Il Blog di Lella Canepa

IL MIO CAPPON MAGRO, anzi MAGRISSIMO

Questa è una riedizione economicissima, sempre di casa mia, della famosa ricetta del Cappon Magro.


UN PO' DI STORIA

Il Cappon Magro è una delle ricette principe del Natale e delle altre feste genovesi.

Il nome è stato inventato dai marinai che, in mare e lontani da casa, venivano nutriti per lo più di galletta imbevuta di aceto, con aglio, olio e pochi ortaggi e solo in rare occasioni qualche pesce; chiamato ironicamente capón de galea, specie dai rematori, in antitesi al fastoso cappone delle mense aristocratiche.

La storia continua e, in pieno barocco, certi frati di San Francesco di Paola, di un santuario genovese dedicato ai marinai, arricchiscono la ricetta di aragosta, gamberi e altro rendendolo un piatto sontuoso nel tentativo di dimostrare che anche di magro si poteva mangiare bene, anzi benissimo.

Oggi il cappon magro è un piatto ricercato e costoso, se eseguito a dovere.

Mia madre, limitandosi alla ricetta originale, lo ha semplificato e alleggerito eliminando il pesce e lo portava in tavola a Natale, tutti gli anni come antipasto, al posto della più sfruttata insalata russa.

Ricetta più che mai attuale, visto il numero crescente di persone che non mangiano né carne né pesce.

Chi invece sostiene che è complicato da fare, certamente non ha mai provato.

La cosa più difficile è la salsa verde, si fa per dire...


LA RICETTA

Per la salsa verde vedete qui sotto gli ingredienti:


Per sapere gli ingredienti a memoria basta ricordare che servono due mani per farla, e cioè dieci cose: