Il Blog di Lella Canepa

ROSA ... di nome e di fatto ... 🌹

Ma chi non osa afferrare la spina non dovrebbe mai desiderare la rosa. (Anne Brontë)

-A volte mi sento

Sfiorare da un soffio,

Un gesto, qualcosa

Di passato o futuro

Che misteriosamente

Voglia giocare

Col mio presente.-

(Alberto Vigevani)


Pochissimi intimi sanno che il mio vero nome è Rosa, per tradizione familiare, la bisnonna e così via... trasformato verbalmente nel Rossella di Via col Vento che voleva mia madre, ma troppo scandaloso il personaggio per una casa dove c'era zia suora e zio carabiniere, contratto in Lella col modificare dei tempi sempre meno romantici.

Implicito che fosse il fiore preferito di mamma, ne coltivò fino a 100 varietà in giardino e che il suo uso e strauso normale in casa.

Da maggio a giugno Rose ovunque, in casa oltre che in giardino, a seccare in larghi panieri, in infusione per lo sciroppo, nell'alcol, a glassare i petali come le viole, a bollir la marmellata, recise a bagno.

Perché le proprietà della rosa sono incredibili, da quelle per la pelle a quelle per il sistema nervoso.

L'uso dell'olio essenziale di Rosa Damascena, conosciuto fin dall'antichità, è usato per curare ansia, malumore, favorisce pensieri positivi e mille altre proprietà che vi invito a cercare.

La preferita in assoluto di mamma, questa Rosa Miniatura, che aveva riprodotto lei stessa non si sa più da chi, per talea, che ricorda le roselline di Capodimonte, di una finezza che rimane tale anche seccata e, dovendo rinunciare al grande giardino, fu l'unica che si portò dietro e ancora lì sta.


E ora continuo io a fare sciroppo e marmellata e altro.

Per gli usi culinari sono da preferire le varietà antiche da sciroppo, dal profumo inconfondibile, quelle che una volta tutte le case ne avevano almeno una pianta in giardino.

Ha iniziato a fiorire la rosa qui vicino a me, antica, sicuramente autoctona ligure, sicuramente da sciroppo, probabilmente una varietà Centifolia, profumatissima.

Un'altra rosa da sciroppo è la Muscosa, ma in definitiva si può usare qualsiasi rosa che non abbia subito trattamenti chimici, certo il risultato non sarà propriamente lo stesso visto che le cultivar da giardino sono meno profumate.



Insieme sta fiorendo anche quella, antica pure questa, della casetta abbandonata, più piccola ma profumatissima e che sospetto essere una specie di Rosa Gallica, che trovavo fino a una ventina di anni fa pure nei boschi.

Non devo andare continuamente a vedere se si sono aperti i boccioli, mi arriva il profumo fin qui.

Quello che ho capito per distinguere le rose antiche, specie quelle da sciroppo, è l'enorme quantità di spine che hanno, spesso fino al calice del fiore.


La produzione inizia sempre con lo Sciroppo, oltre che buono diluito come bevanda, nelle macedonie, sul gelato, nei dolci ecc.

È rinfrescante per l'intestino, e prezioso per tutte le affezioni respiratorie e le infezioni di bocca e gola.

Raccolgo i petali, anzi le rose intere, la mattina presto, specie se alla notte ha piovigginato o quando sono cariche di rugiada, come queste mattine ancora fresche.

Raccolgo quelle aperte, ma non spampanate.

A casa le stacco dal calice con la mano sinistra e senza lasciarle con la mano destra taglio la puntina bianca dei petali. Così mi hanno insegnato, perché darebbe l'amaro.

È un'operazione che faccio specialmente se uso altre rose che non siano propriamente da sciroppo, qualche volta se ho premura tralascio e non sento moltissima differenza.



Pesati che ho i petali, ben guardati dalla presenza di animaletti, non lavati assolutamente, calcolo un litro di acqua ogni minimo 100gr. a un massimo di 300gr. di petali freschi, sono molto leggeri e quindi tantissimi, la quantità dipende e dal profumo, dal tipo di rosa ecc., e la metto sul fuoco con uno/due limoni tagliati a pezzi. Quando bolle spengo, lascio intiepidire e verso sui petali che avrò messo in un contenitore di acciaio.

Copro e lascio così per 12/24 ore.

Mia nonna aggiungeva sempre una manciata di petali secchi.

Credo fosse perché cominciava a raccogliere fin dalla prima rosa, non avendone in quantità e non volendoli sprecare li seccava e li aggiungeva.



Dopo questo tempo spremo bene i petali e i limoni, ho un piccolo torchietto.

Peso il liquido ottenuto e aggiungo almeno 1000 gr. di zucchero a chilo di infuso.



Sul fuoco faccio bollire dolcemente, sorvegliando perché tende a strabordare se si alza la fiamma e poi imbottiglio in bottigliette pulitissime, asciuttissime e passate vuote qualche minuto in microonde per sterilizzarle, o nel forno normale a 100-110° per un quarto d'ora.

Suggerisco bottiglie piccole per un più facile consumo, meglio di vetro scuro, almeno conservate al buio e quando se ne apre una è meglio tenerla in frigo.



Con questo sciroppo si può anche fare una sorta di Champagne Pink, cocktail estivo da servire nei caldi pomeriggio estivi agli amici in visita.

Si prende una zolletta di zucchero a persona, si intride di sciroppo di rose, si spruzza di limone, si mette nel bicchiere e si aggiunge spumante secco ben freddo.


"Venite in giardino, vorrei che le mie rose vi vedessero"

(Richard Brinsley Sheridan)

Quest'anno ho provato a fare la gelatina, invece della marmellata con i petali tritati.

Ho passato tre belle mele super bio con buccia e torsolo (tolgo solo la sede del picciolo e il fondo in quanto ricettacolo di sporcizia) con i petali di una decina di belle rose nell'estrattore a crudo, insieme a un limone con buccia e torsolo e mezzo bicchiere di acqua.



Ottenuto questo profumato estratto, l'ho messo sul fuoco con uguale peso di zucchero, a fuoco medio, schiumandolo all'occorrenza, l'ho fatto cuocere una mezz'ora, 40 minuti

fino ad ottenere una irresistibile gelatina profumata.

Se non si ha l'estrattore, si può far cuocere le mele a pezzi, sempre con buccia e torsolo, insieme ai petali, fino a che le mele non si spappolano e poi passarle in un telo spremendo bene ottenendo un liquido trasparentissimo da rimettere sul fuoco sempre con uguale peso di zucchero e cuocere fino a che non è gelatina.


Aggiornamento 2020: Quest'anno, vista l'abbondante produzione di rose ho rifatto la marmellata. Credo sia indispensabile farla con la rosa rossa da sciroppo, questa di un rosso cupo, che ho ritrovata in un altro giardino abbandonato, sia per l'intenso profumo per il colore che lascia e anche per il gusto estremamente dolce dei suoi petali.


Ho preso i petali di quattro o cinque belle rose quasi completamente aperte, tagliato la parte bianca, tagliuzzati con le forbici direttamente nella pentola, aggiunto uguale peso di zucchero, spruzzato mezzo limone, un bicchiere scarso d'acqua e fatto cuocere fino alla consistenza giusta.

È venuta davvero buonissima, molto di più di altre volte e penso che il merito sia tutto della rosa, è stata lei che guardandomi mi ha detto - Marmellatami -



Importante, come per le altre piante e fiori è seccare sia i petali che i boccioli chiusi.

I boccioli, specie quelli della mia rosa pseudo Gallica, oltre alle proprietà della rosa che contengono, mi piacciono esteticamente nelle tisane.

I petali secchi, oltre a usarli in infuso contro raffreddori, faringiti, bronchiti, polverizzati e uniti al miele sono una buona cura per afte, stomatiti ecc. e altre infiammazioni di bocca e gengive.

Una volta il miele rosato era venduto per il "mughetto", la Candida dei lattanti.

Se non si usano per le tisane si possono sempre buttare nell'acqua del bagno insieme a un bel pugno di sale grosso.

Seccare è molto facile, mai al sole diretto, su di una rete, un paniere di vimini o simili.

Si conservano in sacchetti di carta, meglio dentro a un barattolo di latta.


Quanti sono poi gli usi dei Petali di Rosa freschi in cucina...

Mescolati a crema pasticciera per farcire pasticcini e torte, fritti in pastella come e più di sambuco e acacia, aggiunti a metà cottura a un delicato Risotto (la ricetta qui>>>) , tagliati fini con una insalata di Tarassaco (qui>>>) e serviti con una frittatina al timo.