Il Blog di Lella Canepa

TORTA PATATE E CARCIOFI 😋😋😋 a modo mio


Ahhhhhhh.... il carciofo, come può non piacere? Eppure succede, e succede anche in casa mia dove dagli avi in poi tutti erano golosi di questa verdura speciale e poi trac! ... I miei figli no, non li mangiano.

Pazienza, non rinuncio di sicuro a mangiarmeli da sola.

E se voi volete condividere, oggi mi faccio la torta di patate e carciofi a modo mio, o meglio a modo della mia amica Gabri che me ne ha passato la ricetta anni fa.

Prima due parole sul carciofo ligure, di Albenga, si intende, al massimo in periodi bui uso quello sardo.

l' Ardiciocca o Articiocca (dal nome arabo الخرشوف) come è chiamato in Liguria il carciofo, è diverso da tutti gli altri, assomiglia ai Liguri, spinoso ma tenero e all'interno senza sorprese di barba o altro.

Del carciofo ligure mangi tutto, anche il gambo appena spellato, crudo e cotto, una volta che hai tolto le spine.

Come dei Liguri, se lasci perdere le spine ...

Per niente si narra che Zeus innamorato della bella Cynara, dagli occhi verdi dalle rarissime sfumature viola, ai suoi continui rifiuti decise di trasformarla in una pianta che aveva le stesse caratteristiche dell'orgogliosa ninfa.

Spinosa e rigida all'esterno, come era il suo carattere, ma dentro un cuore tenero e dolce, come l'animo della bella Cynara, come sono i nostri carciofi... e come siamo noi.

Le proprietà dei carciofi? Innumerevoli, la prima, lo sanno tutti, la cinarina, utile al fegato. Poi diabete, pressione sanguigna, colesterolo tutte patologie che traggono benefici dall'uso del carciofo, financo ossa e cervello per la presenza di vitamina K. Con le foglie si può fare una tisana disintossicante, un pò amara, ma salutare.

Peccato che molte qualità spariscano con la cottura e quindi conviene mangiare il carciofo crudo.

Il pinzimonio di carciofo crudo è uno dei primi ricordi della mia infanzia, la cena preferita di mio padre; il piattino, la forchetta sotto da una parte, per tenerlo alzato, sale fino e via una foglia dietro l'altra, fino al cuore tenero che facevamo finta di contendercelo se uno finiva prima dell'altro: - Me ne dai un po' del tuo?- - No, è troppo buono- -Sei egoista- diceva mio padre, per poi lasciarmi anche il suo.

Per il resto, frittate, risotti, minestra, ripieni, sugo di carciofi.... ma oggi è il giorno della torta di patate e carciofi.

Ho spadellato i carciofi tagliati a fette non troppo sottili, con aglio (a me piace a pezzi) e bagnati con poco vino bianco.

Nel frattempo ho sbucciato le patate, sempre a pasta dura che non tendano a sfaldarsi, tagliate a fette, come dice l'Artusi, dello spessore d'un soldo, e messe nella teglia antica di alluminio di nonna (e non venite a dirmi che quelle moderne cuociono uguale) e le condisco con olio e sale direttamente con le mani

In una tazza ho messo un poco di mollica di pane a bagno nel latte

In un "grilletto" a parte ho messo uova, parmigiano e tanta "persa" (maggiorana) tritata,

ho sbattuto e aggiunto la mollica di pane spremuta, ho sistemato i carciofi passati sopra le patate nella teglia, e ancora sopra ho sistemato a cucchiaiate la pappina di uova, formaggio e pane. Ripeto: a strati, patate, carciofi e condimento.

Non tutto mescolato assieme.

L' accorgimento del pane permette di usare molto meno uova e crea una crosticina deliziosa. Infatti per una teglia di 30 cm.ho usato solo due uova.

Un bel giro d'olio e in forno a 200 gradi per 35-40 minuti.

Vorrei arrivasse anche il profumo, un bel bicchiere di bianchetta genovese e ...

bón apetìtto .

"A l'ëa in sce ‘n'articiocca ch'a ghe punzeiva o cû

a criava Gente aggiutto / a criava Gente aggiutto

A l'ëa in sce ‘n'articiocca ch'a ghe punzeiva o cû

a criava Gente aggiutto / mi no ghe a fasso proprio ciû!

Olidin, olidin, olidena sabbo a Camoggi, domenega a Zena;

Olidin, olidin, olida sabbo a Camoggi, domenega a Pra!"

😂 😂 😂

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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un Manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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