Il Blog di Lella Canepa

LA BORSA DEL PASTORE

Fra le piantine che ho sempre saputo commestibili c'è sicuramente la Borsa del Pastore, la Capsella bursa-pastoris, una piantina comunissima che non mi è mai riuscito di mangiare perché fiorisce prestissimo e con gli inverni sempre più caldi praticamente non trovo la sua rosetta basale senza fiori e semi.

Molte persone la usano cotta nel misto del Prebuggiun(qui>>>) o cruda le foglioline giovani, e non escludo che probabilmente anche io qualche volta l'ho raccolta senza badare troppo, per la sua estrema somiglianza con altre piante simili dalle foglie dentate.

Questa, essendo della famiglia delle una volta Crucifere, ora Brassicaceae, ha un gusto leggermente piccante e pungente che può piacere o no. Il suo particolare nome Capsella significa "piccolo cofano" e questo concetto è rafforzato da bursa- pastoris, cioè "borsa del pastore", che allude alla particolare forma triangolare dei suoi semi quando nel 1657 fece dire a William Coles come assomigliassero alla borsa di pelle che i pastori e non solo, portavano a quei tempi per riporre il cibo e questo rimase nel nome per contraddistinguerla. Di questa borsa, quasi sempre di pelle di capra, ormai esistono tracce solo nella borsa sarda chiamata "taschedda" che ora è possibile trovare in forma elegante.