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Il Blog di Lella Canepa

L'INSALATA DEL RE

Aggiornamento: 14 nov 2020



Presso le rive dei ruscelli, nelle acque lente ma correnti, pulite, cresce la Veronica Beccabunga L.

Che aveva questo nome l'ho scoprii quando finalmente la trovai su un libro delle erbe, dopo che in casa l'avevamo sempre chiamata insalata del re o falso crescione.

Il nome Veronica pare le venga dalla pia donna, così si chiamava colei che asciugò il sudore di Cristo, durante la Via Crucis, con un panno, sul quale rimase impressa l'impronta del viso e leggenda vuole che nel tenero fiorellino aperto si possa intravedere un volto umano.

Ci provo da cinquant'anni ma io non l'ho ancora visto.

Beccabunga invece, forse dal fiammingo "che brucia"


Nelle vostre passeggiate buttate l'occhio lungo i fossi, nei piccoli rii ai bordi dei campi e con un po' di attenzione potrete scorgere le sue foglioline carnose, glabre, lucide, di un bel verde, che spuntano dall'acqua, sul fusto prostrato che affonda le radici a pelo d'acqua.


Se vi attardate nelle passeggiate da fine aprile fino a tutto settembre, la potete notare per i suoi delicati fiorellini azzurri a quattro petali.

Cresce ovunque, in specie al nord, nei versanti ben soleggiati, fino a 2500 mt.


In ogni caso vi consiglio di segnarvi il posto, di raccoglierne un poco con le radici e a casa sistemarle in un vaso con acqua dove continuerà a darvi foglie per diverso tempo.

Per il consumo si raccolgono le cime prima della fioritura, in acque che dovete controllare siano pulitissime, che non provengano, se pur correnti, da uno scolo di stalle o simili, in quanto va mangiata cruda.


Il gusto piccante, leggermente allapante, va bene in un misto di insalate per dare quel tocco in più, a me piace anche da sola con un poco di olio e limone.

E' preziosa ed elegante come guarnizione a molti piatti primaverli.



Non è possibile cuocerla, diventa amarissima, e per me immangiabile.

Anticamente usata per le infiammazioni del cavo orale, ne esistono diverse varietà, più o meno officinali, anche con le foglie più grandi.

Ho fatto un salto qualche giorno fa a controllare la mia riserva selvatica di insalata del re, nonostante fosse un poco arrossata dal freddo intenso dei giorni scorsi, sta bene, e anche quest'anno per Pasqua sarà sulla mia tavola a deliziare i palati dei miei ospiti.


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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un Manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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