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Il Blog di Lella Canepa

BACCHE DI ROSA CANINA? conserviamole! 🧐

Aggiornamento: 17 nov 2022


“Nu gh’è bèlla rösu(r)a ch’ā longa a nu se müe in grattacü...”


Uno dei frutti più belli e utili da raccogliere tra autunno e inverno sono senz'altro le bacche di rosa canina, a disposizione di tutti in grande quantità e gratuitamente.

Il loro nome botanico non è bacca ma cinorrodo.

Principalmente ricchi di vitamina C, un etto ne contiene quanto un chilo di arance; stimolano il sistema immunitario, hanno proprietà diuretiche, aiutano a eliminare gli acidi urici e combattono i dolori reumatici e le rigidità articolari.

Cure sperimentali a proposito sono in corso presso l' Ospedale Rizzoli di Bologna.

rosa canina, la rosa selvatica di monti

L'invadenza della Rosa Canina, qui sui nostri monti chiamata con disprezzo insieme alla Mora Selvatica, "razza", occupa sentieri, copre ruderi, trasforma il paesaggio e prolifera che "nemmeno il fuoco la ferma", ci ha fatto dimenticare i grandi pregi dei suoi cinorrodi, i falsi frutti che a fine estate formano gradevoli macchie di colore rosso.

Come non farne scorta?

Comincio a ottobre appena son rosse, ho fretta di procurarmele.

Stando attenta a non pungermi, le sue spine che assomigliano ai denti di cane - e da qui il nome di Rosa Canina - sono tremende.

Le prime bacche raccolte le uso per farle seccare e, siccome il lavoro che segue è un pochino noioso, quando sono ancora abbastanza dure è appena un po' più facile.

Le lavo, taglio a raso del picciolo e del fondo,



le apro a metà e con un coltellino appuntito, tolgo per bene i semini interni e i peletti che sono irritanti per l'intestino.

Caratteristica che dà a queste bacche il nome volgare di grattacù 😀.



Le rilavo, le metto ad asciugare e a seccare lentamente.

Ho la stufa a legna dove sopra, in alto, ho una griglia, altrimenti si può usare l'essiccatore a bassa temperatura.


- come pulisco le bacche di rosa -



Siccome la vitamina C è termolabile è opportuno non superare i 40 gradi.

Per questo motivo una volta secche NON faccio tisane o decotti ma le lascio qualche ora o tutta la notte a bagno in acqua fredda e poi bevo e mangio le bacche ammorbidite.

In alternativa polverizzo e uso la polvere a cucchiaini nello yougurt, per esempio.

Per chi vive in campagna e ne possiede piante vicino a casa, niente di meglio che raccoglierle fresche, pulirle e aggiungerne 5 o 6 per volta ai frullati, ai succhi ottenuti con l'estrattore, alle macedonie, e perchè no alle insalate, dato il sapore acidulo.

Una delle maschere di bellezza più efficaci per rendere la pelle luminosa, tonica e levigata, è ottenuta con i cinorrodi freschi, sempre ripuliti per bene dei semi e dei peletti che sono irritanti anche per contatto, frullati insieme allo yogurt, da fare assolutamente proprio in questo periodo.

Un metodo per avere una pseudo marmellata non cotta che conserva più vitamina è quello di tritare le bacche pulite e mescolarle a miele.

A chi non piace il miele, a chi vuole una gelatina particolare, che però avrà perso con la cottura gran parte delle proprietà non resta che aspettare le prime gelate invernali quando il rosso frutto è ammorbidito.




Sono passati quasi due mesi ed ecco arrivata la prima mattina di brina.

E' l'ora di uscire a cercare le bacche morbide ...😊

Nel frattempo saranno diventate più molli e gli uccelli ne avranno fatto man bassa a tutto becco.

Uso un rastrellino e le faccio cadere su un telo.



A casa, lavo, lascio velocemente asciugare,



tolgo la parte nera in fondo



e metto a cuocere in una pentola con la metà del peso delle bacche di acqua.



quando sono disfatte,


le spremo ben bene in un telo pulito bianco con il mio torchietto.


A questo punto, quando ho spremuto il più possibile, aggiungo il succo di quattro mele selvatiche passate con buccia e torsolo nell'estrattore, peso il liquido ottenuto e aggiungo lo zucchero in proporzione di 800gr a kg di passata.

Quando non avevo il torchietto, appendevo il sacchetto con le bacche cotte e lasciavo che il liquido scendesse per tutta la notte raccogliendolo in una ciotola e premendo per raccogliere il più possibile l'indomani mattina.

Senza l'estrattore metto a bollire le mele, sempre con buccia e torsolo insieme alle bacche, rimetto sul fuoco e faccio sobbollire fino a che non ottengo la consistenza di una gelatina.

Un altro uso che ho letto ma non provato, (in casa mia i liquori non sono molto usati) è la grappa alle bacche: una manciata di bacche intere in un litro di grappa con un cucchiaio o due di zucchero, pare sia buonissimo.

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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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