Il Blog di Lella Canepa

LASSANA O SENIE


- Le modeste erbe dell'orto a più mali dan conforto​ -

C'è ancora un'erba di cui voglio parlare, una di quelle poco conosciute, una di quelle che per anni ho visto raccogliere solo da mia madre.

Oggi, agli incontri dell'Associazione (qui>>>) quando trovo qualcuno che la conosce e, gaudio, la chiama come me, Senie, esulto.

È questo, direi il motivo principale che mi ha convinto a dare origine alla mia Associazione Erbando, scopo della quale è preservare nomi e modi tradizionali, non scientifici (per quello ci sono tanti altri) della raccolta delle erbe spontanee. Nonostante sia quasi dimenticato l'uso nel misto, il Prebuggiun(qui>>>), è un'erba comunissima, tanto il suo nome scientifico lo denota Lapsana communis, e quando è fiorita tutti la conoscono.

Più difficile e da farci l'occhio, (l'oomía, come diceva mia nonna) quando è da raccogliere la rosetta basale. E qui conta molto l'esperienza, davvero il colpo d'occhio che si impara con la pratica e gli anni.

Per il nome con il quale è chiamata qui in Liguria, Senie, che in genovese vuol dire cenere, mi sono fatta l'idea, provata dai fatti, che crescesse nei posti dell'orto dove casualmente buttavo la cenere, e infatti ho scoperto che comunque predilige terreno siliceo, anche se non disdegna quello calcareo, meglio umido, ma la prova ne è la fotografia sotto, dove è evidente il colore del terreno somigliante alla cenere.


La rosetta basale assomiglia per la forma, a tante altre, se non fosse per la leggerezza delle foglie, e i particolari all'occhio accorto, che la distinguono da altre, per esempio dalla Sciscerbua (qui>>>), un grande lobo terminale dentato con diversi lobi più piccoli sotto.

La sua rosetta basale va aggiunta alla mescolanza di erbe che si raccoglie in primavera, nella misura giusta, perché il suo nome, Lapsana deriva forse dal greco: scarico, svuoto. Per questo le sono riconosciute proprietà evacuative importanti per l'intestino, senza provocare l'irritazione che tante altre sostanze contenute in famose tisane hanno.

Non solo, un tempo era usata in cataplasma per aiutare a risolvere ingorghi di latte e per questo tanti la chiamano "erba delle mammelle".


Nel momento della fioritura tutti la conoscono.

Alta anche 80cm, con un ombrello di fiorellini gialli che si trasformano poi in piccoli piumini.

Margini di strade, orti coltivati, boschi, ovunque.

È questa l'occasione per ricordare come è importante per iniziare a identificare un'erba, andarla a cercare quando è fiorita, proprio perché facilmente riconoscibile, e tornare poi la primavera successiva con la certezza di trovarla e individuarla con più facilità.





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Lella

Lella Canepa, creatrice di "Donne da Ieri a Oggi" una fantastica mostra poi tradotta in un libro e di "Erbando" un ricercato evento che produce sempre il "tutto esaurito" da subito, anch'esso tradotto in un manuale dove si impara a conoscere e raccogliere le erbe selvatiche commestibili come facevano i nostri avi.


Lella Canepa ama da sempre tutto ciò che è spontaneo, semplice e naturale e coltiva da anni la passione per tutto quello che circonda il mondo manuale del femminile. tramandato per generazioni da sua mamma, sua nonna e la sua bisnonna.


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