Il Blog di Lella Canepa

AGOSTO, ASADO MIO TI CONOSCO

Estate vuol dire sagra. In Liguria Sagra vuol dire Asado. Punto.

Può chiamarsi Sagra di come vuoi, ma un piatto di Asado c'è sempre.

Una moda degli ultimi trenta - quarant'anni, mi sono chiesta anche dove e come sia iniziata ma non sono riuscita a trovarne il bandolo.

Ho pensato di mio, ma è proprio una mia deduzione fantasiosa, che l'emigrazione di ritorno degli Italiani del Sudamerica, tra i quali molti liguri, a causa della crisi politica ed economica degli anni '70/'80, abbia importato questa usanza diventata ormai un rito estivo immancabile per fare festa con gli amici.

Infatti la parola Asado, di fatto arrosto, arrostito, indica una modalità di cottura della carne usata dai gauchos delle Pampas.

foto da WebFoodCulture


In pratica Asado significa arrostito in verticale, (mentre la tradizionale cottura orizzontale, la grigliata per intenderci, è la Parilla) e spesso si trattava di grossi pezzi di animale cotti con la pelle, l'Asado con cuero e contemplava davvero tante ma tante ore di cottura.

Da noi è stato riadattato alla carne che abbiamo e alle condizioni che abbiamo.

Anche per questa, che sembra una ricetta semplice, con pochi ingredienti, è possibile scatenare polemiche su polemiche per cosa mettere nella bagna, per come appenderlo, per come cuocerlo, per quanto cuocerlo ecc. ecc.

Quindi, vi racconto del mio, anzi quello di mio figlio e altro non so.

La cosa più importante resta sempre la scelta della carne, se la carne è buona pochi saranno i problemi.

Avere un referente di fiducia che vi vende della ottima carne è il primo più importante passo.

Rigorosamente carne di bife, vitellone, la porchetta è un'altra cosa, altri animali non sono contemplati nella tradizione dell' Asado, da noi quasi esclusivamente vitello.

Tutto sommato non si tratta di un pezzo particolarmente pregiato, di costo molto elevato e questo forse ne ha propagato l'uso.