Il Blog di Lella Canepa

I TESTAIÖ in Val di Vara e altrove


Qui, nell'alta val di Vara, tutte le casa di campagna hanno vicino al camino o sul (pavimento) della cucina della græ (seccatoio) la pila di testéti per cuocere i Testaiö, i testaroli, ma anche i castagnacci (qui>>>) o le chizzoe di farina di granoturco.

L'uso è comune anche alla Val Graveglia qui dietro.

Proprio nella frazione di Iscioli, nel comune di Ne, si costruivano i testetti di terracotta con l'argilla del posto, che venivano venduti in tutte le valli attorno.

Il testetto è una specie di piccola teglia di terracotta con i bordi rialzati

che viene scaldato nel fuoco rovente di una brace fino a farlo diventare rosso,

nel momento che vengono tirati fuori dal fuoco uno a uno con un paio di molle da camino, viene versato dentro al testetto caldo, con l'uso delle foglie di castagno (qui>>>) o no a secondo di quello che si prepara, circa due cucchiai di impasto.

Nel caso dei testaroli è più che mai semplice, acqua e farina integrale, sale.

Si prepara una pastella semi densa, diciamo della consistenza a nastro, si mette circa due grandi cucchiai, direttamente nel testetto caldo, in questo caso senza le foglie, si copre questi con un altro testetto caldo per pochi istanti quel tanto che serve per formare la crosticina, perché non si attacchi, quando girato e posato sopra si versa altra pastella e così via fino a formare una pila di una decina, dodici testetti.

Si controlla la cottura, e si tolgono uno a uno e si condiscono con olio, burro, formaggio parmigiano e pesto se si vuole. Si taglia a spicchi e si serve.