Il Blog di Lella Canepa

ESTATE TI CONSERVO -2- LA FRUTTA

Qui, in questa campagna abbandonata, dove gli alberi da frutta sono praticamente lasciati a se stessi, la produzione è discontinua.

Un anno quintali di mele, poi due o tre anni senza nemmeno una e così per pere, susine, ciliegie, ecc.

In qualche momento storico non bene identificato queste zone furono invase da coltivazioni di prugne di varietà diverse che col tempo hanno dato origine a qualità miste difficili da definire con un nome.

Prugne non susine, molti pensano che la susina sia da fresca e da secca diventi prugna, in verità sono due alberi distinti Prunus domestica la prugna e Prunus salicina la susina.

Per distinguerle la prugna ha una forma più allungata, una buona conservabilità, facilmente si stacca l'osso.

Le susine sono rotonde dal sapore più acidulo e più ricche di acqua.

Quindi prugne per avere un'ottima marmellata e ... un'altrettanto ottima acquavite, grappa de brigne, come si chiama qua, e forse questo spiega l'invasione delle piante di prugna, visto che non è terra da uva ...

Ovviamente la distillazione dalla macerazione delle prugne, avveniva nelle lunghe sere invernali, quando nevicava abbondantemente così da non essere scoperti, vista l'illegalità della cosa.

Tant'è inutile negarlo ... una tradizione contadina, antica, diffusa e fuori legge, al giorno d'oggi caduta completamente in disuso visto che raccogliere le prugne per fare la grappa è lungo e faticoso, tanto più che i terreni non più coltivati danno una produzione discontinua.

Non resta che farne marmellata, pardon ... confettura, e se andate qui>>> racconto come e perché si è arrivati a chiamare confettura quello che abbiamo sempre chiamato marmellata.

Raccolte, lavate sommariamente, tagliata la base del picciolo, aperte e private dell'osso. Messe sul fuoco con poco zucchero fino a che non è possibile passarle. La mia formula è sempre la stessa, con la poca quantità uso l'estrattore, altrimenti anche per la marmellata il passapomodoro.