Il Blog di Lella Canepa

FOCACCETTE DI MAIS E DINTORNI


Ancora una volta mi trovo ad affrontare una ricetta semplice di campagna, ma così semplice che quasi in ogni casa ci si ritiene in diritto di cambiare dosi, ingredienti e modo di cottura.

Difficile globalizzare la cosa anche se delle FOCACCETTE di farina di granoturco se ne parla da quando questi, arrivato dalle Meriche fu definito "turco" come tutto quello che era esotico, diverso.

La mia esperienza è passata attraverso il ricordo d'infanzia di mia madre dei semplici Panotti di sola farina e acqua o forse un po' di latte, cotti da sua zia velocemente sotto al testo, o al forno, serviti ogni mattino per colazione in quel di San Salvatore di Cogorno, alle Chissoe o Chizzoe di Comuneglia con i ciccioli e un po' di cipolla e cotte nei testi di terracotta come i Testaroli (qui>>>) fino ad arrivare recentemente ai Fugassin de Mega della Riviera, sempre farina di mais e acqua con un po' di lievito ma fritti, e mangiati con il prebuggiun di cavoli e patate, o come chiamava mia nonna quello di cavoli, sprebuggiun.

Per questa volta ho modo di farvi vedere questi ultimi, che ho gustato ieri ospite di un' amica.

Prossimamente cercherò di fare anche le altre versioni.

Dunque serve la farina di mais, setacciata più volte finissima, e questo forse è l'unico segreto.

Si impasta velocemente in una terrina con acqua, poco sale, un poco di olio, e un pizzico di lievito in polvere disidratato, fino ad ottenere un impasto morbidissimo che andrà lavorato con le mani.

Si lascia riposare, circa due ore, per dargli modo di lievitare.

Il lievito è in questo caso un optional, anticamente non si metteva, ma così acquistano una morbidezza ulteriore.

Nel frattempo avrà assorbito gran parte dell'acqua, dico questo perché se l'impasto fosse diventato troppo duro si può aggiungere l'acqua necessaria.