c'è vento -

La notte se l'è portata via in silenzio.

Il suo Rosmarino no, sono passati trentatré anni ed è ancora lì nel mio giardino, spelacchiato, il tronco grosso come il braccio di un uomo, e guarda il mare.


E pare sia così, dal significato del suo nome Ros - rugiada e Marino - del mare, pare proprio che questa pianta riesca a raccogliere i vapori salini del mare che intensificano il suo particolare profumo.

Delle sue proprietà staremmo a parlarne per giorni se avessimo voglia, basti sapere che insieme alla Salvia è l'unica erba che ha meritato un libro tutto suo nella biblioteca di mia madre.

Purtroppo però le sue doti le abbiamo, chissà perché, dimenticate, salvo quelle che servono a insaporire patate e carne.

Per me invece resta inconcepibile non averne una pianta, spesso accanto alla porta di ingresso, come si usava una volta, pianta magica che allontana il male, perché si possa avere sottomano, fresco, sempre.


A dir del rosmarino le virtù ci vorrebbe una vita e anche di più.

Di recente alcune sue doti sono state non solo rivalutate, ma comprovate scientificamente e la più importante, udite udite, è l'effetto a livello cerebrale sulla memoria.

Per il resto risulta essere antiossidante, antibatterico, astringente, antisettico, tonico, digestivo, analgesico per dolori reumatici, mal di testa e mal di denti, energizzante, persino nei confronti dei follicoli piliferi dei capelli, favorendone la ricrescita e rallentandone la caduta, e poi afrodisiaco...

Per questo non potrò dire tutto, ma se vi capita voi un po' di Rosmarino mettetecelo, ovunque.

Dato che mi piace mescolare verità e leggenda racconto di come, a proposito di capelli, si costruissero pettini di legno di Rosmarino per scongiurare la calvizie, ma certamente la più interessante è quella che riguarda l'Acqua della regina Isabella d'Ungheria, moglie di tal Carlo I, che non sono riuscita a collocare temporalmente. Certo invece il ritrovamento di un documento dove la stessa regina scrive la ricetta di tale Acqua miracolosa, donatale da un eremita quando lei a causa di gotta e altre infermità all'età di 72 anni non camminava più.

Usando detto rimedio per un anno non solo tornò a camminare, ma usandola anche per il viso ridiventò talmente bella che il re di Polonia la chiese in moglie.

Ora che sono invecchiata, single, piena di acciacchi e possiedo finalmente un alambicco non mi resta che provare, adesso che il Rosmarino comincia a fiorire.

Leggenda o verità da allora l'Acqua d'Ungheria è stata sempre usata passando da panacea per tutti i mali a semplice tonico per il viso.

Se per caso voleste provare a farla vi passo qui la ricetta originale, presa dal famoso libro:

Restò quantunque famosa questa acqua, tanto poi da interessare alchimisti e farmacisti dell'epoca che iniziarono ad aggiungere e levare erbe e alcol e olii, e a fabbricare anche creme. Anche Luigi XIV guarì miracolosamente da una reumatismo ad una spalla e ad un braccio grazie a quest'acqua e si dice che pure Napoleone usasse un'acqua di colonia di Rosmarino che considerava un eccellente stimolante della concentrazione mentale.

Oggi spesso per questi scopo viene usato l'olio essenziale, con il controllo di un esperto proprio per le sue proprietà.

Un'altra ricetta che vede il Rosmarino protagonista è l'Aceto dei quattro ladri, rimedio anche questo rimasto nella leggenda e che a seconda del periodo e del posto dove viene usato cambia ingredienti.

La prima volta che se ne sente parlare è intorno al 1630 a Tolosa dove la peste fece 50000 vittime e dove nei registri della città compaiono i quattro ladri che presi a rubare nelle case degli appestati gli fu promessa, non mantenuta, la grazia, dietro la ricetta del miracoloso rimedio.

Una formula diversa da quella di Tolosa si trova nel museo di Marsiglia ma in entrambe gode un buon posto il Rosmarino.

Inizialmente si trattava di piante lasciate macerare nell'aceto per dieci giorni, poi si arrivò all'uso di oli essenziali sciolti in alcol e in acido acetico.

Ne riporto una formula casalinga di tradizione contadina, facile da fare, ma con le erbe della ricetta originale:

E se non serve per allontanare i germi chissà che non sia buono in insalata ... un po' come quello che faccio a Natale (DI SALI PROFUMATI E ACETI AROMATIZZATI >>>qui)

Un mazzetto di aghi gettato in acqua bollente e messo in un catino, con un asciugamano sopra la testa, per un "fumento", i suffumigi di una volta, in caso di raffreddore.

Una, due gocce di olio essenziale sullo spazzolino da denti o una tisana agli aghi di rosmarino da usare tiepida come collutorio per l'igiene orale.

Insieme all'Ortica (>>qui) per rinforzare i capelli.

Un rametto a bollire insieme a qualche chiodo di garofano per deodorare casa.

Un rametto o gli aghi mescolati a sale grosso nell'acqua del bagno, ma non prima di dormire per l'effetto stimolante.

Tristo quel male che il rosmarino non sana.

Come con tutti i fiori è possibile fare anche un'ottima gelatina che oltre a rinfrancar lo spirito, come dice tal Donzelli nel suo Teatro farmaceutico, "conforta il cerebro humido, giova al cuore e corrobora le membra nervose".

Come la faccio è al solito modo: passando le mele nell'estrattore, unendo al peso della passata di mele circa 400 gr di zucchero ogni mezzo chilo di passata, messa al fuoco ad addensare e solo verso la fine aggiungo una bella manciata di fiori di Rosmarino pulitissimi, guardati uno ad uno ma non lavati. Faccio cuocere pochissimo i fiori perdano il meno possibile colore e fragranza.

È ottima con i formaggi.

Per gli altri usi culinari di questa pianta, sempre meglio fresco, non mi dilungo a dire che va ovunque vogliate metterlo, ma è molto carino usare i rametti, tolte le foglioline lasciando solo il ciuffo, come spiedino, per dei sfiziosi aperitivi.

Nella foto sotto uno spiedino con ovetto di quaglia, pomodorino confit, quadretto di formaggio a scelta, tarallo per chiudere.

A fianco se interessa piadina con farina d'ortica con salume a scelta, tris di ripieni liguri, pane e humus di ceci decorato con fiore di aglio selvatico

Così come il rametto serve per ungere la carne del barbecue.

Per il resto gli aghi di questa pianta, si usa metterli sulla Focaccia di pane, ma anche sul Castagnaccio, così come sulle patate arrosto o dentro la pancia di un pollo arrosto con un po' di lardo tritato, o nel pesce, o nella pasta e fagioli o nella zuppa di ceci o altre zuppe.

E in ultimo decorazioni di Rosmarino, tralci per decorare la tavola, anelli come portatovaglioli, corone profumate, sui piatti, nei piatti, come segnaposto...

Ecco del rosmarino; è per memoria. Non ti scordare, amore;

e qui le viole, per i tuoi pensieri. William Shakespeare, Amleto, 1602

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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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