Il Blog di Lella Canepa

SAMBUCO


"Verso la fine della cruda stagione quando nel ramo sale la linfa

per cui rivive ginestra ed erica e fioriscono i peschi

e la rana canta nello stagno e germogliano il salice e il Sambuco,

contro la stagione che è secca mi propongo di fare un verso"

(Marcabru, trovatore del XII sec.)

Non sembra primavera, non sembra maggio, fino a eri pioggia e freddo, rose e sambuco tardano a sbocciare qui da me a 800m, ma bisogna parlarne.

Con l'arrivo prossimo del caldo sono sicura che tutto esploderà in un un giorno e allora di corsa a raccogliere... non voglio farmi trovare impreparata.

Cominciamo con il Sambuco, il Sambuco nigra L. perché ne esiste un'altra varietà il Sambucus ebulus L., e occorre distinguere le due specie, in quanto tutti e due potenzialmente tossici, ma il Sambucus ebulus, conosciuto con il nome di Ebbio, davvero ha possibilità di avvelenamento severo e da sconsigliare vivamente qualsiasi manipolazione casalinga di questo ultimo di frutti, foglie e fiori.

Per quanto riguarda il Sambuco nigra L., è quello che va raccolto e per quello che mi hanno insegnato lascio perdere foglie, corteccia e parti verdi pure di questo, non sapendo bene come trattarlo.

Di questo raccolgo i fiori, conosciuti per fare tisane, sciroppi e un particolare vino spumante e i frutti, le bacche nere, ma solo quando sono molto molto mature, così da non avere più presenza di glicosidi cianogenetici che potrebbero far male.