Il Blog di Lella Canepa

IPERICO


- Scrivono alcuni essere l’Hiperico tanto in odio à i Diavoli,

che abbrusciandoli, e facendoli fumento con esso nelle case,

ove li sentono, subito se ne partono via,

perciò è chiamato da alcuni caccia diavoli, ovvero fuga demon -

I discorsi del Matthioli, 1568

L'estate è esplosa, tutto è pronto da raccogliere e la notte magica di San Giovanni si avvicina.

Una delle erbe da non dimenticare di prendere, appena scende la rugiada, la sera tra il 23 e il 24 è l'Iperico, o Erba di San Giovanni, e pure Erba dei 100 mali, o Cacciadiavoli.

Le caratteristiche terapeutiche e legate a credenze sulla magia di questa pianta sono note fin dall'antichità.

È una delle piante che si usava per confezionare i brêvi o brêvetu, o brêvetin sacchetto a forma di cuore che dentro conteneva erbe, sale e altri ingredienti ritenuti capaci di proteggere dal malocchio,

Spesso dopo averli cuciti e fatti benedire si regalavano alle puerpere per metterli nelle culle o al collo dei bimbi appena nati, ma anche i contadini usavano metterli al collo delle mucche che avevano appena sgravato.

qui>>>DEI CUSCINI PROFUMATI E FATATI


La particolarità di macchiare di rosso scuro dei petali del suo fiore, (basta strofinare la corolla fra le dita), fa si che si attribuisca la sua nascita a dove cadde il sangue del santo e che il diavolo cercando di distruggerla riuscisse solo a perforarla, da qui il nome di Hypericum perforatum.

Infatti ponendo in controluce una delle sue foglioline pare essere tutta forata.

È un inganno, perché quelli che sembrano piccoli fori sono in realtà ghiandole traslucide di essenza.

Tutti questi elementi rendono facile l'identificazione della pianta che cresce spontanea e a grandi macchie gialle, un po' ovunque, sui bordi delle strade e nei campi incolti, è facile vederla fiorita proprio in questo periodo.

Dell'uso dell' Iperico in casa mia, vi posso solo dire che l'oleolito che faceva mia madre era oggetto del desiderio di quanti la conoscevano e che lei faceva felici ogni anno regalando a destra e a manca boccette di prezioso olio rosso.

E che io, figlia ingrata, snobbavo. Fino a una sera, quando passando gli anni e incominciando gli acciacchi, decisi di massaggiarmi un ginocchio talmente dolorante da non lasciarmi prender sonno ... e in pochi minuti capii il perché di tanti proseliti.

Ora sono poche le sere che non mi corico unta un po' ovunque e che giugno passi senza vedere i miei balconi con barattoli di olio e Iperico a macerare.

Delle mie personali considerazioni su come fare gli oleoliti già ho detto nel post sull'Achillea (qui>>>) ma ripeto la facile ricetta di quello di Iperico: